Tra pochi anni potremmo veder circolare nelle nostre città solo autobus e taxi ad idrogeno, assolutamente non inquinanti. àˆ questa l'indicazione fornita dal direttore generale del ministero dell'ambiente Corrado Clini, in occasione del convegno su vetro e ambiente di Murano.
Stiamo lavorando per modificare entro il 2010 la tecnologia di base dei veicoli urbani – ha detto Clini – lunedì 20, su nostra pressione, verrà presentata la Fiat 600 ad idrogeno, a testimonianza di quanto questo scenario tecnologico sia vicino. Nessuno si illude che l'idrogeno possa diventare il vettore energetico universale, ma l'idea è che autobus, taxi e mezzi che portano le merci nelle aree urbane si dotino presto tutti di motore non inquinante. Sarà questa una novità importante per combattere un fenomeno, quello delle emissioni inquinanti legate al traffico, che in Italia ha raggiunto livelli preoccupanti: La situazione – ha commentato Clini – è molto critica, e necessita di interventi per adeguare l'Italia alla normativa entro il 2010, traguardo fissato dall'Ue. Il problema è che la nostra nazione ha il parco veicolare più vecchio e inquinante d'Europa, perché fino a tre anni fa, se si eccettua la finanziaria del '97, non era stato fatto nulla per incentivare la dismissione delle vecchie automobili. Per capire il problema, teniamo conto che, per esempio, una vettura del 1985 ha emissioni superiori del 120 per cento a quanto consentito oggi.
Gli interventi dovrebbero essere, secondo il direttore generale, di varia natura: Dal punto di vista strutturale, bisogna accelerare i tempi per il ricambio del parco veicolare e spingere verso la creazione di infrastrutture che, per tanti anni, sono rimaste bloccate: a lungo, infatti, non si è potuto costruire ferrovie, strade o tranvie perché ovunque veniva sollevato un problema ambientale. Così, però, si è giunti al paradosso che con le argomentazioni ambientali si è creato un danno all'ambiente, perché le infrastrutture si sono rivelate inadeguate alle esigenze.
Per esempio, nel caso di Mestre, la tangenziale paga l'apertura delle frontiere ad est (dove non vi sono ancora le rigide normative europee) che ha portato a transitare camion con emissioni inquinanti elevatissime, ha ulteriormente sottolineato il direttore generale del Ministero dell”Ambiente. Nel momento in cui, però, un camion è costretto a fermarsi e ripartire di continuo per l'inadeguatezza della strada, inquina molto di più che non se transitasse velocemente a basso regime di giri del motore. Quando analizziamo la situazione, dobbiamo tener conto di tutti questi fattori, unitamente a quelli climatici, che hanno portato all'accumulo di polveri a causa della lunga siccità ed alla creazione di ozono per l'elevata insolazione del Paese.
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