Il messaggio principale è: non prendete per oro colato quello che vi raccontano i grandi media. Secondo messaggio: mettete su media indipendenti. E’ un racconto di cose viste dall’interno a proposito di ciò che non va nell’informazione TV — il sensazionalismo, la timidezza, la censura, lo chauvinismo, la paura di offendere i conservatori — basato sui miei anni alla CNN, a Fox News e a MSNBC [intervista di ZNet a Jeff Cohen, autore di Cable News Confidential]. Dopo aver fatto nera Fox News, ho alcuni gustosi aneddoti su gente di destra con cui ho discusso sulla tv via cavo: Buchanan, Novak, Sununu, Hannity, O’ Reilly, Falwell, etc. Ann Coulter si è rifiutata di incontrarmi.
Il libro presta molta attenzione alla faziosità e alla soppressione di notizie a cui ho assistito a MSNBC — gestita dalla più grande televisione del nostro paese, la NBC — nel processo che portò alla guerra. Ai sostenitori dell’intervento armato veniva dato il centro del palcoscenico per mentire e sviare; le persone contrarie venivano calunniate e censurate… o andavano in onda solo per diventare il bersaglio dei megafoni di destra. Il libro descrive il mio scontro in video con Frank Gaffney, un ex funzionario della Difesa dell’amministrazione Reagan ed inamovibile presenza televisiva, che arrivò su MSNBC per biasimare l’Iraq non solo per l’11 Settembre, ma anche per l’attentato do Oklahoma City. Dico sul serio.
Fornisco i dettagli su come la NBC/MSNBC mise il bavaglio a Donahue e mise fine al suo programma tre settimane prima dell’inizio della guerra in Iraq — e cito documenti interni di NBC ed email rese pubbliche. Un documento esprimeva timore che “Donahue diventasse un punto di riferimento per il movimento antiguerra della sinistra nel momento in cui i nostri concorrenti sventolano la bandiera alla minima occasione”.
Puoi dire qualcosa a ZNet sulla stesura del libro? Da dove vengono i contenuti? Casa fece sì che il libro fosse quello che è?
I contenuti vengono per lo più da ciò che ho visto ed imparato all’interno dei grandi mezzi di informazione televisiva, ma arricchiti dalla comprensione che io ed il mio gruppo abbiamo sviluppato all’interno di FAIR. Se avete mai ascoltato Amy Goodman, l’avrete sentita citare lo studio di FAIR su chi fu ammesso a parlare e chi no su NBC, CBS, ABC e PBS nelle due settimane cruciali prima e dopo il bellicoso discorso di Colin Powell alle Nazioni Unite; chi era contrario alla guerra pesò per meno dell’1 per cento del totale. Allora io ero dentro il sistema dei grandi media; quindi sono nella posizione di raccontare qual era la mentalità dietro le quinte, le discussioni e gli ordini dalla direzione che portarono ad una tale mancanza di equilibrio e ad una tale censura.
Guarda cosa accadde a queste reti tv dopo che vennero in possesso di una delle più grandi storie dell’ultimo decennio — la guerra in Iraq — così totalmente sbagliata. Quelli che avevano torto hanno fatto carriera; molti di noi che avevano ragione sono stati messi alla porta.
Scrivere il libro è stato per me un tuffo nella memoria, un posto non sempre bello da rivisitare quando i tuoi vicini sono Pat Buchanan e Bill O’Reilly. Feci anche registrazioni, trascrizioni, scrissi email — cose più esatte della memoria — ed a volte anche più penose da guardare. Bisognava ridere per non mettersi a piangere per poter scrivere il libro il che, fortunatamente per i lettori, conferisce al libro stesso una certa leggerezza, momenti divertenti, come è necessario quando si affrontano questioni vitali. Nella sua presentazione, Howard Zinn lo ha definito “divertente, serio e soprattutto devastante”.
Cosa speri per Cable News Confidential?
Spero che incoraggi la fuga dei consumatori attivi di notizie dal sistema dei grandi media. Sia l’introduzione di Jim Hightower che le mie conclusioni sottolineano l’entusiasmante bum dei media indipendenti negli ultimi anni — specialmente i media funzionanti su Internet. Spero che il libro sia usato dai mediattivisti — per sfidare l’informazione dei grandi media, battersi per una riforma di essi e costruirne di alternativi.
Le persone indipendenti e progressiste sanno da molto tempo che i contenuti dell’informazione proveniente dai grandi media è spesso marcio. Secondo un proverbio “il giornalismo, come la fabbricazione delle salsicce, è un processo assai brutto, di cui è meglio non sapere niente per quelli che vogliono goderne il consumo”. Spero che il libro apra gli occhi ai lettori riguardo a quella fabbrica di salsicce che è l’informazione televisiva.
Documento originale “Book Review: Jeff Cohen’s CABLE NEWS CONFIDENTIAL”. Traduzione di Gianluca Bifolchi per Z-Net.it
Per saperne di più: http://cablene wsconfidential.com/
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