Talitha Kum children s Home

Si chiama Talitha Kum childrenà¢â‚¬â„¢s Home e apriràƒ ufficialmente le sue porte domenica 9 luglio. Un giorno di festa per il Kenya, una piccola soddisfazione per i sostenitori italiani. Passeràƒ inosservata di questi tempi, strizzando là¢â‚¬â„¢occhio ad Edimburgo. Ma ottanta bambini fino ai dieci anni, orfani e sieropositivi, dal 9 luglio avranno una casa, affetti e cure mediche senza allontanarsi dalla comunitàƒ in cui sono nati, e si andranno ad aggiungere ai cinquecento giàƒ accolti da parenti e altre famiglie affidatarie [Cinzia Agostini].


à‚«Talitha Kum childrenà¢â‚¬â„¢s Home è la risposta à¢â‚¬Å“estrema ratioà¢â‚¬? riservata esclusivamente ai bambini orfani à¢â‚¬Å“figli di nessunoà¢â‚¬?à‚» spiega Fabio Pipinato della Fondazione Fontana, una onlus con sede a Trento e a Padova che sostiene la comunitàƒ Saint Martin di Nyahururu in Kenya, promotrice del progetto. Aiuti per la realizzazione della casa sono arrivati dalla provincia autonoma di Trento, dalla diocesi di Padova (che ha dato inizio alla comunitàƒ con là¢â‚¬â„¢invio di alcuni missionari), da Impresa Solidale, una cordata di imprenditori da tutto il Veneto.

à‚«Ma la novitàƒ assoluta à¢â‚¬ continua Pipinato à¢â‚¬ è la à¢â‚¬Å“non-casaà¢â‚¬?, ovvero là¢â‚¬â„¢integrazione degli altri cinquecento orfani nelle famiglie allargate o affidatarie. CiàƒÂ² è stato possibile grazie al lavoro dei community mobilizers dellà¢â‚¬â„¢organizzazione Saint Martin che, valorizzando il valore culturale e antropologico dellà¢â‚¬â„¢accoglienza, facilita la cooperazione comunitaria senza sostituire il principio della solidarietàƒ , innato nelle societàƒ africaneà‚».

Secondo le previsioni ufficiali in Kenya saranno circa 1.700.000 i bambini che rimarranno orfani a causa dellà¢â‚¬â„¢aids e dellà¢â‚¬â„¢hiv entro la fine di questà¢â‚¬â„¢anno. Tra il 30 e il 40% dei bambini nati da mamma sieropositiva contraggono il virus e, di questi, là¢â‚¬â„¢80% non raggiunge il quinto anno di etàƒ per mancanza di cure adeguate.

à‚«In attesa delle macropolitiche planetarie in discussione in questi giorni à¢â‚¬ conclude il cooperante à¢â‚¬ aggiungiamo alle nostre richieste la voce di speranza dei figli della povertàƒ . Per affrontare e promuovere anche una politica minore, vicina ai bisogni delle comunitàƒ à‚».

Cinzia Agostini

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