problema numero uno si chiama euro ”’ tecnicamente: impossibilita’ di emettere moneta sovrana ”’ ma il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, preferisce parlare di uno dei suoi effetti piu’ vistosi, cioe’ la mancata liquidazione dei crediti delle imprese da parte della pubblica amministrazione, ridotta in bolletta. Il saldo, secondo gli industriali italiani, potrebbe portare a 250.000 posti di lavoro nel giro di cinque anni, con una crescita del Pil dell’1% per i primi tre anni, per arrivare all’1,5% nel 2018. Robetta, in confronto ai centomila posti di lavoro ‘immediati’ ipotizzati da Luciano Gallino se solo si ricorresse a finanziamenti speciali per i giovani, o ai 200.000 occupati nell’edilizia che secondo Maurizio Pallante, presidente del Movimento per la Decrescita Felice, scatterebbero senza costi aggiuntivi con un semplice piano nazionale di riconversione degli edifici, orientato al risparmio energetico. (continua…)
(Approfondisci la notizia su: http://www.libreidee.org)
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