Fuori dall’Euro e dall’Ue per i beni comuni

(Fonte: http://www.nocensura.com)
PER REALIZZARE UNA VERA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA u NECESSARIO USCIRE DALLE GABBIE DELL’EURO E DELLA UE

Da oltre trent’anni, nei Paesi occidentali, e’ in corso un processo di smantellamento dei diritti e dei livelli di vita conquistati dai ceti subalterni nei decenni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Nel nostro Paese tale processo ha recentemente subito una drammatica accelerazione. Purtroppo manca ancora una diffusa consapevolezza sulle ragioni della crisi che stiamo vivendo e quindi stenta a prender forma una resistenza popolare adeguata.Non ci addentriamo qui in una riflessione generale sulla fine del ‘compromesso fordista-keynesiano‘ e sul passaggio al capitalismo ‘neoliberista‘ e ‘globalizzato‘ (tutto cio’ e’ gia’ stato sufficientemente chiarito, almeno nelle linee generali, da una vasta pubblicistica). Ci preme piuttosto sottolineare questo: il compito che sta di fronte a chi oggi voglia difendere i diritti e la democrazia, e’ quello di individuare gli strumenti concreti con i quali, nei diversi Paesi e nelle diverse situazioni, viene portato avanti l’attacco che stiamo subendo, e di elaborare idee e azioni politiche di contrasto. La nostra convinzione e’ che, nella specifica realta’ dei paesi del sud-Europa, in questa precisa fase, lo strumento fondamentale per tale attacco e’ rappresentato dal binomio euro/UE, e che ogni seria politica di difesa della democrazia e dei diritti sociali deve assumere come punto ineludibile la fuoriuscita dalla moneta unica e dall’Unione Europea.

Alla base di questa nostra tesi c’e’ un fatto tecnico, che naturalmente acquista valore politico solo se inserito all’interno di una visione storica un po’ piu’ compiuta e organica di quella che e’ possibile sviluppare in un breve articolo come questo (per gli approfondimenti rimandiamo al libro che abbiamo dedicato a questo tema: Badiale-Tringali, ‘La trappola dell’euro‘, Asterios 2012).LEGGI TUTTO»» (Tratto da: http://www.nocensura.com)

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