Dal Forum sociale mondiale di Caracas

Caracas, 24-29 gennaio 2006. Tappa latino americana del VIà‚° Forum sociale mondiale, preceduto dal Forum di Bamako, in Mali e seguito quello di Carachi, in Pakistan. Per la prima volta il forum viene organizzato in maniera policentrica. Per la prima volta viene svolto in Venezuela, sede della Rivoluzione Bolivariana. E per la prima volta un presidente (Hugo ChavàƒÂ©z) si intromette in maniera profonda durante i lavori, imponendo là¢â‚¬â„¢importanza di una riflessione immediata sulla relazione tra politica e movimenti (di Antonio Graziano, da Caracas).


Il forum diventa dunque occasione di dibattito per parlare del socialismo del XXIà‚° secolo e vede in questà¢â‚¬â„¢ambito posizioni contrapposte. I più radicali affermano la necessitàƒ che il movimento rimanga indipendente e ribadiscono là¢â‚¬â„¢importanza di differenziarsi da qualsiasi partito il quale, una volta entrato al potere, diventa parte del sistema, segue la via della corruzione, e genera là¢â‚¬â„¢abbandono degli ideali e delle posizioni originarie. Chi invece sostiene la strategia del compromesso afferma la necessitàƒ che i movimenti facciano un salto e diventino parte integrante della politica. Se cosi non avverràƒ , si afferma, il forum, e con esso tutta la rete di organizzazioni vincolate, potrebbe diventare semplicemente un à¢â‚¬Å“salone internazionale dei movimenti socialià¢â‚¬?.

Altro tema ampiamente trattato è stato quello della gestione delle risorse idriche. Nonostante la relativa disorganizzazione, alcuni assi tematici sono stati portati avanti mediante uno sforzo coordinato e congiunto. Come nel caso del movimenti contro la privatizzazione dellà¢â‚¬â„¢acqua (la maggior parte europei e latino americani) che per la prima volta hanno raggiunto un ottimo livello di coordinamento, in modo tale da dar vita ad una quattro giorni di dibattito sulla problematica della gestione e della mercantilizzazione del bene acqua e sul comportamento delle corporazioni trans-nazionali, il cui principale interesse rimane quello di generare profitto dallà¢â‚¬â„¢oro blu. La conclusione è stata una dichiarazione mondiale, che verràƒ presentata ai governi nazionali e proposta come istanza ai prossimi appuntamenti internazionali, primo fra tutti il 4à‚° Forum mondiale dellà¢â‚¬â„¢acqua che si terràƒ a Cittàƒ del Messico nella seconda metàƒ di marzo ed a cui parteciperanno multinazionali, governi, agenzie e programmi delle Nazioni unite. In contemporanea è in programma un forum alternativo a quello ufficiale. Là¢â‚¬â„¢argomento più scottante riguarda il partenariato pubblico-privato, che a detta dei movimenti ha lo stesso valore della gestione completamente privata e segue, allo stesso modo che questà¢â‚¬â„¢ultima, obiettivi economici prima ancora che sociali.

Seguendo questi ed altri assi tematici, il forum si è chiuso con una dichiarazione che spiega che le recenti vittorie elettorali di candidati legati ai processi di lotta popolare in America latina non significheranno un sostegno incondizionato da parte dei movimenti sociali. Nel documento si ribadisce là¢â‚¬â„¢importanza di à¢â‚¬Å“mantenere una autonomia politica e programmatica, continuare a promuovere la mobilitazione sociale per proseguire nel conseguimento degli obiettivi originari e mettere pressione per evitare qualsiasi tipo di adesione di questi governi a posizioni del modello neoliberale”. Si propone, inoltre, di seguire quattro temi chiave: la campagna contro là¢â‚¬â„¢occupazione in Iraq, la protesta contro là¢â‚¬â„¢Organizzazione mondiale del commercio (Omc), le manifestazioni in occasione del prossimo incontro degli otto grandi della Terra (il G8) e la promozione di azioni dirette nei riguardi di Banca mondiale e Fondo monterario internazionale (Fmi).

Il prossimo forum saràƒ a Nairobi in Kenia, una nuova grande sfida per là¢â‚¬â„¢Africa. Là¢â‚¬â„¢appuntamento di Bamako, infatti, ha mancato del protagonismo delle associazioni locali. A differenza di Caracas, a Bamako la forza propulsiva sembra essere stata generata per la maggior parte da movimenti esterni al paese ospitante. Dopo la tappa del Mali, dunque, saràƒ indispensabile mobilitare e coordinare la rete di organizzazioni sociali del continente perchàƒÂ© rappresentino davvero una nuova forza propulsiva e siano in grado di generare alternative concrete al modello economico imperante!

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