Indietro tutta: analisi a tutto tondo di un Italia decadente

Lorenzo Lobina è un giovane manager e da sempre ha lavorato nellà¢â‚¬â„¢ambito aziendale. Ha scritto un libro: à¢â‚¬Å“Indietro tuttaà¢â‚¬? -con prefazione dellà¢â‚¬â„¢onorevole Oliviero Diliberto-, definibile come testo di educazione civica ma visto con gli occhi dellà¢â‚¬â„¢attento analizzatore della modernitàƒ , di questa decadenza tutta italiana, in un teatro di illegalitàƒ diffusa, di precarietàƒ giovanile e di soprusi e vassallaggi carrieristici. Lorenzo ha voluto sfidare il sistema e presentare con coerenza e determinatezza il suo nuovo testo di un giovane che non vuole definirsi intellettuale, ma ricercare delle vie di uscita dalla grave situazione [a cura di Alessandro Rizzo]. 


Iniziamo con il titolo: perchàƒÂ© à¢â‚¬Å“Indietro tuttaà¢â‚¬?. Eà¢â‚¬â„¢ unà¢â‚¬â„¢espressione del linguaggio veristico, ma quale messaggio vuole dare al lettore?

Indietro tutta è unà¢â‚¬â„¢espressione volgare della navigazione. Eà¢â‚¬â„¢ una provocazione: a me e a noi non piace la situazione attuale. Per questo occorre cercare soluzioni e proposte nuove ai fattori negativi. Da Indietro tutta dobbiamo dire avanti tutta. Il titolo è di richiamo: concepisce la necessitàƒ di fermarli perchàƒÂ© non ne possiamo più! Eà¢â‚¬â„¢ una riflessione sui mali oscuri.

Possiamo parlare del libro come analisi a tutto tondo di unà¢â‚¬â„¢Italia decadente, come là¢â‚¬â„¢ha definita Tranfaglia nel suo testo sulla transizione italiana?

Là¢â‚¬â„¢Italia si trova in forte decadenza ed è in preda a unà¢â‚¬â„¢oscura fase di discesa cronica. Non abbiamo speranze di cambiamento e Berlusconi è al governo, ponendo coperchi sulle pentole contenenti le gravi affermazioni di Bossi e di Calderoli. Il capo dello Stato ricorre alla Corte Costituzionale per richiamare là¢â‚¬â„¢interpretazione della norma costituzionale sulla concessione della grazia. Bisogna riflettere davanti tutto questo: le falsitàƒ circa là¢â‚¬â„¢addebito della crisi a una situazione economica congiunturale, fenomeno di malcostume carrieristico e inconcepibile gestione privata e confessionale dello stato. Esiste uno stato straniero che ingerisce nelle questioni del nostro Paese. La Chiesa si è talmente impegnata sul tema della fecondazione assistita: ma se questo impegno fosse stato garantito per questioni sociali e di lotta alla criminalitàƒ , sarebbe stato meglio, concependo, con questa mia affermazione, là¢â‚¬â„¢importante ruolo che la Chiesa potrebbe avere in questo ambito. Ma esiste un altro aspetto che occorre sottolineare, ultimo nel libro, ma non ultimo per importanza: il problema dei giovani. Esiste forte precarietàƒ e lo Statuto dei lavoratori viene schiacciato insieme allà¢â‚¬â„¢articolo 18. I giovani sono schiavi delle agenzie interinali che lucrano su assunzioni aziendali. Eà¢â‚¬â„¢, questa, una situazione disastrata: non si puàƒÂ² chiedere mutui per la casa, non si possono fare figli, non si puàƒÂ² mettere famiglia. I giovani, poi, sono affascinati dal modello del à¢â‚¬Å“guadagno facileà¢â‚¬? e non sono neanche imprenditori di sàƒÂ© stessi: sono in uno stadio di crisi tenebrosa, di apatia, lontananza dalla politica e dalla partecipazione alle manifestazioni.

Jus singolare, impunitàƒ per i potenti, competizione di stampo darwniniano sociale, conflitti dà¢â‚¬â„¢interesse, mancanza di separazione tra i poteri: come riuscire a risolvere una situazione da fine impero bizantino e ci sono delle possibili ricette?

Non voglio ricette finali ma, bensàƒÂ¬, cerco solo di collaborare con il mio libro, di sfidare il sistema. Là¢â‚¬â„¢analisi deve proseguire, in parte deve ancora essere scritta, in quanto occorre risvegliare le coscienze. Dobbiamo rifondare un modello, partendo da una rivoluzione culturale che, poi, diventi politica, sociale. Prima bisogna affrontare e comprendere questa tappa. Io rappresento nel libro i giovani, dato non irrilevante, che sono portatori di freschezza mentale, di idee nuove, hanno forza propositiva, trascurata dal mondo della politica. La classe dirigente non è giovane e, per questo, spesso fallisce perchàƒÂ© inconcludente. Io ho rilevato di persona questo dato di fatto: quando facevo politica militante gli altri non capivano la mia forza propositiva.

Il carrierismo, che tu descrivi nel libro, è possibile identificarlo come fenomeno strutturale del costume italiano, a livello storico e sociale?

