Il crollo della finanza globale non solo continua ad ingigantirsi ma, quotidianamente, lancia segnali sempre più evidenti. Non è chiaro fino a che profondità inciderà l’impatto sull’economia e comunque l’effetto che già si prospetta è devastante, smisurato. Il momento, però, può anche essere colto come l’occasione propizia per avviare modi diversi di “fare economia” e di concepire il denaro, la ricchezza e …il debito. Per questo il 26 Settembre 2008 è nata a Padova l’Associazione ArcipelagoVeneto.
In sostanza, chi si associa ad Arcipelago Veneto (privati e imprenditori), in qualità di accettatore di Scec decide di accordare un abbuono sugli acquisti degli aderenti all’associazione. Lo Scec (Solidarietà ChE Cammina) rappresenta questo “abbuono” che verrà distribuito gratuitamente a tutti gli associati i quali lo useranno all’interno di un circuito di accettatori in misura pari al 20% degli acquisti fatti.
Facciamo un esempio: vado a comprare un chilo di pane che costa euro 2,50. Mi qualificherò come socio di ArcipelagoVeneto e chiederò che mi venga applicato l’abbuono concordato tra tutti gli associati. Pagherò 50 centesimi in Scec, cioè mezzo Scec, e 2 euro appunto in euro. Lo scontrino fiscale che mi verrà rilasciato indicherà l’importo di 2 euro. I buoni SCEC vengono distribuiti a tutti i soci (privati, titolari di aziende e negozianti) di ArcipelagoVeneto in misura uguale per tutti, su base individuale. E questo abbuono non posso sfruttarlo in qualsiasi panificio ma solo in un panificio che lo accetta in quanto socio di ArcipelagoVeneto.
La domanda che viene naturale porsi è: ma che interesse ha un panificio ad aderire ad Arcipelago Veneto? Beh, innanzitutto quello di avere -molto probabilmente- diversi clienti in più che andranno da lui perchè ArcipelagoVeneto pubblicizza il fatto che il suo panificio fa parte dell’Associazione. Poi, il fatto che questo “buono” sia introdotto e quindi accettato a livello regionale fungerà da garanzia sul fatto che la ricchezza che esso muove resterà ancorata in un luogo ben preciso: la Regione Veneto e così facendo valorizzerà il lavoro e la creatività di tutti gli associati. Lo stesso dicasi per le monete emesse da ArcipelagoCampania, ArcipelagoCalabria e così di seguito per le relative regioni, con la prerogativa, unica al mondo, che gli “abbuoni” SCEC sono scambiabili tra tutte le regioni italiane! Infine perchè, essendo tutti collegati, è utile per tutti partecipare e dare una mano alla ricostituzione di una filiera locale alimentare, visto l’avvicinarsi di una probabile crisi alimentare globale. Non a caso Scec significa “La Solidarietà ChECammina”.
La disgregazione economica ha prodotto la dissoluzione dell’agricoltura locale nonché dipendenza da tutto e tutti. Non c’è dubbio che ci sarà una crisi in tal senso e le premesse si stanno materializzando di giorno in giorno. E’ necessario ricostruire le economie locali a partire dall’agricoltura proprio per evitare di essere dipendenti dai forti aumenti e dalla speculazione sui generi che verranno comprati dalla globalizzazione i cui prezzi sono determinati dai mercati finanziari. In questo senso il progetto di ArcipelagoSCEC per l’agricoltura (http://www.centrofondi.it/sapore_cuore.htm) è necessario per una transizione indolore.
Tutto questo introduce ad un nuovo modo di concepire il valore del lavoro realmente utile a se stessi e alla comunità in cui si vive, evolvendone le funzioni vitali ed eliminandone quelle socialmente più deleterie.
Non è cosa da poco se consideriamo i disastri che i signori della globalizzazione stanno combinando di questi tempi.
Matteo Toniato
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