di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi | Che fare per contrastare un rallentamento generalizzato dell’economia dell’euro? Vi sono due strategie alternative. La prima è coraggiosa: tagliare subito, e in modo permanente, le tasse sul lavoro di almeno due punti di Pil (cioè circa 33 miliardi l’anno, l’ipotesi in questo momento più ragionevole anche se si potrebbe pretendere di più) e al tempo stesso approvare tagli di spesa della medesima entità. La strategia alternativa è cercare di rimanere all’interno del 3% nel rapporto deficit-Pil, con tagli marginali e qualche aumento nascosto della pressione fiscale, ad esempio facendo crescere le accise, e sperare che l’economia si riprenda da sola. È molto probabile che questa strategia ci regalerebbe un altro anno di crescita negativa – sarebbe il quarto consecutivo – ed è forse questo il motivo per cui le previsioni di molti osservatori peggiorano di settimana in settimana. Leggi tutto l’articolo su | Il Corriere della Sera – 17 agosto 2014 |
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