Là¢â‚¬â„¢aspetto più bieco del carrierismo è il vassallaggio, esercitato in modo inconsapevole senza alcuna considerazione. Questo è un fenomeno non puramente italiano nella sua origine, ma, bensàƒÂ¬, statunitense con forte connotazione italica, possiamo dire. Il principio è quello della à¢â‚¬Å“mors tua, vita meaà¢â‚¬?. Il malcostume carrieristico non è solo circoscritto nel mondo aziendale, ma si trova anche in politica, nelle associazioni, Le radici di questo fenomeno sono forti e presenti in diverse componenti. Eà¢â‚¬â„¢ nella struttura della cultura italiana, soprattutto quella politica.

Indietro tutta è un libro che lancia un monito ai tuoi coetanei, ossia la popolazione giovanile in prevalenza, ad aprire gli occhià¢â‚¬?e a reagire a una situazione insostenibile e precaria per loro medesimi?

Non esiste un target di riferimento nel libro, perchàƒÂ© sarebbe discriminatorio. Il libro è indirizzato certo ai giovani ma, per giovani, si intende anche chi possiede una cultura giovanile. Voglio favorire il riscatto e lo sviluppo giovanile, non concependo una rivoluzione di stampo à¢â‚¬Å“giovanileà¢â‚¬?m in quanto perdente in qualitàƒ ma anche in quantitàƒ . Ci sono giovani sonnolenti che possono trovare sostegno nella generazione meno giovane ma con cultura giovanile.

In Italia tu consideri mancanti figure politiche della statura di Enrico Berlinguer, intransigenti sui principi e proponitori di alternative: come ovviare questa poderosa lacuna? Riportare in essere la formazione politica dei giovani, con le scuole di partito? O costruire una classe dirigente onesta e dialogante?

Gli attributi di onestàƒ e di capacitàƒ di dialogo sono riscontrabili in molte classi dirigenti. La funzionalitàƒ di ricambio deve concepire che dove il giovane è escluso il modello di riferimento è perdente, perchàƒÂ© privo di possibilitàƒ di sviluppo. Le scuole di partito potrebbero essere una buon canale di formazione alla politica del giovane: ma esistono ancora? I partiti devono aprirsi ai nuovi talenti presenti nella societàƒ . La necessitàƒ è diventato là¢â‚¬â„¢unico sbocco della propria vita: molti ragazzi hanno dovuto soccombere al più forte anche non credendoci. Dobbiamo pensare in politica a una riforma istituzionale e del sistema partitico: nessuna accumulazione di cariche. La superbia e là¢â‚¬â„¢aviditàƒ non hanno favorito il ricambio.

La democrazia deve essere difesa quotidianamente perchàƒÂ© non è un bene assoluto? Le conquiste sociali come possono essere difese dal cittadino disarmato e vessato da ingiustizie, prevaricazioni e soprusi?

Churchill diceva che la democrazia è la peggior cosa. Eà¢â‚¬â„¢ un principio buono. Gli attacchi in atto dalla maggioranza sono tipici del peggior stato fascista. Sono attacchi forti e la democrazia è in pericolo: è quella reale a esserlo, non quella formale. Il problema non è lo stato, ma la classe dirigente che non garantisce questo. Esiste una mancanza di coscienza democratica in senso reale: il Nord convive e sopravvive con un Sud afflitto. Non è la formalitàƒ a essere messa in pericolo, le elezioni vengono fatte, ma, bensàƒÂ¬, la sostanzialitàƒ a esserlo: le tangenti esistono ancora.

à¢â‚¬Å“Indietro tuttaà¢â‚¬? puàƒÂ² diventare un testo di educazione civica, in un panorama didattico dove lo studio dei principi democratici delle istituzioni, dellà¢â‚¬â„¢educazione alla legalitàƒ e alle fondamenta dello stato di diritto?

PuàƒÂ² essere un testo di educazione civica ma visto e letto con gli occhi della quotidianitàƒ . Non sono un intellettuale, nàƒÂ© voglio esserlo. Non voglio essere additato come intellettuale perchàƒÂ© ho scritto un libro: sono scorporato da questa definizione. Abbiamo bisogno di chi pensa e di chi si rivolge al raggiungimento del risultato, non restando solamente nel mondo delle intenzioni. Bisogna coniugare là¢â‚¬â„¢intelletto con unà¢â‚¬â„¢azione programmatica attenta e organica.

Il tuo libro propone un cambiamento radicale sia nellà¢â‚¬â„¢etica politica dirigente, sia nelle regole, sia nellà¢â‚¬â„¢etica imprenditoriale: là¢â‚¬â„¢Europa cosa puàƒÂ² fare a riguardo e puàƒÂ² proporre questo cambiamento riformatore contro là¢â‚¬â„¢inerzia storica di un Paese conservatore e offeso nella propria base di convivenza civile e sociale?

La questione dellà¢â‚¬â„¢Europa viene affrontata marginalmente. La globalizzazione è figlia delle multinazionali. Il nostro è un Paese che giàƒ fornisce un centro di analisi attenta. Là¢â‚¬â„¢Europa rientra perfettamente in questa visione particolare. Per affrontare il tema importante bisogna avere delle conoscenze particolari: in questo libro tratto questioni dirette e personali, con un inquadramento di unà¢â‚¬â„¢idea concreta della realtàƒ , non intellettuale. Dobbiamo andare avanti tutta.

Intervista a cura di Alessandro Rizzo

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