(Fonte: Inviatospeciale.com/)
Continua l’aggressione israeliana. Il ministro italiano Terzi ha dichiarato di ritenere Hamas responsabile dell’inizio delle ostilita’.
Ieri altri due bambini sono rimasti uccisi e due adulti feriti a causa di bombardamenti aerei israeliani sul quartiere Zaytoun, nella parte sud di Gaza City. In precedenza si era avuta notizia di un altro raid sul quartiere di Sabra, che avrebbe fatto almeno cinque morti e altrettanti feriti.
Lara Colace, responsabile del progetto di Terre des Hommes a Gaza, ha dichiarato: “La pioggia di missili che bombardano la Striscia di Gaza, soprattutto la zona Nord, ha permesso solo oggi alla famiglia di farci avere la triste notizia che un bambino disabile assistito dalla Palestinian Medical Relief Society (Pmrs), partner locale di Terre des Hommes, e’ morto venerdi scorso a Jabalia”.
Mahmoud, di soli 4 anni, ha raccontato l’associazione, e’ stato colpito da un missile mentre giocava vicino casa. Altre 5 persone sono rimaste ferite nell’attacco.
Fino all”inizio dell’aggressione israeliana Terre des Hommes con Pmrs gestiva un progetto di riabilitazione motoria per 184 bambini disabili delle famiglie piu’ povere della zona Nord di Gaza. Ma i continui bombardamenti mettono “a repentaglio la vita degli operatori che non riescono a muoversi – ha spiegato l’associazione – per cui al momento il progetto, finanziato dalla Cooperazione italiana, e’ fermo. Inoltre la Palestinian Medical Relief Society e’ ora impegnata soprattutto nelle attivita’ di primo soccorso alla popolazione colpita”.
La situazione nella citta’ e’ molto difficile. Sempre Terre des Hommes ha reso noto che da lunedi il centro medico Abu Taema, situato nella parte sud-est di Khan Younes, e’ senza elettricita’ ne’ acqua, collegamento Internet e telefono. Ormai scarseggiano anche i farmaci essenziali e il materiale medico.
L’associazione ha poi informato che ieri e’ stato bombardato l’ospedale di campo giordano a Gaza City, nel quale si prestava assistenza ai feriti dell’operazione Piombo Fuso.
Terre des Hommes ha aderito all’appello del Coordinamento delle Agenzie umanitarie in Palestina col quale si invitano i leader mondiali ad agire rapidamente per un immediato cessate il fuoco, al fine di proteggere le vite e le infrastrutture della popolazione civile, e di evitare che a Gaza avvenga un disastro umanitario di vaste proporzioni a causa del prolungarsi del conflitto militare.
“La comunita’ internazionale deve fare immediatamente pressione sul governo di Israele affinche’ tenga aperti i valichi con Gaza per permettere l’entrata di forniture di aiuti umanitari indispensabili e affinche’ spinga tutte le parti coinvolte nel conflitto a porre fine alla violenza e a conformarsi agli obblighi del diritto internazionale”, ha scritto l’associazione.
Smentite le fonti egiziane che davano per imminente un tregua tra le parti, nella notte il corrispondente di al Jazira ha dato notizia di una potente esplosione che avrebbe scosso Gaza City.
In questa situazione drammatica per la popolazione civile della Striscia fanno riflettere le parole del ministro degli Esteri italiano Giulio Terzi, che pensa “non sia lontano dal vero quello che ha scritto oggi (ieri, ndr) il New York Times” nel tracciare un’analisi della attuale crisi di Gaza, vale a dire che “c’e’ stato qualcosa di preordinato da parte di Hamas nel lanciare questa offensiva, nel senso di riacquistare un profilo alto nel mondo palestinese e arabo”.
La tesi del ministro e’ bizzarra, poiche’ e’ noto che le ostilita’ sono cominciate dopo un omicidio mirato commesso dalle forze armate di Tel Aviv ai danni del capo militare di Hamas.
L’editoriale del quotidiano americano appariva realmente molto sbilanciato in favore di Tel Aviv, ma soprattutto attaccava il Capo della Casa Bianca: “Il presidente Obama – ha scritto il NYT – ha ragione nel profondere molte energie in Asia, ma deve anche di far valere con maggiore incisivita’ il suo ruolo di leadership nel conflitto israelo-palestinese. L’obiettivo deve essere una pace permanente, non un altro palliativo”.
Proprio sull’autorevole quotidiano newyorkese uno dei columnist piu’ stimati, Thomas Friedman, aveva scritto non molto tempo fa: “L’unica domanda che mi pongo quando si parla del presidente Obama e di Israele e’ se lui sia il presidente americano piu’ schierato con Israele o uno tra i piu’ schierati”.
Il rapporto strettissimo tra Washington e Tel Aviv e’ non solo strategico, ma anche economico. Israele e le sue guerre sono per l’industria delle armi statunitense un affare colossale.
La cooperazione militare tra i due Paesi continua ininterrottamente dagli anni ’90. In principio il sostegno americano all’esercito d’occupazione israeliano era di 100milioni di dollari per giungere a 800milioni nel 2010 e superare il miliardo quest’anno.
Insomma, la guerra e’ anche un affare e la Casa Bianca deve garantire gli interessi di quelle aree produttive nazionali che grazie a quei finanziamenti vendono armamenti a Tel Aviv.
In attesa di sviluppi da rilevare anche il sostegno che il candidato alle primarie del Pd, Matteo Renzi, ha voluto manifestare nei confronti di Israele. Ha detto il rottamatore: “La sinistra italiana deve abituarsi a ridire che Israele ha il diritto di esistere, perche’ troppo spesso c’e’ stato atteggiamento della sinistra anti-israeliano inconcepibile e insopportabile”.
Secondo il sindaco di Firenze “Israele e’ un paese che e’ circondato da realta’ che vogliono la sua distruzione, a partire dall’Iran”. “Si blocchino le operazioni militari e si torni al dialogo – ha aggiunto Renzi – perche’ e’ inaccettabile che muoiano dei bambini ed e’ fondamentale che si torni alla pace e alla liberta’, ma una posizione chiara e’ quella che sta prendendo l’amministrazione Obama”.
Il candidato a rappresentare il centro sinistra alle prossime elezioni evidentemente dispone di informazioni che sfuggono anche al New York Times.
Molto diverso il pensiero di Massimo D’Alema, ex ministro degli esteri nel governo Prodi e principale obiettivo della campagna di ‘rottamazione’ di Renzi.
Ha detto D’Alema: “La tradizione politica italiana e’ stata per vari decenni di essere amici di israeliani e palestinesi. Stiamo parlando non di pericolosi sovversivi ma di gente come Andreotti e Moro. Una cosa e’ essere amici di Israele un’altra e’ essere amici della destra di Israele”. “In Israele c’e’ chi non esita -ha aggiunto D’Alema- di fronte alle inaccettabili prevaricazioni di Hamas, a giocarsi la guerra anche in funzione elettorale”.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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