Il vento made in Italy, soprattutto quello del Sud, fa sempre più gola a grandi colossi dell’economia extranazionale, tedeschi in testa. La Germania, con il colosso assicurativo Allianz, si è già accaparrata un parco eolico in Sicilia mentre si stanno muovendo Danimarca e Spagna. L’Italia si scopre così paese del vento, o meglio terra fertile per un’industria lanciata verso un attivo che nelle rinnovabili non è certo facile ottenere. È lo stesso vento che ha fatto muovere, questa volta in casa, i petrolieri Garrone (Erg), partiti all’attacco di Enertad, il quinto produttore nazionale di energia eolica: l’offerta è di quasi 300 milioni di euro per il 100% delle utility [La Nuova Ecologia]. «A dicembre scorso – ha detto il direttore generale della Vestas Italia, ing. Francesco Paolo Liuzzi – il colosso sssicurativo Allianz è sceso in campo nel business dell’energia eolica acquistando un grande parco eolico in Sicilia, a Francofonte, sviluppato dalla tedesca Wkn con turbine Vestas V90, le più grandi in Italia. Le spagnole CesaEolica e Iberdrola, e la danese Greentech – ha rivelato Liuzzi – sono altri esempi di prossimi investitori esteri in Italia. Non hanno ancora installato ma si stanno già muovendo sul nostro territorio. Se andiamo avanti con il trend di quest’ultimo periodo – ha aggiunto – la situazione sarà ancora più interessante con stime che si attestano su 700 Mw all’anno di media».
Tanto più che l’eolico, afferma la Vestas Italia nel dossier che fotografa la situazione del vento nel nostro Paese, ha dimostrato di essere una delle rinnovabili a maggior potenziale e per raggiungere gli obiettivi Ue di produrre il 25% di energia pulita entro il 2010 E per raggiungere il 25% del target europeo, secondo un’analisi dell’Anev citata nel rapporto, l’Italia dovrà installare 8.000 Mw, pari a una produzione di 16 TWh, circa il 5% della produzione italiana di energia elettrica.
12 giugno 2006
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