Economia italiana: la Corte dei conti fotografa il disastro

L’ultima relazione della Corte dei Conti (il rendiconto generale dello Stato per il 2005) fotografa la drammatica condizione in cui versano le finanze del nostro Paese. Il procuratore generale Claudio De Rose ha reso noto che al Governo di Roma toccherà addirittura andare a Bruxelles per chiedere uno slittamento del termine (2007) fissato per il piano di rientro del nostro deficit, perché entro quella data non sarà possibile raggiungerlo. “Un insieme di risultanze rischia di portare la finanza pubblica oltre la soglia di pericolo costituita dai limiti del Patto di stabilità e crescita – ha chiarito – sì da far prevedere reazioni negative da parte dell’Unione e la necessità di patteggiare nuove dilazioni”.  Sul fronte dei conti pubblici i Giudici contabili hanno messo in evidenza che nel 2005 è stato “particolarmente ampio” il divario tra le stime fissate dall’Esecutivo (ovviamente quello di Silvio Berlusconi) e i risultati effettivamente raggiunti. La causa principale di questa situazione è “l’espansione anomala della spesa corrente primaria”, che determina un “pericoloso incremento” del debito [www.centomovimenti.com].

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