Sembra uno dei tanti laconici comunicati che pero’ in presenza di un governo di bancari, svenditori di aziende italiane, ha un sapore beffardo. Della serie cornuti e mazziati. ndr
Toccata quota 1.966 miliardi rispetto ai 1.949 di aprile. Buone notizie invece sul fronte delle entrate tributarie: nei primi cinque mesi sono salite dell’1,1%.
(ASCA) – Roma, 16 lug – Debito pubblico in aumento a maggio. Secondo i dati diffusi dal supplemento al bollettino mensile della Banca d’Italia, il debito pubblico a maggio si e’ attestato a 1.966,303 miliardi di euro, rispetto ai 1.949,242 miliardi di aprile. In particolare, il debito delle Amministrazioni pubbliche e’ aumentato di 17,1 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo un nuovo massimo storico pari a 1.966,3, aumento attribuibile principalmente all’aumento delle disponibilita’ liquide detenute dal Tesoro (di 8,3 miliardi, a 35,8), al fabbisogno (6,2 miliardi), a scarti di emissione (2,3 miliardi) dovuti all’emissione di titoli sotto la pari, alle variazioni del cambio (0,2 miliardi). In maggio il debito e il fabbisogno sono stati accresciuti per circa 1,8 miliardi dalla quota di pertinenza dell’Italia di erogazioni effettuate dall’European Financial Stability Facility (EFSF).
Al netto di questo fattore, il fabbisogno sarebbe stato pari a 4,4 miliardi, inferiore di 2,2 miliardi rispetto al corrispondente periodo del 2011. Nel complesso nei primi 5 mesi il fabbisogno complessivo (53,1 miliardi) e’ stato superiore di 5 miliardi rispetto a quello registrato nel corrispondente periodo del 2011 (48,2 miliardi). Vi hanno influito principalmente gli esborsi in favore degli altri paesi dell’area dell’euro (pari, nel periodo di riferimento, a circa 16,4 miliardi, a fronte dei 4,7 nel 2011); in senso opposto hanno invece operato le misure relative alla tesoreria unica, che hanno comportato il riversamento da parte degli enti decentrati presso la tesoreria centrale di 9 miliardi, precedentemente detenuti presso il sistema bancario. Escludendo questi due fattori, l’aumento del fabbisogno rispetto al corrispondente periodo del 2011 e’ di circa 2,3 miliardi. Buone notizie invece sul fronte delle entrate tributarie: nei primi cinque mesi dell’anno, sono salite dell’1,1% a 142,1 miliardi. Nel solo mese di maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono aumentate di 1,4 miliardi (4,6%) rispetto allo stesso mese del 2011. Gli incrementi dei primi 5 mesi sono stati trainati dalla crescita dei proventi delle accise sulle risorse energetiche. int/
Ed ecco il Cazpezzone di turno che chiede di svendere e privatizzare confermando la vocazione filo anglousraeliana dei radicali da sempre contro le autonomie nazionali e le integrita’ nazionali.
Bankitalia: Capezzone, debito e tasse troppe alte. Urge privatizzare 16 Luglio 2012 – 12:23
(ASCA) – Roma, 16 lug – “I dati del Bollettino statistico della Banca d’Italia confermano quel che gia’ sapevamo: il debito cresce a livelli insostenibili, e trascina a livelli altrettanto insostenibili la pressione fiscale, il che strangola ogni possibilita’ di ripresa”. Lo afferma, in una nota, Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, secondo cui “l’unica via e’ privatizzare”.
“C’e’ una strada maestra, per i radicali, per spezzare questo circolo vizioso – aggiunge -, ed e’ quella di una terapia choc antidebito che passi dalla dismissione di beni pubblici, non solo immobili. E’ realistico aprire un percorso di valorizzazione e di messa sul mercato di molti asset pubblici, ed e’ questa la via che potra’ rendere subito possibile anche l’avvio di un percorso di riduzioni fiscali per le famiglie e per le imprese”.
Anche Bersani nel 1999 voleva la svendita del 100% di ENI ed ENEL! http://www.repubblica.it/online/economia/enel/bersani/bersani.html
Chissa’ per chi lavora il Bersani il presidente del PD, quello che vuole la privatizzazione dell’acqua, quello che ha deregolamentato le concessioni commerciali creando il disastro umanitario nazionale di centinaia di migliaia di commercianti senza un bacino di clienti che li possa sostenere. E’ stato un colossale piano di debilitazione e disintegrazione della nostra forza lavoro e del capitale umano facente capo agli operatori del commercio.
I risultati sono che oggi in un paese di 10.000 abitanti del Veneto ad es., dove prrima di Bersani c’erano 5 bar oggi ce ne sono 50 che sopravvivono, molti grazie anche alla liberalizzazione delle macchinette di videopoker. Con questa droga bisca di Stato si e’ arrivati alla dipendenza da gioco d’azzardo, forse la peggiore di tutte le dipendenze. e Ancora chiedo, ma la risposta la conoscogia’, per chi lavora Bersani di chi e’ la regione Emilia? Per chi lavora Capezzone e i radicali uniti? Per chi lavora Monti che toglie ai poveri per dare alle multinazionali straniere ed alle banche? Non andate fuori argomento, qui non c’entrano dx e sx.
Un caro saluto ai formidbili lettori di SL
Lino Bottaro
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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