Il progetto di “social lending” capitanato da Maurizio Sella di cui Finansol.it ha parlato più volte sul proprio sito, ha ricevuto il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che, dietro indicazione della Banca d’Italia, ha provveduto alla cancellazione di Zopa dall’albo delle finanziarie ex articolo 106. E’ lo stesso Sella a comunicarlo agli “zopiani” in una lettera aperta sul blog dell’iniziativa, e un post di aggiornamento spiega i motivi “ufficiali” del provvedimento: “a Zopa è stato contestato di aver fatto raccolta del risparmio (e non semplice intermediazione di pagamenti) a causa della giacenza sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito.”
Formalismo giuridico o intervento mirato su “prevenire possibili truffe ai risparmiatori”?
La prima risposta di Banca d’Italia motiva il provvedimento in base al fatto che “La società acquisiva la titolarità e la disponibilità dei fondi conferiti dai prestatori, violando l’obbligo di separatezza delle disponibilità di terzi da quelle della società; in tal modo si realizza una abusiva attività di raccolta del risparmio, con rischio per i terzi i cui fondi non vengono più scambiati immediatamente tra creditore e debitore come dovrebbe essere nello schema di social lending ma rimangono nella disponibilità della Zopa. Di fatto il creditore si trova inconsapevolmente in una posizione analoga a quella di un depositante senza le tutele previste dall’ordinamento per i risparmiatori. Le modifiche operative proposte da Zopa per risolvere il problema – conclude la Banca d’Italia – non sono risultate sufficienti a garantire la rimozione delle irregolarità, manifestando una strutturale difficoltà nell’assicurare il rispetto della disciplina in materia bancaria e finanziaria posta a tutela dei terzi e del mercato”.
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