Cambiamo la citta’. E il condominio

(Fonte: http://comune-info.net)
In un accogliente spazio condominiale, ma di passaggio pubblico, a Reggio Emilia si e’ ragionato di citta’ e di cambiamento intorno ai temi del libro «La citta’ non e’ solo un affare» (nato della Scuola di eddyburg), quasi a ricordare che quello non e’ solo un titolo, ma la proposta di un’azione sociale immediata. Ovunque un incontro di qusto tipo potrebbe cominciare con le parole di David Harvey: «Chiediamoci che persone vogliamo essere, che rapporti sociali cerchiamo, che relazioni vogliamo intrecciare con la natura, che stile di vita desideriamo, che valori estetici riteniamo nostri».

di Rossana Benevelli e Franco Cefalota

La scorsa settimana, mentre era in corso allo stadio ‘Mapei’ (ex Giglio) il famoso’ Trofeo Tim’ con la partecipazione del Sassuolo uscito vincitor (un gradito omaggio a Squinzi?) e di Juventus e Milan, uniche italiane che fanno ancor parte del Gotha del calcio europeo, piu’ di ottanta cittadini hanno trovato il tempo e la voglia di partecipare ”’ tre ore son state di acceso e vivace dibattito ”’ alla presentazione, organizzata per passione dallo Studio Rossochiaro (arch. Rossana Benevelli e ing. Chiara Benassi), del libro ‘La citta’ non e’ solo un affare’ di Mauro Baioni, Ilaria Boniburini e Edoardo Salzano, pubblicato da Aemilia University Press (Pag. xv + 166 ‘¬ 12).

In linea con i contenuti del libro la presentazione si e’ tenuta in uno spazio condominiale, ma di passaggio pubblico, quasi a ricordare che ‘La citta’ non e’ solo un affare’ non e’ solo un titolo, ma un programma d’azione sociale.

Il libro raccoglie le riflessioni maturate nelle ultime due edizioni della Scuola di eddyburg, dedicate al rapporto fra economia urbanistica. I seminari di Eddyburg, scuola fondata e diretta da Edoardo Salzano, si svolgono, una volta l’anno dal 2005. Ogni edizione tratta un tema specifico, con il contributo volontario degli esperti che fanno riferimento al portale eddyburg.it.

Il libro e’ diviso in due parti: una teorica, l’altra di esperienze pratiche. Nella prima si analizza il processo di crescita e sviluppo, con particolare attenzione al 2° grande ciclo edilizio (!993 ”’ 2007) e ai meccanismi che determinano la formazione della rendita urbana, elemento decisivo negli usi e nelle trasformazioni della citta’ del territorio.

Nella seconda, prendendo atto degli effetti devastanti di un ventennio di gestione senza regole della citta’ e del territorio, ci si interroga sulla possibilita’ di un cambiamento di rotta, su quali risorse occorrano per costruire una citta’ dei cittadini nel quadro di uno sviluppo sostenibile (decrescita?), riportando qualche esempio alternativo alle pratiche urbanistiche in atto.

Cambiamo la citta'. E il condominio Il problema di fondo, sul quale il libro vuol aprire una discussione pubblica e che rende compatto e unitario il racconto, e’ quale tipo di citta’ vogliamo? A ciascun lettore, una volta letto il testo, spetta la risposta. Noi ci limitiamo a suggerire un possibile percorso di ricerca nelle parole del geografo e antropologo David Harvey ‘Chiediamoci che persone vogliamo essere, che rapporti sociali cerchiamo, che relazioni vogliamo intrecciare con la natura, che stile di vita desideriamo, che valori estetici riteniamo nostri’.

Si e’ cittadini non se si e’ iscritti all’anagrafe comunale, ma se si esercitano i diritti di cittadinanza. Cittadino, dunque, e’ chi abita la citta’ anche da straniero o da clandestino.

 

Fonte: Il Giornale di Reggio, 25 luglio 2013 e eddyburg.it.

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