Class action, i commenti sulla nuova legge

Dure le reazioni dal fronte ambientalista e consumerista, alla notizia dell’approvazione da parte del Senato del ddl sviluppo che e’ diventato legge il 9 luglio. Federconsumatori aveva gia’ ritenuto estremamente grave l’ulteriore rinvio della Class Action. “Se non ci fosse stata questa decisione da parte del Governo, infatti – scrive l’Associazione dei consumatori in una nota – sarebbe entrato nel nostro ordinamento giuridico il testo originale, che abbiamo sempre giudicato del tutto accettabile e non quello modificato con un emendamento allucinante da una maggioranza in Senato totalmente acquiescente ai poteri forti del Paese”.


“Ora, tale grave modificazione in peggio viene confermata nel ddl sviluppo, affossando così definitivamente spirito e contenuti della norma precedente. Il nostro giudizio è netto – conclude la nota – il rinvio e la nuova stesura rimane una manovra contro chi viene truffato ed un aiuto a chi ha volutamente e pervicacemente truffato”.

Il Codacons invita il Parlamento a non introdurla nel nostro ordinamento perché i consumatori preferiscono rinunciare ad una class action così. “E’ evidente come i nostri politici e i nostri governanti abbiano ceduto alle pressioni di Confindustria, che ne ha influenzato fortemente le scelte – prosegue Rienzi – Semmai si volesse proseguire nello sciagurato proposito di introdurre questa class action difettata e da terzo mondo, consigliamo di introdurne la decorrenza solo a partire dall’anno 2043, così da non creare fino a tale data problemi alle imprese”.”Dal canto nostro – conclude il Presidente Codacons – proseguiremo a intentare migliaia di cause individuali contro le imprese, e tanto peggio per loro che saranno costrette a sostenere costi ben più elevati rispetto alle cause collettive”.

Secondo Adiconsum questa class action non è di alcuna utilità nell’accrescere la tutela dei consumatori contro le furbizie, i raggiri e le truffe. Questo giudizio così drastico è dovuto al fatto che:

    * la possibilità di attivare la procedura dell’azione collettiva è riservata ai consumatori e non alle associazioni consumatori riconosciute dal Ministero stesso come negli altri Paesi;

    * la possibilità di ricorso è limitata ad interessi identici, restringendolo quindi a casi eccezionali, poiché nella realtà non esistono interessi identici, ma omogenei;

    * chi attiva la procedura corre il rischio di risarcire l’impresa nel caso in cui l’azione collettiva non sia ammessa dal giudice (il c.s. danno punitivo);

    * i consumatori devono farsi carico di tutte le spese di pubblicità (e non di informazioni) stabilite dal giudice;

    * una procedura che ha come conseguenza la paralisi dei tribunali, poiché ogni consumatore coinvolto dovrà depositare lì la propria documentazione probatoria;

    * infine, se il risarcimento verrà ammesso dal giudice questo sarà correlato a quanto previsto dalle c.d. Carte dei servizi che prevedono solo risarcimenti simbolici.

Adiconsum conferma quindi l’esigenza di apportare modifiche a questo testo se effettivamente si vuole dare uno strumento per risarcire le migliaia di consumatori vittime di frodi e di raggiri.

Prezzo carburanti: il click per conoscere il prezzo dei carburanti è un provvedimento utile, ma del tutto marginale. Ciò che abbiamo chiesto al ministro è che fossero stabiliti i criteri di adeguamento del prezzo alla pompa rispetto al prezzo del greggio.

Prezzi trasparenti energia, telecomunicazioni, trasporti marittimi

Il prezzo effettivo è un passo avanti, ma non permette ai consumatori di confrontare i prezzi e quindi scegliere quello più conveniente.

Polizze pluriennali: la soluzione indicata è positiva, perché vincola il contratto pluriennale a condizioni più vantaggiose per il consumatore.

Contraffazione: giuste la norma, ma rischia di restare disattesa se non seguono i controlli.

Legge annuale per il mercato e la concorrenza: positiva perché potrà consentire di affrontare i problemi emersi nel settore del consumo e dei servizi e di indicare adeguate soluzioni.

Per Adoc sta diventando un gioco che va a danneggiare i consumatori e a premiare le imprese scorrette. “Il vero problema della norma sulla class action è la sua applicabilità – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – la versione precedente non era proprio quello che auspicavamo, ma questa è ancora più limitativa. Praticamente un passo indietro, per le Associazioni dei consumatori non è previsto alcun ruolo nell’avvio dell’azione risarcitoria collettiva, benché il nostro coinvolgimento sarebbe stato una garanzia per il buon esito dell’azione. I continui rinvii, inoltre, stanno trasformando la class action in un gioco pericoloso per i consumatori che vengono, ancora una volta, defraudati di un prezioso e fondamentale strumento di tutela giuridica a difesa dei loro diritti. A tutto vantaggio delle imprese che operano in modo scorretto sul mercato e a danno anche delle imprese oneste e virtuose. Ora confidiamo nel Ministro Brunetta, che più volte ha manifestato la volontà di estendere la class action anche alla Pubblica Amministrazione”.

Sull’introduzione della polizza pluriennale a fronte di una riduzione del premio per l’automobilista Pileri dichiara: “Va bene ampliare l’offerta al consumatore, ma perché i costi di una polizza base non calano ? Negli ultimi anni si è ridotto di circa il 20% il tasso d’incidentalità sulla rete autostradale e del 68% il tasso di mortalità, grazie agli sforzi di Autostrade per l’Italia e delle Associazioni dei consumatori, che hanno premuto per l’installazione, su oltre 1500 km di rete, del sistema Tutor. La riduzione dell’incidentalità avrebbe dovuto favorire un ribasso del costo delle polizze, intorno al 25%, ma non è avvenuto. Al contrario, negli ultimi quattro anni, a parità di polizza, c’è stato un aumento dei costi tra il 15 e il 18%. In una giungla di offerte è difficile per il consumatore capire quale sia la più conveniente, ed è costretto a fidarsi di agenti che non sempre propongono la migliore soluzione. E’ in crescita, in tal senso, la stipula delle polizze online, più convenienti di quelle tradizionali anche del 20%, ma che presentano un grande ostacolo per i clienti ultracinquantenni, che soffrono l’assenza di un riscontro umano. Rimane critico anche il diverso trattamento delle categorie. Abbiamo riscontrato che alcune compagnie, per precisi profili tariffari, come i neopatentati e gli under 26, presentano in modo uniforme e su tutto il territorio nazionale premi superiori a 3000 euro, portandoli a spendere per un’utilitaria, in media, il 22,5% in più degli over 60.”

 

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