(Fonte: www.ecplanet.com)
I tempi in cui ci tocca di vivere stanno diventando cupi e tetri. Pur senza concedere nulla al pessimismo della ragione, sentire un pontefice evocare la Terza Guerra Mondiale, il segretario della Nato non escluderla come scenario, e importanti giornali proporci quotidianamente una mappa dei conflitti che incendiano le regioni strategiche del mondo in cui viviamo, non e’ certo rassicurante. Soprattutto perche’ la realta’ incasella e aggiunge giorno dopo giorno le conferme che la pallina collocata sul piano inclinato continua a scivolare pericolosamente. Accelerando.
Ma le guerre non sono una fatalita’. Possono esplodere quando un incidente accelera i processi storici; ma si verificano perche’ ci sono forze materiali che hanno spinto i processi verso la rottura, lo scontro, il clash tra le potenze, come scrissero in un ottimo libro Petras, Casadio e Vasapollo. La cosa che colpisce ” che deve colpire anche gli ottusi di sinistra ” e’ che il novanta per cento dei focolai di conflitto circonda l’Europa come un cerchio di fuoco.
L’ovest appare pacifico solo perche’ confina con l’Atlantico, un oceano che divide l’Europa dagli Stati Uniti, ovvero la sponda da cui arrivano le spinte piu’ forti a coinvolgere l’Europa verso il clash. La linea intrapresa dai governi dell’Unione Europea sulla crisi e il conflitto in Ucraina e’ emblematica. Gli Usa spingono i paesi europei verso il conflitto con il piu’ grande e armato di essi: la Russia.
(Tratto da: http:// www.ecplanet.com)
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