Combattere la poverta’, con il lavoro

C’e’ qualcosa che viene prima di Piketty, giganti sulle cui spalle il francese ha potuto salire per vedere piu’ lontano, o gridare piu’ forte.

E’ il caso, tra i tanti, di citare Hyman Philip Minsky, economista keynesiano famoso per le sue tesi sulla instabilita’ finanziaria del capitalismo. Lo facciamo grazie al bel testo pubbilcato da poco grazie al lavoro di Riccardo Bellofiore e Laura Pennacchi da Ediesse, la casa editrice dell Cgil.

Le sue teorie sono da molti ritenute in grado di spiegare le dinamiche dell’ultima fase economica, e in particolare la Grande Recessione.

Il volume raccoglie alcuni scritti, editi e inediti, che testimoniano del suo interesse per le questioni relative al modo di affrontare la poverta’ e al tipo di piena occupazione che sarebbe necessaria nel capitalismo sviluppato. La tesi provocatoria di Minsky e’ che la poverta’ vada combattuta essenzialmente creando lavoro e non con politiche di assistenza, quali meri sussidi monetari o riduzione di imposte.

Come mostrano i curatori dell’edizione italiana, Riccardo Bellofiore e Laura Pennacchi, queste tesi di Minsky hanno un positivo rapporto con la tradizione sindacale e politica della sinistra italiana, con particolare riferimento alla proposta di un Piano del lavoro, e con una visione dello Stato del benessere legata alla fornitura «in natura» di beni e servizi essenziali. Si tratta della ripresa, radicale ma sempre piu’ necessaria, dell’idea di una socializzazione degli investimenti, estesa non solo a banche e finanza, ma anche al ruolo dello Stato come fornitore primo di occupazione. Il volume contiene anche la traduzione della prefazione e dell’introduzione all’edizione originale redatte da Dimitri Papadimitriou e L. Randall Wray.

Lo trovate qui, oppure in libreria

(Tratto da: http://www.finansol.it)

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