I catenacci trovato su http://www.peopleinpraise.org/parola-di-oggi/2012-08-27-0
Per chi vuole fare una lunga camminata in montagna, ma non conosce per nulla il territorio e non possiede nemmeno un grande senso dell’orientamento, e’ indispensabile affidarsi ai sentieri segnati in una cartina topografica, ed e’ necessario fare molta attenzione a seguire pedissequamente i segni del sentiero e le tabelle segnaletiche lungo la via. Camminare in montagna senza conoscere il territorio implica dunque il camminare in uno stato di tensione e attenzione continue, e perfino la gestione del tempo deve essere calcolata e curata con molta oculatezza per non trovarsi, per esempio, con l’oscurita’ ancora in mezzo al bosco o troppo lontani dalla meta. Se poi, camminando in montagna senza conoscere il territorio, ci si dovesse perdere, tutto diventerebbe un problema e perfino un rischio; ogni incrocio, ogni sentiero a destra o a sinistra, che sale o che scende, non sarebbe piu’ parte di una libera scelta serena, ma diventerebbe scelta casuale, un punto di domanda, tensione, paura, pericolo. Se invece chi cammina in montagna conosce bene il territorio, costui puo’ procedere seguendo le proprie conoscenze sui sentieri senza seguire le linee tratteggiate di una cartina e godersi la camminata e il panorama; e’ libero quindi di gestire il proprio tempo, sa come muoversi e, in caso di imprevisto, sa cosa scegliere e dove andare con sufficiente tranquillita’ e in sicurezza. Conoscere rende liberi, liberi di scegliere. Senza la conoscenza, senza conoscere, non si puo’ scegliere, se non si puo’ scegliere non si e’ liberi, chi non e’ libero dentro non puo’ conoscere l’amore, e chi non puo’ amare non puo’ essere felice. La conoscenza e’ la chiave della felicita’.
Gesu’ e’ venuto a visitare la terra per rivelare all’umanita’ le conoscenze indispensabili affinche’ l’uomo possa vivere una vita piena e felice, sana e armoniosa. Gesu’ e’ venuto ad abitare per un po’ su questa terra, tra i suoi figli, per ispirare il loro cuore, la loro intelligenza e il loro spirito al cambiamento, alla meta’noia, e’ venuto per ispirarli ad abbandonare le vecchie conoscenze e sicurezze, frutto delle convenzioni e delle convinzioni umane, per abbracciare le sue conoscenze divine, per essere veramente liberi di scegliere e di essere felici. Il piu’ grande tradimento verso Gesu’ non e’ stato perpetrato da Giuda, ne’ dai nemici di Gesu’, ma dagli uomini e dalle donne che hanno avuto da Gesu’ stesso il mandato di far conoscere a tutti il suo messaggio. Gesu’ dice di costoro: Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare. Sono coloro che hanno trasformato Gesu’ e il suo messaggio in una religione, in un sistema devozionale, in un’istituzione gerarchica dedita al potere e assetata di dominio; costoro di fatto hanno impedito all’umanita’ di accedere alla ricchezza delle procedure evangeliche. Anzi, come dice Gesu’, sono coloro che non solo non hanno fatto nulla per entrare nella meravigliosa conoscenza delle procedure evangeliche ma hanno anche impedito l’accesso a chiunque avesse avuto il desiderio di farlo. In che modo queste guide cieche e stolte hanno impedito all’umanita’ di entrare nella conoscenza di Gesu’ e nelle procedure del suo vangelo? Hanno lavorato alacremente e senza sosta perche’ tra l’intelligenza della gente e la conoscenza di Gesu’ e del vangelo ci fosse sempre, sempre di mezzo un portale invalicabile, una porta gigantesca, perfettamente sprangata da due catenacci. Nessuna forma di conoscenza, di evoluzione, di crescita spirituale, di sapienza e di sapere puo’ essere trasferita attraverso una qualsiasi forma evidente o velata, consapevole o inconsapevole, di imposizione e obbligo. Tutto quello che l’uomo impara, scopre e viene a conoscere sotto la spinta del dovere, dell’obbligo, della coercizione, della costrizione, della paura e del giudizio si dissolve dal suo cuore e dalla sua mente, diventa perfettamente inutilizzabile e scava una voragine abissale di pregiudizio proprio nei riguardi di quelle conoscenze e di quel sapere imposti. Se c’e’ un modo perfetto ed efficacissimo per allontanare Gesu’ e il suo vangelo dal cuore e dall’intelligenza della gente e’ proprio quello di imporli, in un modo o nell’altro, all’intelligenza della gente. Satana, che conosce perfettamente questi meccanismi, ama follemente e agevola in ogni modo ogni forma di proselitismo e tutte quelle forme di evangelizzazione, indottrinamento, apprendimento, istruzione, cristianizzazione, persuasione, educazione, catechesi, formazione, devozioni che si muovono con i passi evidenti o mascherati dell’imposizione, della paura, dell’obbligo. Nessun essere creato sa meglio di lui come questo sia il modo perfetto per impedire all’uomo di amare e realizzare cio’ di cui viene a conoscenza. La conoscenza rende possibile la liberta’, percio’ non puo’ nel modo piu’ assoluto compiere nemmeno un passo con le gambe dell’obbligo e dell’imposizione, mai. Questo e’ il primo catenaccio che spranga la porta verso la conoscenza. Il secondo catenaccio e’ mantenere i popoli sempre in uno stato di miseria e di necessita’ tali che la pressione per soddisfare i bisogni primari e fisiologici sia cosi opprimente, da non permettere all’individuo di usare energie spirituali, intellettuali e fisiche se non unicamente per poter sopravvivere. Finche’ l’uomo sara’ soffocato dalla paura della fame, angosciato dalla mancanza dell’indispensabile per vivere, dipendente dai poteri forti che gestiscono nel sopruso le risorse della terra, strangolato dalla tirannia delle banche, devastato dalla furia della guerra, non potra’ mai accedere alla conoscenza, e usare quindi le chiavi della saggezza per costruire liberamente il proprio benessere e la propria felicita’. Coloro che, consapevolmente o meno, servono al mantenimento di questi due catenacci e sbarrano all’umanita’ il varco verso la conoscenza, sono al servizio di Satana, anche se non lo sanno, e sono coloro che Gesu’ definisce, senza mezzi termini, ipocriti, guide cieche, stolti. Costoro, anche se si spacciano per sapienti guide dell’umanita’, sono coloro verso i quali lui stesso grida il suo divino e terribile: guai a voi.
Vangelo di Matteo 23,13-22
In quel tempo, Gesu’ parlo’ dicendo: 13 «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare. [ 14]
15 Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prose’lito e, quando lo e’ divenuto, lo rendete degno della Gee’nna due volte piu’ di voi.
16 Guai a voi, guide cieche, che dite: ‘Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato’. 17 Stolti e ciechi! Che cosa e’ piu’ grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? 18 E dite ancora: ‘Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato’. 19 Ciechi! Che cosa e’ piu’ grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? 20 Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; 21 e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. 22 E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi e’ assiso».
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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