Là¢â‚¬â„¢Europa sta inaugurando una nuova stagione: la ricerca di fonti di energia rinnovabile, sostenibile ed eco-compatibili. Un dato è chiaro, come ha sottolineato il ministro per lo sviluppo sostenibile svedese, Mona Sahlin, proponente il passaggio graduale ma completo in Svezia dallà¢â‚¬â„¢utilizzo del greggio allà¢â‚¬â„¢utilizzo e di fonti naturali entro 15 anni: là¢â‚¬â„¢aumento esponenziale del petrolio, in quanto risorsa disponibile ma esauribile, spinge a trovare altre soluzioni alla questione energetica. Ma non è solo questo il presupposto di fatto che rende necessario effettuare questo cambiamento [Alessandro Rizzo].
A chiedere, anche, la svolta radicale nel campo dellà¢â‚¬â„¢energia, costruendo alternative possibili e non velleitarie, è la questione dellà¢â‚¬â„¢eco-sostenibilitàƒ e del clima, ossia là¢â‚¬â„¢inquinamento come causa di aumenti della temperatura terrestre, di disastri ecologici e di squilibri socio-economici e ambientali. Aggiungerei anche, ovviamente, un fatto che, agli occhi del mondo, è un crimine contro là¢â‚¬â„¢umanitàƒ : la guerra preventiva e permanente ha generato unà¢â‚¬â„¢occupazione militare dei territori liberi e indipendenti di paesi dotati ancora di risorse energetiche di tipo petrolifero. Tramite questa occupazione, causa di crimini efferati, è stato possibile per gli Stati Uniti, autore in primo piano di questa guerra, attingere a quelle risorse disponibili, risolvendo, cosàƒÂ¬, gran parte della propria crisi energetica.
I fattori della necessitàƒ di uno sviluppo qualitativo della vita umana e un rispetto della sua integritàƒ fisica e sociale determinano una presa di coscienza della centralitàƒ che le questioni ambientale, della razionale gestione delle risorse e della tutela del principio di sovranitàƒ responsabile delle popolazioni sulle proprie ricchezze, assumono negli ultimi decenni. Molti sono i Paesi che tentano di impostare politiche di sviluppo energetico alternativo, ma nessun Paese ha ancora adottato dichiarazioni e principi legislativi fondativi, indirizzati a rendere esecutivo un impegno forte e costruttivo sul fronte ambientale e della tutela del diritto a benestare in un ambito eco-compatibile e umanamente sostenibile. Nessuno, dicevamo, tranne uno: il Montenegro.
La repubblica indipendente, federata alla Serbia, di novella formazione, ha ultimamente licenziato il testo della propria Costituzione, in cui è stato inserito un precetto che è un vero e proprio invito vincolante per i governi futuri a prendere in seria considerazione misure e provvedimenti politici, finalizzati alla tutela del progresso in senso ecologicamente sostenibile. L’articolo 1 della Carta recita infatti: “Il Montenegro è uno stato democratico, sociale ed ecologico”. Eà¢â‚¬â„¢ un impegno preciso, quello assunto dal Montenegro, che vede in primo piano la volontàƒ di uno stato, seppure piccolo, sono solamente 660.000 i suoi abitanti, di porre tra le prioritàƒ la costruzione di un percorso di progresso sostenibile, in cui siano elementi strutturali la gestione delle risorse naturali, là¢â‚¬â„¢azione per il riciclaggio, lo sviluppo della ricerca di sostanze sostenibili e del loro impiego, nonchè, infine, la garanzia della diversitàƒ biologica, della preservazione del territorio e la valutazione degli impatti sulla societàƒ e sullà¢â‚¬â„¢ambiente. Ma a rincarare questo nobile perseguimento di indirizzo politico legislativo è anche là¢â‚¬â„¢espressione presente nellà¢â‚¬â„¢articolo 19 della Costituzione stessa, ossia la tutela del rapporto ecocompatibile tra uomo e natura e il diritto inalienabile dellà¢â‚¬â„¢essere umano a vivere integrato nel proprio ambiente, nel proprio ecosistema.
Il Montenegro costituisce, cosàƒÂ¬, un presupposto essenziale e fondamentale per procedere nel considerare là¢â‚¬â„¢ambiente non come elemento secondario, sacrificabile in nome dello sviluppo produttivo in senso quantitativo della cittadinanza, ma, anzi, come elemento prioritario per lo sviluppo socialmente sostenibile dellà¢â‚¬â„¢umanitàƒ e della comunitàƒ : vilipendiate i diritti allà¢â‚¬â„¢ambiente è sinonimo di vilipendio dei diritti dellà¢â‚¬â„¢umano, ed è sinonimo di affidare una delega ai pochi, le case produttive industriali, il diritto assoluto di provvedere alla gestione delle risorse con ottiche finalizzate al profitto e alla ricerca del lucro.
Alessandro Rizzo
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