Quanto accaduto negli ultimi sette giorni non rappresenta una novita per chi sta scrivendo, il downgrade sul rating italiano era atteso da qualche mese. Trovarsi all’ultima soglia dell’investment grade (BBB-) fa emergere nuovi preoccupanti evoluzioni per il futuro della crisi italiana. Da considerarsi senza parole invece l’esternazione dell’attuale Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha commentato la diminuzione del livello di rating con ‘non la consideriamo una bocciatura’. Ognuno di voi si e’ fatto ormai un’idea sulla bonta’ e consistenza del Governo Renzi e dei suoi rappresentanti. Il Paese, sfortunatamente o volutamente, si trova sotto l’assedio mediatico dell’ultimo fatto di cronaca nera, il delitto di Santa Croce Camerina, che si avvia a diventare un nuovo Cogne 2 La Vendetta, e questo aiuta a spostare l’attenzione e devia la concentrazione dell’opinione pubblica. I talk show nazionali non hanno dato lo spazio dovuto alla vicenda del downgrade. Non penso per negligenza, ma per necessita’. Necessita’ nazionale. Di certo e’ molto probabile che il Partito Democratico si trovera’ a dover affrontare e gestire the road of ruin in caso di sempre piu’ probabile declassamento a speculative investment del debito pubblico italiano, quello che volgarmente ed erroneamente viene definito il livello spazzatura.
Ora su questo punto e’ opportuno fare il seguente approfondimento. Le emissioni di debito si dividono in due grandi categorie secondo le agenzie di rating, il debito da investimento (appunto investment grade) ed il debito speculativo (speculative grade). Il primo indica il debito di un emittente, sia esso nazione o private corporation, caratterizzato da diversi livelli di affidabilita’ e capacita’ di rimborso dei debiti contratti. I livelli di affidabilita’ rappresentano i tanto denigrati rating letterali, AAA, AA, A, BBB. La seconda categoria indica invece il debito di un emittente caratterizzato da vari livelli di vulnerabilita’ nella capacita’ di essere solvibile nei confronti delle obbligazioni assunte, tali livelli sono rappresentati dalle lettere BB, B, CCC, CC, C, D, dove quest’ultima significa default ovvero incapacita’ di rimborsare parzialmente o integralmente le proprie obbligazioni. L’Italia si trova per l’appunto nell’ultimo scalino della fascia di investment grade. La probabilita’ che nei prossimi sei mesi passeremo nella fascia speculative e’ significativamente molto elevata vista il continuo deterioramento delle principali variabili macro. Che cosa succede a tal punto ? Sul piano formale per il paese in questione non vi sono grandi ripercussioni. Sul piano sostanziale, per un paese come l’Italia, significa l’inzio della road of ruin.
Saranno infatti i portfolio managers dei fondi comuni di investimento a dare avvio alle danze. Questi ultimi infatti amministrano i vostri risparmi sulla base di un mandato di gestione che puo’ ad esempio prevedere l’investimento delle masse raccolte esclusivamente in strumenti finanziari con rating di investment grade. Il gestore sara’ pertanto obbligato a vendere il titolo di stato italiano che aveva in portafoglio in quanto non soddisfera’ piu’ una condizione vincolante. Solo i fondi in cui il gestore ha una delega quasi totale possono evitare di comportarsi in questo modo. La fuga obbligata dal titolo di stato iniziera’ a deprimere le quotazioni, che a loro volta innalzeranno lo spread ed il tasso di interesse che l’Italia dovra’ offrire per rifinanziare il proprio debito. A quel punto vedremo in azione, si spera, lo scudo anti-spread della BCE che impedira’ di fatto il verificarsi di tensioni sul debito sovrano di un paese all’interno dell’Eurozona al pari di quanto accaduto nel 2011. Avete visto quanta difficolta’ ha il governo per reperire un miliardo per rifinanziare questo o per dare supporto a quello, immaginate pertanto che i miliardi che improvvisamente serviranno saranno dieci e perche’ no venti. Di certo il tampone che mettera’ l’autorita’ sovranazionale (con le OMT) sara’ provvisorio, ed un paese come il nostro non si puo’ permettere di comportarsi come l’Argentina nel 2001.
Difficolta’ di funding durante le nuove emissioni di debito sarebbero percepite dagli operatori istituzionali dei mercati finanziari come un ‘prendi i soldi e scappa’ prima di ritrovarsi con la ristrutturazione forzata del debito. Ne sono sempre piu’ convinto, il 2015 sara’ l’anno del terrore per il piccolo risparmiatore, perche’ ci avvieremo verso the road of ruin proprio come hanno fatto altri paesi prima di noi, caratterizzati da immobilismo politico ed una impossiblita’ di governare causata da un eccesso di democrazia. A quel punto quando arrivera’ la Troika come curatore fallimentare e nuovo dittatore finanziario rimpiangeremo Monti & Company, perche’ a pagarla saranno rispettivamente: detentori di titoli di stato (possibile cut-off del 25%), piccoli risparmiatori con il prelievo sui depositi, italiani benestanti con l’introduzione della wealth tax, dipendenti pubblici e statali (con un taglio trasversale del 20% dell’attuale forza lavoro), congelamento delle tredicesime, istituzione del salario massimo, vendita di cespiti di stato di particolare prestigio e valore (partecipazioni societarie e patrimonio demaniale), dipendenti di banca (perche’ le banche sottocapitalizzate sarano obbligate a fondersi), dirigenti di enti locali e simili (ridimensionati o licenziati in tronco con contestuale estinzione dell’ente), medici, ospedali ed operatori sanitari, perche’ il welfare sanitario pubblico sara’ l’area dipartimentale maggiormente soggetta a tagli.
(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)
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