La Svezia si converte all energia rinnovabile

Ormai è dichiarato ufficialmente dal ministro per lo sviluppo sostenibile, Mona Sahlin: la Svezia nel giro di 15 anni godràƒ di unà¢â‚¬â„¢energia derivante dallà¢â‚¬â„¢utilizzo di fonti rinnovabili ed ecocompatibili. Eà¢â‚¬â„¢ la prima nazione europea che in pochi anni si propone questo ambizioso e necessario obiettivo. Il settore pubblico non dovràƒ più essere sottoposto ad approvvigionamenti derivanti dal petrolio ma, bensàƒÂ¬, potràƒ godere di energia prodotta da combustibili biologici. Dallà¢â‚¬â„¢idrogeno prodotto da elettricitàƒ , a sua volta ottenuta da fonti naturali e inesauribili, alla canna da zucchero, dallà¢â‚¬â„¢idrogeno allà¢â‚¬â„¢eolico, lo stato scandinavo ha deciso di adottare una misura drastica per un cambiamento radicale e reale, possibile nel campo della sostenibilitàƒ ecocompatibile del progresso e dello sviluppo della societàƒ e della sua economia [Alessandro Rizzo].


Si parla, ormai, da tempo di utilizzo delle risorse al fine di non caratterizzare destabilizzazioni del sistema naturale, sociale, culturale e ambientale della comunitàƒ ; e da tempo si cerca di prefiggersi come finalitàƒ quella di concretizzare delle risposte forti al preoccupante e incessante aumento della temperatura del pianeta, del suo clima e del verificarsi incessante e continuativo di precipitazioni e di fenomeni naturali. A scegliere questa strada chiara e coerente è stato anche il dato del peso gravante ogni mese sullà¢â‚¬â„¢economia del Paese: là¢â‚¬â„¢aumento esponenziale del costo del petrolio.

Là¢â‚¬â„¢esauribilitàƒ di questa risorsa determina un impennarsi inarrestabile e irreversibile del suo prezzo, gravante sui costi di produzione e sullo sviluppo industriale, nonchàƒÂ© sulle tariffe per i privati per là¢â‚¬â„¢utilizzo dellà¢â‚¬â„¢energia elettrica, di autovetture a benzina o a gasolio. In questo settore ultimo, quello automobilistico, la Svezia ha giàƒ avviato un confronto attivo con le case della Saab e della Volvo per poter costruire macchine che possano alimentarsi con etanolo.

Il fatto sostanziale e avvincente della politica indirizzata a considerare fortemente positivo lo sviluppo qualitativo della societàƒ e della produzione, e non meramente quantitativo, fonte di devastanti effetti a livello comunitario, ambientale e civile, sono le cifre che sono state addotte da istituti di ricerca del settore: nel 2003 il 26% di tutta là¢â‚¬â„¢energia consumata proveniva da sorgenti rinnovabili, mentre in Europa è il 6%; nello stesso anno solo il 32% della sua energia proveniva dal petrolio, nel 1970 era il 77%.

Altri Paesi stanno avviando serie politiche di contenimento e di annullamento dei gravi danni e delle pericolose conseguenze derivanti dallà¢â‚¬â„¢utilizzo della fonte petrolifera per la creazione di energia. Ricordiamo là¢â‚¬â„¢Islanda, la quale si propone entro il 2050 di impiegare là¢â‚¬â„¢idrogeno, estratto da energia prodotta a sua volta da fonti naturali, per il funzionamento delle proprie navi e imbarcazioni, nonchàƒÂ© per tutto il proprio campo automobili. Possiamo, infine, menzionare il caso del Brasile che vede il proprio governo indirizzato a prendere in considerazione là¢â‚¬â„¢utilizzo di etanolo, derivante dalla canna da zucchero, per i propri automezzi. Nonostante questi esempi di impegno civile per un progresso umanamente sostenibile, prendiamo in considerazione un elemento poco rassicurante che ci proviene dallà¢â‚¬â„¢esame della situazione presente in Inghilterra, sul fronte della conversione, da fonti petrolifere o incompatibili a livello ecologico in fonti ambientalmente sostenibili, di alimentazione di sistemi di produzione e di utilizzazione a scopo privato e pubblico.

In Gran Bretagna là¢â‚¬â„¢autoritàƒ esecutiva ha messo a disposizione un fondo che avvii una ricerca per là¢â‚¬â„¢impiego e lo sviluppo di fonti di energia nucleare e la promozione possibile di nuove centrali finalizzate a questo scopo: nonostante là¢â‚¬â„¢obiettivo di impiegare entro il 2012 il 12% delle proprie risorse elettriche estraibili da fonti rinnovabili, il Regno Unito ha dimostrato di non voler impegnarsi con costanza su questo fronte.

La Svezia, invece, da tempo ha concretizzato un sistema tariffario atto a garantire là¢â‚¬â„¢attuazione delle cosiddette à¢â‚¬Å“tasse verdià¢â‚¬?, incentivanti là¢â‚¬â„¢à¢â‚¬â„¢installazione di fonti a energia rinnovabile nelle proprie abitazioni, nei diversi edifici pubblici e nei vari stabilimenti produttivi. à¢â‚¬?Vogliamo essere sia tecnicamente che mentalmente preparati per un mondo senza petrolioà¢â‚¬? à¢â‚¬ considera un rappresentante dellà¢â‚¬â„¢autoritàƒ governativa svedese: in base a queste parole e considerazioni troviamo espresso un progetto che potrebbe, se reso universale, il presupposto unico per salvare là¢â‚¬â„¢umanitàƒ da un disastro incontrollabile globale a livello ecologico e ambientale. Un disastro saràƒ quello davanti presente solamente se le responsabilitàƒ sociali e i progetti verso un miglioramento delle condizioni del pianeta non saranno attuate con un percorso unitario e sostenuto, consapevole e cosciente.

Alessandro Rizzo

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