Israele e gli omicidi di Stato

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Il governo di Tel Aviv continua a violare qualsiasi legge internazionale. Ieri e’ ripresa la strategia dell’assassinio mirato. E’ stato attaccato il comandante dell’area militare di Hamas, Ahmed Jaabari e si teme una nuova offensiva a Gaza.

Non e’ ancora chiaro se il leader integralista sia rimasto ucciso, ma di certo l’azione voluta dal premier Benyamin Netanyahu e’ destinata ad aumentare la gia’ immensa violenza che rende insopportabile la vita della popolazione civile a Gaza.

Per rendere nota l’operazione la radio delle forze armate con la stella di Davide ha interrotto le trasmissioni. I cittadini di Israele adesso sono spaventati dalle possibili reazioni di Hamas e lo stato di allerta e’ stato elevato su tutto il territorio nazionale.

Sembra anche che oltre a Jabaari aerei di Tel Aviv abbiano attaccato ed ucciso Raed Attar, altro leader integralista e lanciato l’operazione ‘Cloud Pillar’ contro installazioni della polizia di Hamas.

Poco rassicuranti per il futuro le parole del portavoce militare israeliano, Yoav Mordechai, che ha dichirato al Jerusalem Post che “l’attacco contro Jaabari segna l’inizio di una campagna per colpire Hamas e le organizzazioni terroristiche a Gaza” e che lo scopo “e’ quello di riportare la quiete nel sud di Israele”.

Con un comunicato le brigate Ezzedine al-Qassam, ovvero l’esercito regolare di Hamas, hanno sostenuto da parte loro che Israele ha “aperto le porte dell’inferno”.

La assoluta miopia del governo Netanyahu nel perseguire una strategia che nega qualsiasi dialogo con i palestinesi di Hamas non fa che rafforzare quella organizzazione.

L’ennesimo atto di violenza, poi, non solo nega le regole piu’ elementari della civilta’ giuridica, perche’ gli omicidi mirati sono un crimine, ma mette in serie difficolta’ l’importante alleato americano.

Appena eletto Barak Obama non solo ha perso il segretario di Stato Hillary Clinton, ma anche il capo della Cia, il generale Petraeus, colpito ed affondato non solo dalle sue avventate avventure sentimentali, ma anche da un misterioso complotto che potrebbe vedere settori dell’Fbi e della Cia come protagonisti.

Fino a quando non saranno prese misure drastiche dalla comunita’ internazionale nei confronti di Netanyahu e di Israele il rischio che alla crisi finanziaria mondiale si aggiunga un nuovo incendio in Medio Oriente rimane altissimo. In ogni caso la politica di Tel Aviv rende sempre piu’ forte l’integralismo, ottenendo esattamente l’opposto di quelle che dovrebbe essere il suo scopo. Sempre che il governo israeliano non preferisca la guerra per continuare ad ottenere denaro da Washington e proseguire nella costruzione di insediamenti illegali di coloni.

Intanto il ‘nuovo’ Egitto fortemente influenzato dai Fratelli Musulmani ha ritirato il suo ambasciatore.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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