Grecia, disoccupazione a livelli record

Il sindacato teme un’esplosione sociale. Nel 2013 i senza lavoro saranno il 30%. I greci, senza auto, vanno in bicicletta di: Filippo Ghira
f.ghira@rinascita.euLa prima conseguenza delle durissime misure di austerita’ imposte alla Grecia e’ l’aumento della disoccupazione che nel 2013 potrebbe toccare il 28-30%.
La Troika degli usurai internazionali, Unione europea, Bce e Fondo monetario, non aveva voluto sentire ragioni e, per mettere a disposizione dei Atene i due prestiti internazionali per 90 e 130 miliardi di euro, aveva imposto il blocco e il congelamento di stipendi e pensioni, nel settore pubblico e privato, l’aumento delle tasse sulle case, sui tabacchi e sugli alcolici, la liberalizzazione di numerose attivita’ professionali e di settori produttivi e la privatizzazione di diverse aziende pubbliche come quelle operanti nell’energia e nelle telecomunicazioni.
Niente di nuovo sotto il sole comunque, anche altri Paesi, in Africa, in Asia, come in Sudamerica, hanno dovuto subire le medesime imposizioni in cambio di prestiti da parte dello stesso Fmi e della Banca Mondiale.
La situazione greca sta in ogni caso precipitando verso una situazione di non ritorno. Se all’inizio del 2011 nelle principali citta’ greche si erano avuti gli assalti ai ministeri e alle sedi delle banche da una folla resa inferocita dall’applicazione delle prime misure di austerita’ varate dal governo socialista (si fa per dire) di Papandreou, ora e’ minacciata la stessa stabilita’ sociale con una disoccupazione e una poverta’ in continuo aumento.
L’allarme e’ arrivato dalla Gsee, la Confederazione generale dei lavoratori greci, che in un suo rapporto ha sottolineato che i tagli alla spesa pubblica stanno strangolando l’economia e mettono in pericolo il tessuto sociale del Paese. In giugno la disoccupazione ha raggiunto il 23,1% contro il 22,6% di maggio e contro il 16,8% del giugno 2011. L’economia e’ sull’orlo del tracollo e un minimo di respiro finanziario, dal punto di vista delle entrate, potra’ essere offerto soltanto dal turismo, favorito da una politica di prezzi molto bassi. Ma le imposizioni della Troika lasciano pochi margini di manovra. Nei prossimi due anni il governo dovra’ tagliare la spesa pubblica di 11,5 miliardi di euro per ottenere altri soldi in prestito. La Gsee stima che questi tagli comporteranno una riduzione del Prodotto interno lordo del 5,5% nel 2013 che si andrebbe ad aggiungere a quella del 7% prevista dal governo per il 2012.
Negli ultimi cinque anni, l’economia si e’ ridotta di quasi il 20% ed e’ una crisi che ha colpito in particolare i lavoratori piu’ giovani. Terrificante e’ la percentuale di disoccupati (54,9%) per quelli sotto i 25 anni. Migliaia di greci hanno lasciato la Grecia per andare a cercare lavoro all’estero, in particolare in Germania, Italia e Francia, ma anche in Australia.  Rispetto ai primi anni sessanta, che registrarono flussi migratori simili, quelli di oggi sono piu’ preoccupanti perche’ quelli che se ne vanno sono professionisti qualificati, come medici, ingegneri o esperti nelle   tecnologie informatiche e sanitarie. Quindi tecnici che potrebbero gestire e guidare il futuro. Una deriva che e’ stata prospettata ai tecnici della Troika che hanno fatto spallucce ed hanno insistito con la necessita’ di adottare le misure di austerita’.
Uno dei segnali piu’ significativi del degrado economico greco e’ dato dal crollo verticale della vendita di auto (un 40% in meno in ognuno degli ultimi due anni) e il concomitante aumento (+25%) della vendita di biciclette. I ciclisti si devono pero’ confrontare con la quasi totale assenza di piste ciclabili e di infrastrutture nelle principali citta’ (Atene, Salonicco e Patrasso) visto che le amministrazioni comunali non avevano mai ipotizzato che si potesse arrivare ad una situazione nella quale pure l’automobile si sarebbe trasformata in un lusso riservato ai felici pochi che ancora dispongono di qualche euro da spendere. (Tratto da: http://www.stampalibera.com)

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