Precariato uguale poverta’. E pensioni basse

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

L’allarme della Corte dei Conti in base alla relazione sull’esercizio 2011 stilata dall’Inps. La denuncia appare drammaticamente scontata, eppure fino ad oggi nessuno si esprimeva sull’ecatombe sociale che si prospetta nei prossimi decenni.

Il trattamento pensionistico sara’ piu’ basso per tutti, ha spiegato la Corte dei Conti, e il rischio-poverta’ in futuro crescera’ per le fasce piu’ deboli della popolazione (giovani e donne) che a causa del lavoro precario (e di retribuzioni basse) avranno in futuro assegni previdenziali troppo leggeri; la Corte dei conti ha inoltre sottolineato che la riforma ha sicuramente introdotto nel sistema maggiore equita’ con il legame piu’ stretto tra assegno e contributi versati, ma ha abbandonato il principio dell’adeguatezza previdenziale.

Si segnala inoltre l’urgenza di misure di risanamento per i principali fondi previdenziali dell’Inps e la razionalizzazione di quelli minori. I numeri per il 2012, soprattutto a causa dell’accorpamento con l’Inpdap, non lascerebbero spazio ad ottimistiche interpretazioni: il disavanzo finanziario, secondo il preventivo 2012 assestato, sara’ di 7,8 miliardi (l’Inps era in avanzo di 1,29 miliardi nel 2011) mentre il risultato economico sara’ negativo per 8,86 miliardi. Il patrimonio netto nel 2012, secondo le previsioni aggiornate dovrebbe crollare a 25,23 miliardi dai 41,29 del 2011.

“Lo squilibrio economico, afferma la Corte, pone a rischio la situazione patrimoniale il cui netto, tornato ai valori del 2006, e’ appena sufficiente a sostenere una perdita – ai valori 2011 – per non oltre tre esercizi”. I magistrati contabili segnalano anche la preoccupazione per le “eventuali difficolta’ di integrale e tempestiva riscossione delle contribuzioni dovute dalle amministrazioni pubbliche” che potrebbero “provocare ulteriori problemi di liquidita’ con incidenza sulla stessa correttezza delle prestazioni”.

La Corte annota anche come al contenimento del disavanzo economico totale (-2,26 miliardi il risultato economico) concorra il massiccio saldo attivo dei parasubordinati (+7,1 miliardi), insieme a quello delle prestazioni temporanee (+2 miliardi) e il netto patrimoniale cumulato delle due gestioni (+251,2 miliardi) – in proporzioni invertite (+71,8 e +179,4 mld di euro) – “copre i passivi patrimoniali delle altre principali gestioni” (215 miliardi di euro di ‘rosso’). Il deficita’ patrimoniale piu’ consistente e’ quello del Fondo pensioni lavoratori dipendenti nel suo complesso (117,9 mld di euro).

“Appaiono indifferibili – almeno nel breve e medio periodo, sino al pieno funzionamento del sistema contributivo – sottolinea la Corte, “misure di risanamento delle gestioni in dissesto, oltre che di quelle in forte squilibrio, tra le quali meritano segnalazione i trattamenti pensionistici degli enti disciolti e le pensioni dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato”.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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