(Fonte: Inviatospeciale.com/)
In Italia la protesta si trasforma in scontri. Incidenti a Roma, Milano, Torino, Brescia, Padova e Trieste. Esigue minoranze causano violenza e le forze dell’ordine sono in alcuni casi brutali.
Ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso: “In questi giorni il Governo Monti compie un anno” aggiungendo che si e’ trattato di “E’n anno di disastri e non risposte al mondo del lavoro”.
La sindacalista ha concluso: “Un anno che ha tolto fiducia e speranza ai giovani del Paese. E non ci continuino a raccontare che c’e’ una luce in fondo al tunnel, serve verita’”.
La giornata di lotta di ieri era stata decisa dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces) che aveva indetto una giornata di mobilitazione in tutto il continente contro le politiche neoliberiste e monetariste e che la Cgil aveva fatto coincidere con quattro ore di sciopero generale e con circa cento manifestazioni in tutta Italia.
Per il sindacato della sinistra l’iniziativa era “per il lavoro e la solidarieta’” e contro le politiche di “solo rigore che stanno alimentando pericolosi processi di recessione in Europa come in Italia”.
Scioperi generali anche in Spagna e Portogallo e Grecia, altri Paesi colpiti dalla crisi, dalle strategie dell’Unione Europea, del Fmi e della Bce e soprattutto dalla linea nazionalista del cancelliere tedesco Angela Merkel.
Fernando Toxo, capo delle potenti Comisiones Obreras spagnole, ha detto a nome del Coordinamento internazionale che “siamo davanti ad un momento storico per il movimento sindacale europeo”.
Il leader della Cgil, negando in modo assoluto l’ipotesi che Monti possa succedere a se stesso, ha dichiarato: “Venticinque milioni di giovani disoccupati sono cio’ che decreta il fallimento dell’austerita’ e dice del tradimento verso chi ha lottato per una Europa sociale”.
“Oggi tutte le piazze d’Europa – ha aggiunto – dicono basta all’austerita’ perche’ con l’austerita’ stiamo rovinando il futuro: l’Europa e’ stata una grande risposta alla guerra ma facciamo sempre piu’ fatica a vedere quell’Europa li”.
Il segretario generale del sindacato piu’ forte del Paese ha detto quindi con chiarezza: “Basta imposizioni di governi tecnocrati o di volonta’ che non sono quelle dei popoli, e’ ora che si cambino le politiche europee”. L’obiettivo, ha aggiunto, e’ quello di tornare “ad una Europa del lavoro e dello stato sociale. Basta con l’austerita’”.
Secondo la sindacalista “non si esce dalla crisi se non si riparte dal lavoro, dalla difesa del lavoro, e dalla creazione del lavoro. Senza questo le ricette che ci propongono portano solo impoverimento”.
Camusso, riferendosi alle posizioni di Ue, Bce e Fmi, pensa la loro strategia sia ispirata da “scelte cosi miopi”, responsabili del “ritorno di pericolose tensioni e fantasmi che non vorremmo piu’ vedere” ed a causa delle quali “stanno rinascendo i partiti neonazisti e neofascisti”.
Per il leader della Cgil, poi, nell’Unione europea “e’ stata dimenticata l’idea di una politica sociale per il lavoro”.
Il discorso di Camusso ha dato probabilmente un colpo mortale a chi nel centro sinistra anche non troppo segretamente cerca un accordo con l’Udc e vorrebbe dopo le elezioni un nuovo esecutivo ‘tecnico’.
Ma la posizione ormai ‘radicale’ della Cgil affonda anche la cosiddetta ‘agenda Monti’, ovvero quella specie di strada maestra che nelle intenzioni di alcuni settori dell’economia nazionale dovrebbe indirizzare i prossimi governi da qui all’eternita’.
L’opposizione dell’intera Confederazione e non della sola Fiom e’ diventata ora un ostacolo insuperabile per le frange che anche nel centro sinistra simpatizzano col neoliberismo montiano.
Sul piano della cronaca, invece, la giornata ha mostrato quanto sia lontano il mondo del lavoro da alcune aree estremiste che con un linguaggio generico la stampa definisce ‘studenti’.
Gli incidenti che si sono verificati a Roma, Milano, Torino, Brescia, Padova e Trieste hanno come protagonisti i militanti di piccole organizzazioni anche di destra. Nella capitale alcuni tafferugli sarebbero avvenuti dopo che militanti di Blocco studentesco hanno tentato di forzare un cordone di sicurezza per arrivare a Palazzo Chigi.
Ma sempre a Roma o nelle altre citta’ alcuni aderenti a centri sociali, autonomia, No Tav, gruppi presunti anarchici hanno imbrattato muri, rotto cassonetti, scritto sulle vetrine di banche.
Si tratta di poche centinaia di persone, del tutto estranee alla gran parte del mondo studentesco, che spesso appare disinteressato e molto distante dalla scena politica nazionale.
Discutibili a Roma anche alcune reazioni degli agenti, che hanno colpito senza distinguere teppisti da semplici passanti o da manifestanti pacifici.
Un risultato i violenti lo hanno raggiunto: i titoli dei giornali sono tutti per loro e non per le decine di migliaia di donne, lavoratori, disoccupati che ieri hanno voluto pacificamente dimostrare contro la brutalita’ dell’austerity.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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