La proposta di Riccardo Ruggeri di organizzare una battaglia culturale, prima ancora che politica, per liberare l’Italia dai pessimi leader politici arroccati nel «Partito della Nazione» (Pd, Ncd, Fi), questa volta mi trova completamente d’accordo. Alcune settimane fa Ruggeri aveva proposto di fare una cosa simile su alcuni temi specifici, una Leopolda gialla di centro-destra, per distinguerla dalla Leopolda di Matteo Renzi, e solo a sentire quel nome mi era venuta l’orticaria. Ho sempre pensato che il successo della Leopolda renziana non dipendesse dai contenuti culturali e politici, invero assai deboli e confusi, ma dal grande sostegno dei giornaloni a una giovanotto che si proponeva di rottamare la nomenclatura post-comunista del Pd. Da quando quell’obiettivo è stato raggiunto, il giovin rottamatore è stato messo alla prova affidandogli il governo dell’Italia, e – nonostante il peana quotidiano di tv e giornaloni, che ne tiene alto il consenso nei sondaggi – il risultato è sotto gli occhi di tutti: promesse tante, risultati concreti zero. Esattamente come i due premier che l’hanno preceduto (Mario Monti ed Enrico Letta), Renzi porta avanti una politica che, per fare fronte alla Grande Crisi, «impoverisce la classe media, e seda le classi povere» (parole di Ruggeri). Una definizione che trovo perfetta. Leggi tutto l’articolo di Tino Oldani su Italia Oggi di Lunedì 4 Agosto 2014
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