Case farmaceutiche, low cost e profitti

(Fonte: altrenotizie.org)

La vicenda giudiziaria avra’ il suo corso e i due nomi illustri hanno preparato gia’ il ricorso. Nel frattempo numerosi pazienti potranno sapere che Avastin puo’ curarli tanto quanto l’altro e lo scoop sul caso sara’ servito intanto a ripristinare una buona e corretta informazione. Perche’ e’ questo l’altro amaro capitolo della vicenda. Cosa, in nome dei guadagni di questi colossi, viene raccontato.

In che modo il diritto all’informazione e’ salvaguardato per garantire una scelta libera e consapevole da parte dei pazienti e di chi ci cura. E cosa viene taciuto non soltanto sul caso dei farmaci low cost, ma magari su effetti collaterali e pericoli di medicine che per le stesse ragioni di profitto indisciplinato devono essere vendute a tappeto.

Il primato del profitto, se lasciato indisturbato e senza controllo, puo’ arrivare ad orrori di questo tipo. E’ accaduto in occidente con farmaci ritirati poi dal mercato, accade piu’ spesso di quanto non si creda nei Paesi in via di sviluppo. Accade che se le medicine diventano affari tra titani il diritto alla salute diventa solo materia di polemica per qualche romantico della morale.

C’e’ invece un serissimo problema di accesso alle cure e di trasparenza delle stesse che deve diventare oggetto di attenzione da parte della politica e sara’ ancora una volta questa necessaria supremazia della legge sui numeri a garantirci se non la verita’ su tutto, almeno un po’ piu’ di giustizia.

(Tratto da: http://www.altrenotizie.org)

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