In Francia è stato fissato un obiettivo volto alla riduzione dei gas serra (- 75% entro il 2050). Ma per raggiungerlo devono essere pianificate misure significative e questo comporterà uno sforzo non indifferente: tutti i settori economici saranno interessati ivi compreso quello turistico [Paola Villani]. sola città di Parigi (11 Milioni di tonnellate di carbonio/anno su un totale nazionale di 151 Milioni per l’intera Nazione).
La Francia contribuisce al 3% delle emissioni mondiali di gas serra ma la popolazione francese rappresenta solo lo 0,9% della popolazione mondiale. Ma le emissioni parigine non sono dovute ai soli residenti: i turisti contribuiscono in modo non indifferente. Qualche dato: più dell’11% degli addetti a Parigi svolge attività riconducibili al settore turistico, e la municipalità parigina percepisce circa 27 Milioni di Euro all’anno dalle sole tasse di soggiorno. Il turismo d’affari rappresenta la metà circa dei 26 Milioni di presenze / anno nella capitale francese. Su un totale di 11 Milioni di Tonnellate di gas serra, 6,5 Milioni di Tonnellate sono imputabili ai residenti, mentre il restante 53% è dovuto agli spostamenti di persone e merci. Il riscaldamento degli edifici, l’illuminazione e gli impianti dei vetusti edifici parigini contribuiscono per il 26%. Ma il dato che più fa discutere e preoccupa (anche perché la vocazione turistica della città è parte integrante del sistema economico) è quello relativo al contributo dei turisti / visitatori (ivi compreso il turismo d’affari, lo stesso che caratterizza anche molte altre città nel Mondo): 4,4 Milioni di gas serra all’anno e di questi i trasporti (il trasporto aereo innanzitutto) rappresentano una quota parte significativa.
Il Libro bianco dei Parigini riporta alcune misure considerate essenziali per raggiungere l’obiettivo: ridurre di un settimo la bolletta energetica agendo sulla coibentazione termica degli edifici per arrivare a 50 kW/h per metroquadro.
I cugini d’Oltralpe si interrogano e non sanno ancora quale sia la strada migliore da perseguire. Gli ambientalisti propongono le videoconferenze ed ovviamente l’opposizione è stata durissima. Non ci sono ricette precostituite, le soluzioni sono molteplici. Nella provincia di Torino sono in corso azioni in questo senso.
Paola Villani *
* Mobility Manager di area della Zona di Piano (Torino)
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