Storie ordinarie di imprese stra-ordinarie: aiutiamo FAI MENO STRADA

altQuesto documento vuole essere una ricostruzione fedele, supportata dalla documentazione in possesso che porti a testimonianza le difficoltà di una PMI , la POINTCAR Srl SERVIZI TELEMATICI di Milano, che ha prima ideato, poi investito, infine realizzato il primo prototipo della rete FAI MENO Strada e del dispotitivo di monitoraggio del carico di un autocarro chiamato LOG.I.CO. (acronimo di LOGistic Intelligent COntroller). Questa la storia.

Da una stima effettuata a partire dall’anno 2002 all’anno 2009, abbiamo investito 250.000 euro circa per ricerca, sviluppo ed infrastruttura, in 7 anni. Ogni anno, l’importo di circa 30.000 euro destinato al compenso amministratore, è stato lasciato in azienda. Oltre a questo ci sono le ore uomo che naturalmente non si contano, ma sono diverse migliaia. Nel 2009 dopo diversi tentativi senza successo, l’azienda partecipa ad un bando della Regione Lombardia denominato FIMSER.

Il bando viene vinto e l’azienda si piazza al 9° posto assoluto e 4° per la categoria di riferimento, su oltre 500 aziende lombarde; l’idea viene premiata. Nel frattempo all’azienda viene concessa anche una dote ricerca di circa 30.000 euro dalla Regione Lombardia per il nostro fornitore, il Dipartimento di Tecnologie dell’Informazione dell’Università degli Studi di Milano (UNIMI) e anche la CCIAA di Milano concede un voucher di circa 5.000 euro. In totale per questo progetto riceviamo circa 150.000 euro di cui 56.000 circa a restituzione; inoltre 5 aziende di trasporto, inclusa la POINTCAR, investono altri 50.000 circa. Il primo nodo italiano della rete FAI MENO Strada è realtà, realizzato con le nostre forze; da leggere la rassegna stampa.

Per questo progetto sono già stati investiti complessivamente circa 300.000 di capitali privati e 130.000 pubblici, inoltre il sottoscritto per 18 mesi ha continuato a lavorare, senza percepire il compenso di circa 130.000 euro, per gli stessi motivi di mancanza di liquidità. Ma non importa.

Arriviamo all’anno 2011, a pochi mesi dalla fase finale del bando, ci rechiamo dal nostro attuale istituto di credito la BPER, la quale, nonostante avesse già acquisito tutta la documentazione alla fine del 2010 e stabilito degli accordi, come avviene di solito, cambiando il personale, cambia totalmente atteggiamento nei nostri confronti negandoci quanto concordato. Inutile commentare, tanto le banche stanno facendo fallire 35 PMI ogni giorno grazie al fatto che i soldi “regalati” dalla BCE all’1% li re-investono in titoli del debito pubblico al 5% mediamente e non li reinvestono nel tessuto produttivo italiano. Iniziamo un lungo percorso, ancora oggi aperto, purtroppo siamo costretti ad interrompere la fase di sviluppo per mancanza di fondi e ci rimangono da saldare ancora 2 fornitori. Chi pagherà questi danni di oltre un anno d’inattività? La BPER?

Quest’interruzione dura a tutt’oggi, sebbene il nodo sia perfettamente funzionante, lo fa solo al 70% delle proprie possibilità, mancano i sistemi che darebbero lustro a tutto il progetto come il software di visualizzazione tridimensionale del carico dell’autocarro prototipo. Scriviamo al Ministero dello Sviluppo Economico per accedere al Fondo di Garanzia, ci rispondono che loro non hanno alcun problema a concedere la garanzia pubblica. Ma è inutile, le banche non ne vogliono sapere, ne abbiamo interpellato, ad oggi, quasi una quarantina (l’elenco è aggiornato a luglio 2012).

Ora, avendo sentito verbalmente i dirigenti del Ministero, i quali anche loro non si spiegano di questa situazione, abbiamo fatto valutare lo scoring della nostra azienda, cioè lo stato di salute contabile e calcolato l’importo massimo concedibile per l’operazione richiesta; morale stiamo bene (scoring A) e possiamo avere 71.000 euro di finanziamento che ci permetterebbe di terminare l’operazione. Le banche dicono che non ci sono sufficienti garanzie, peccato che come dimostrano i documenti seguenti a fronte della richiesta di finanziamento pari a 71.000 euro, abbiamo garanzie superiori, circa 113.000 euro. Garanzia 80% MCC aziende di trasporto – Contratto Finlombarda

