L’obiettivo di raggiungere con il microcredito 100 milioni di individui tra i più poveri del pianeta, stabilito nel 1997 a Washington durante il primo Vertice Mondiale, non è stato centrato. È quanto emerge dal Rapporto che la Microcredit Summit Campaign ha reso noto in occasione del vertice che si tiene in questi giorni in Canada. Il Rapporto, aggiornato al 31 dicembre 2005 e compilato grazie ai dati forniti da 3.133 istituzioni di microcredito, riporta un totale di 113.261.390 clienti, di cui 81.949.036 poverissimi (sotto 1$ al giorno) quando hanno avuto il primo prestito. In quest’ultimo gruppo l’84,2% sono donne (68.993.027). Per arrivare all’obiettivo dei 100 milioni sarebbe stata necessaria una crescita media del 38,1% annuo (nel 1997 i clienti più poveri erano 7,6 milioni), mentre è stata del 34%.
Stimando una media di 5 persone per famiglia, 113 milioni di crediti aperti significa 565 milioni di persone “toccate” dal microcredito, 410 milioni nella fascia dei più poveri.
Quest’ultima cifra equivale alla popolazione di Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Spagna, Canada, Paesi Bassi, Portogallo, Austria, Svizzera e Danimarca. La microfinanza per i più poveri interessa quindi una macroarea, ma la povertà non è sconfitta.
“In Italia c’è un interesse diffuso per gli investimenti etici, più da parte dei cittadini che delle istituzioni – afferma Andrea Berrini, presente ad Halifax come presidente di CreSud. E’ tempo di superare l’idea della cooperazione allo sviluppo come risorsa calata dall’alto in favore della creazione di partnership con le reti locali, in sinergia con la progettualità del territorio. Come CreSud ci proponiamo come intermediari tra gli enti locali e le organizzazioni che vogliano investire nelle capacità del sud di creare da solo il proprio sviluppo. Abbiamo creato a questo scopo dei servizi appositi, come Diapason, che rilanciamo in occasione di questo evento, per offrire garanzie di trasparenza ed efficacia e facilitare la cooperazione con i paesi più poveri secondo criteri di eticità e sostenibilità”.
Il 91% dei più poveri clienti del microcredito vive in Asia, continente che ospita il 67% della popolazione mondiale che vive sotto la soglia di 1$ al giorno. A questa diffusione del microcredito contribuisce in gran parte il Bangladesh, dove è nata la Grameen Bank del Nobel Yunus, e dove oggi le 20 maggiori Micro Finance Institutions raggiungono 21 milioni di clienti (105 milioni di persone coinvolte contando le famiglie), su una popolazione di 140 milioni.
Delle 3.133 istituzioni che hanno fornito dati al rapporto, 1.652 sono in Asia e Oceania, 959 nell’Africa subsahariana, 439 in America Latina e Caraibi, 35 in America del Nord ed Europa occidentale, 30 in Medio Oriente e Africa del Nord, 18 in Europa dell’Est e Asia centrale.
La seconda fase della campagna si pone l’obiettivo di raggiungere 175 milioni di clienti poverissimi entro il 2015.
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