Quanti di voi lo sanno? Quanti canali mainstream ve l’hanno detto? Quanti blog vi hanno invitato a riflettere su questa iniziativa?
Dopo il referendum dello scorso marzo che ha approvato il tetto agli stipendi dei manager(vinto con il 67%dai ‘si’, che inoltre – per la prima volta nella storia della confederazione elvetica – hanno trionfato trasversalmente sututti i 24cantoni),la Svizzera continua a stupire l’Europa con un’iniziativa a dir poco sensazionale: due venerdi fa, il 4 ottobre, un gigantesco camion ribaltabileha raggiunto la piazza del Parlamento di Berna e – davanti a una folla di cittadini increduli – ha scaricato a terra otto milioni di monetine da 5 cinque centesimi (pari a circa 325mila Euro). Obiettivo: regalare simbolicamente 5 centesimi a ogni abitante della confederazione.
In previsione di una prossima consultazione popolare in merito, l’iniziativa ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica svizzera (e, per estensione, dell’intera comunita’ europea, qualora qualcuno si degnasse di metterla in risalto’) sul cosiddetto reddito di cittadinanza, tema tantodi modae, per questo,’accarezzato’ di questi tempi anche da tanti politici nostrani. Nuovi e meno nuovi.
Come al solito, avendo questo tema ripercussioni assai empiriche su quella che io definisco ‘vita low’ (un reddito di base, garantito incondizionatamente a chiunque, aprirebbe infatti prospettive inimmaginabili, in termini di stili di vita adottabili), provero’ ad affrontarlo percorrendolo con le istanze da sempre care ad LLHT. Andiamo con ordine’
Come qualcuno di voi forse sa, i dieci italiani piu’ ricchi possiedono una ricchezza equivalente a quella dei tre milioni di italiani piu’ poveri (lo dice la Banca d’Italia, non Vanity Fair’).Se, comeda decennici insegnano le dottrine neoliberiste, la ricchezzae il successosonoil metro di misura del valore, potremmo bellamente liberarci di decine di milioni di italiani, guadagnandone in qualita’ e prestigio! Come? Semplice. Ad esempio:
- Adottando – come e’ gia’ avvenuto in tutto l’Occidente – misure sempre piu’ inclini ad aumentare le sperequazioni distributive;
- Concentrando il potere nelle mani della finanza internazionale e di spregiudicati oligopolisti;
- Estromettendo dalle grandi decisioni socio-politicheintere popolazioni (come e’ infatti stato, ad esempio, per lacreazione dell’Unione Europea, sulla quale nessun cittadino europeo ha finora potuto esprimersi).
Non la faro’ molto lunga, a questo punto. Anche perche’, piu’ che in altre circostanze, vorrei che foste principalmente voi a far sentire la vostra voce sulla questione.Non esitate a esprimere opinioni che potrebbero sembrarvi anche fuori tema o inadeguate: in fondo anch’io, sulla questione specifica, so dinonavere le idee chiarissime e – anche seguendo i consigli di alcuni di voi emersi in risposta all’ultimo post – stoquindi solo provando a disegnare, in base alle mie conoscenze e aduna qualche formadiintuito,quello che potrebbe essere un futuro plausibile per le politiche economiche e socialieuropee.
Ispirandomi sempre agli attualissimi e intramontabilipostulati di Ivan Illich e di ZygmuntBauman, lo scollamento (a cui si e’ assistito nell’intero dopoguerra) tra i bisogni primari dell’individuo (nutrirsi, curarsi e riprodursi) e i fabbisogni indotti dal sistema capitalistico (fondato sul consumismo compulsivo, foraggiatodalla seduzionedibisogni essenzialmente illusori), ha implicitamente avviato una divaricazione sociale senza precedenti: una divaricazione che, se inizialmentee’ sempre stata ‘solo’ sociale,decisionale e professionale, ora sta diventando – ed e’ questo il suo stadio terminale – anche economica, cioe’ di sussistenza.
Come argomenta il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, dagli anni Settanta ad oggi laproduttivita’ del lavoro (in America ein tutto l’Occidente) e’cresciuta molto piu’ rapidamentedei salari reali. Il problema e’ tutto qui, e’ facile da capire: per soddisfareun medesimo livellodi ‘fabbisogni’, si e’ via via reso necessario un minor numero di lavoratori. E’ di una ovvieta’sconcertante’
Capirete dunque allora perche’:
- da qualche decennio, il mercato si sta dannando per inventarsi continuamente nuove seduzioni commerciali con cui irretirci e intrappolarci (marketing virale, obsolescenza programmata, digital-economy’);
- una disoccupazione giovanile del 40% (non solo qui, ma in tutto il mondo) non e’ da considerarsi un’emergenza, ma un fenomeno strutturale, con buona pace di Letta, Alfano, Renzi, Squinzie delle loro struggentidichiarazioni deamicisiane’;
Il quadro e’ allarmante, non sto dicendo il contrario! Allora, tornando al tema principale di questo post, cioe’ il reddito di cittadinanza, io credo, molto semplicemente, che:
- Esso NON sia la soluzione per risolvere il problema del sostentamento di milioni di cittadini italiani ed europei. Quei soldi, infatti, da qualche parte dovranno pur provenire e, a meno che i grandi potentati economici riscoprano improvvisamente una loronaturafilantropica, tale soluzione non e’ percorribile. La soluzione, a mio modo di vedere,potra’ solo passareper una radicaleripianificazionedei paradigmi consumistici occidentali.
- Qualora invece l’introduzione di un salario minimo garantito (e incondizionato) si renda prima o poi possibile, credo che l’impatto sociale di medio-lungo termine non potra’ che essere quello di emarginare ancora di piu’ i cittadini dai processi decisionali, relegandoli a una dimensione di sussistenza programmata e innocua per il Vero Potere. In quanto, come ripete a sfinimento e a mo’ di mantra lo stesso Bauman, la Politica e’ locale, il Potere e’ globale. In altre parole, se il capitalismo selvaggio (prima mercantile e ora finanziario) ha prodotto le ben note sperequazioni distributive che conosciamo (si veda il solito ‘La misura dell’anima‘), consentendo a dieci individui di detenere la ricchezza di tre milioni di connazionali, credo che un istituto come quello del reddito di cittadinanza, potrebbe avere l’effetto – alla lunga – di ‘istituzionalizzare’ questa sperequazione, sancendone in qualche modo i presupposti diesclusivita’ sociale e, in ultima istanza, spianando ulteriormente la strada alle elite tecnocratiche dominanti.
Fantasociologia?Vedremo.
Come sempre, se lo fate girare potrebbe essere utile’ Ciao.
PS. La clip integrale dell’iniziativa e’ consultabile qui.
(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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