E’ cosàƒÂ¬ che l’Unione europea ed il governo italiano dovranno imporre le grandi opere? Alle istituzioni e ai politici di destra e di sinistra vogliamo dire che non è possibile aprire un dialogo serio e proficuo partendo dal presupposto che comunque la decisione finale è giàƒ presa e non verràƒ modificata: questo non è confronto, ricerca di consenso.
Le soluzioni condivise, e perciàƒÂ² accettate e sostenute, vanno prese insieme, ascoltando e comprendendo le ragioni di tutte le parti; diversamente è voler imporre il proprio punto di vista con le buone, se possibile, ma senza escludere le cattive maniere per indurre alla ragione i ‘ribelli’.
Eppure vogliamo ancora credere di vivere in uno Stato di diritto, con un popolo che è sovrano e una Costituzione che ne garantisce i diritti, anche quello a dissentire, spesso espressione di grande interesse e senso di responsabilitàƒ . Diritto che non puàƒÂ² essere negato neppure quando si vanno a mettere in discussione i forti interessi economici delle aziende – influenti politicamente – coinvolte in un’opera cosàƒÂ¬ costosa, e le – scarse – ricadute positive per la collettivitàƒ .
La resistenza della Val Susa è difesa del territorio, salvaguardia dell’ambiente, tutela di un patrimonio giàƒ più e più volte leso in nome di quel progresso e di quello “sviluppo” che non soddisfa le reali esigenze delle persone, ma che sembra sempre più garantire diritti e privilegi di pochi lasciando drammatici “conti in sospeso” per i più, per le generazioni attuali e future.
Le opere per l’Alta Velocitàƒ sono parte integrante di questo sistema di sviluppo, che non riesce a conciliare la sostenibilitàƒ del territorio con la soddisfazione dei bisogni primari delle popolazioni che dice di voler tutelare. Forse è arrivato il momento di interrogarci veramente su quale sviluppo e per quale modello mondiale stiamo progettando il nostro futuro.
Auspichiamo che le istituzioni di governo, nazionale e locale, vogliano finalmente aprire un dialogo sincero e aperto con i cittadini e che questo avvenga in un contesto libero dal controllo militare e dagli interessi economici di parte.
Ai valsusini vogliamo dire che come lillpuziani ci impegniamo a concretizzare la nostra compartecipazione promuovendo una giusta informazione, organizzando nelle cittàƒ italiane incontri di approfondimento, presidi di solidarietàƒ , partecipando attivamente, alle iniziative da voi proposte.
Vogliamo essere con voi in questa profondamente legittima, pacifica e partecipata resistenza.
Rete Lilliput
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