Della vicenda dei due Maro’ c’e’ un dettaglio che non torna. E non e’ tanto la porcheriola messa in atto dai politicanti della destra per aggiudicarsi nientemeno un Terzi di Sant’Agata. Dai tempi di Legge e Ordine, infatti, la destra italiana non fa altro che raccattare frattaglie e scampoli alla pesca delle occasioni. Fosse pure per sposare la fellonia e farne blasone. Arrivare al punto di incoraggiare il venire meno alla parola data, sporcare la bandiera del Battaglione San Marco e tirarla per le lunghe umiliando due soldati (ancora una volta meridionalissima carne da cannone), e’ qualcosa che ripugna una storia abitata dai fantasmi intrepidi degli incursori. Ed e’ di-so-no-re tutto cio’, anche se Terzi torna utile alle manovre parlamentari di Renato Brunetta. Ma il dettaglio che non torna, adesso che la magistratura e le cancellerie dovranno vedersela con la coincidenza di Perugia e dell’ergastolo probabile per Amanda Knox, cittadina Usa, e’ un altro. E’ tutto nella domanda che sta all’origine: che ci facevano due Maro’, in India? Ecco, combattevano contro i pirati. A guardia di una nave di proprieta’ di un armatore. E l’idea che due soldati siano stati spediti li, noleggiati in virtu’ di chissa’ quale convenienza rispetto ai piu’ costosi contractor, ecco, e’ una storia che non si puo’ sentire. Ed e’ l’inascoltabile Italia dell’eterno Otto settembre.
(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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