Le elezioni tristi della Sicilia disperata

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Domenica 2.203.885 cittadini isolani sono andati a votare. Erano il 47,4 per cento degli aventi diritto. Alle scorse regionali, il 14 aprile del 2008, alle urne si erano presentati il 66,6 dei siciliani ed avevano eletto l’ennesimo governatore discutibile, Raffaele Lombardo, poi indagato per concorso esterno e per voto di scambio politico-mafioso. Prima di lui, il 28 maggio del 2006, gli stessi buontemponi siculi avevano mandato a Palazzo dei Normanni Salvatore Cuffaro, condannato in seguito a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Quella volta a votare erano stati il 59,1 per cento.

Intanto la Regione Sicilia ha accumulato un debito di sei miliardi di euro, ha circa 22mila i dipendenti, dei quali 1800 sono dirigenti, e il 14,3 per cento di disoccupati, con un aumento nel solo ultimo anno del 5,1. Per non parlare delle strade dissestate, delle linee ferroviarie arcaiche, delle infrastrutture in disfacimento, del sistema sanitario fatiscente.

Con il voto dell’altro ieri a guidare la Regione dovrebbe esserci il Governatore Ignoto, cioe’ il rappresentante del partito piu’ numeroso, quello degli astenuti, che ha ottenuto il 52,6 per cento dei consensi. Anzi dei dissensi.

Ma siccome si elegge il piu’ votato, al suo posto andra’ il candidato della strana coppia, Udc-Pd, Rosario Crocetta. Su di lui nessuno potra’ mai dire nulla, perche’ Cosa Nostra e’ arrivata ad assumere un killer lituano, Minius Marius Denisenko, per ucciderlo. Ma non e’ questo il problema.

A dirigere l’infernale Regione Sicilia ci sara’ un uomo che ha ottenuto poco piu’ del 30 per cento dei voti sul solo 47,4 per cento della popolazione che ha votato e che non ha una maggioranza in Consiglio.

Crocetta, insomma, appare un vincitore debole e per di piu’ in minoranza, per cui sara’ costretto ad allearsi con qualcuno, si vedra’ chi.

Il primo partito nell’Isola sembra essere il M5S, che pero’ ci tiene a far sapere di non amare questa definizione e di considerarsi un Movimento, appunto. Oltre la questione, di lana caprina, il suo candidato Giancarlo Cancelleri ha ottenuto, grazie al voto disgiunto, circa il 18 per cento dei consensi, mentre la lista grillina ha preso il 15 per cento.

I seguaci del comico-nuotatore ci hanno tenuto a far sapere che non faranno alleanze, anche se voteranno i provvedimenti che a loro parere saranno utili. Per prima cosa proporranno la decurtazione dell’indennita’ degli eletti ed il taglio delle consulenze. Per la felicita’ degli amanti della demagogia o delle ‘operazioni immagine’, ma in concreto mostrando di pensare piu’ alla propaganda facile che alla ‘sostanza difficile’.

Sul fronte centro destra la situazione e’ contraddittoria. Arrivati divisi alle elezioni, con due liste contrapposte, la prima ‘ufficiale’ con l’ex An Musumeci capolista e la seconda ‘eretica’ con leader Micciche’, un tempo dirigente Publitalia (la concessionaria di pubblicita’ del Cavaliere), i seguaci di Berlusconi hanno perso. Anche se sommati i dati dei due raggruppamenti arrivano quasi al 40 per cento.

Si vedra’ nei prossimi giorni cosa accadra’ concretamente. Perche’ senza accordi la Regione non ha una maggioranza. E nelle segrete stanze della politica tutto puo’ accadere.

Non si dimentichi infine che alle manovre partecipa anche chi non dice di non volerci essere, perche’ il solo fatto di negarsi e’ materia di trattativa.

La cosa certa e’ che per la Sicilia, anzi per i siciliani, al momento l’orizzonte non e’ per nulla limpido. E difficilmente le nubi si diraderanno.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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