Le banche, invece, hanno cercato di approfittare della situazione, chiedendo ulteriori garanzie, come acquisto di loro titoli, fidejussioni dei soci con immobili, oppure indirizzandoci verso i confidi a loro collegati i quali ci hanno chiesto esborsi da 5.000 ad oltre 11.000 euro per un’operazione contabile che alla fine dura al massimo 60 giorni, perché a fronte del saldo delle fatture dei fornitori, la Regione pagherà l’ultima rata del bando e con quei soldi tutta  l’operazione si estingue. In questa ricerca abbiamo scoperto la verità su come operano le banche, tutte, nessuna esclusa, hanno personale che non sa leggere i bilanci, che non conosce la differenza tra margine operativo lordo e utile, che non è in grado di comprendere i business plan, divise in settori appositamente conflittuali tra loro, personale pavido e ricattato con il licenziamento.

Il personale della Regione Lombardia, il quale si è dimostrato cortese e professionale, ci ha consigliato di partecipare a questo finanziamento agevolato nel fondo SEED, che ci avrebbe permesso di risolvere questa situazione. Purtroppo la situazione politica della Regione ha allungato i tempi e la graduatoria di questo fondo verrà fatta non prima di gennaio-febbraio del 2013. Un bel problema poiché entro la fine di novembre dobbiamo rendicontare, altrimenti l’ufficio legale della Regione ci chiederà indietro tutti i soldi, mettendo in una difficoltà enorme l’azienda, a rischio insolvenza e quindi fallimento.

FAI MENO Strada deve andare avanti, è la prima innovazione di processo analizzata da autotrasportatori insieme a professionisti ICT e ricercatori universitari, per questo motivo dopo circa 10 anni di lavori, a tutt’oggi non è stato realizzato nulla di simile. Non è possibile fermare tutto ciò per una cifra risibile di 71.000 euro circa.

Chiediamo aiuto, da chiunque possa darlo, dobbiamo raccogliere questa cifra in poco più di un mese, ma non sono donazioni è solo UN PRESTITO, a restituzione garantita dal contratto di Finlombarda partecipata della Regione Lombardia, la quota di 10.000 euro iniziali la metto personalmente, quindi ne servono solo 61.000 alla meta. Ci siamo già rivolti alle banche, non vogliamo percorrere la strada del venture capital perché spesso viene richiesto, oltre ad interessi pazzeschi, l’inserimento di un membro nel consiglio di amministrazione dell’azienda, snaturando il progetto stesso, visto che la nostra visione e quella di una NON PROFIT UTILITY e invece la loro è quella della mera speculazione.

Questa pagina si rivolge a tutti gli iscritti ad ARCIPELAGO SCEC, siamo 20.000 basterebbero 3,5 euro a testa.

Chiedo un atto di fiducia a tutti i soci sostenitori che lavorano ogni giorno alla diffusione dei buoni locali di solidarietà; 61 sostenitori che prestano almeno 1.000 euro, (o 122 per 500 euro) e raggiungiamo l’obiettivo.

Anche i soci ordinari (cioè le attività iscritte al circuito che accettano gli SCEC) possono contribuire magari  raddoppiando e anticipando il versamento della quota associativa (20 Euro).

Lo stesso i soci fruitori (chi spende gli SCEC) può contribuire con 10 Euro.

Chi non può prestare ci aiuti lo stesso parlando con amici di questo progetto e inviti a mettere un “Mi Piace” alla nostra pagina su Facebook, anche questo è utile.

Abbiamo bisogno di una mano, sono 14 anni che faccio l’imprenditore non ho mai chiesto nulla a nessuno; lo faccio ora perché questo è un momento eccezionale e richiede atti di coraggio e di solidarietà altrettanto eccezionali. Per garantire la massima trasparenza, l’operazione verrà seguita da un commercialista esterno all’azienda, sostenitore di Arcipelago SCEC, che potrà rispondere alle domande di tutti e far avere gli estratti conto a chi ha prestato.

Se ce la faremo, insieme, daremo uno schiaffo morale alle bande e sarà mia premura informare tutte le riviste del settore e i media. Questa operazione potrà dare risalto alla nostra associazione innescando un percorso virtuoso portandoci ad avere amici che possano sposare la nostra causa con il crowdfunding (finanziamento dal basso).

Gaetano La Legname
Facebook–> https://www.facebook.com/glalegname
mail–> glalegname@faimenostrada.org

Socio fondatore di Arcipelago SCEC
Rete FAI MENO Strada

Fonte: http://www.faimenostrada.org/crowdfunding/

NdR: Chi desidera aiutare il progetto FAI MENO STRADA deve associarsi ad ArcipelagoSCEC partendo da questa pagina web:

http://scecservice.org/site/a4/?page_id=6521  e  andando nella sezione “iscriviti come”

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