Confessoni anti-democratiche

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‘Con o senza suffragio universale, e’ sempre un’oligarchia a governare e a saper dare alla volonta’ del popolo l’espressione che desidera’.Vifredo Pareto

Gli odierni risultati danno un preciso quadro psicologico e antropologico dell’Italia. Popolo moderato, conservatore, democristiano, l’italiano si allarma al sentire della ‘crisi’ ma fin quando galleggia, fin quando, con l’acqua sino al mento, riesce ancora a respirare, l’agognatocambiamentonon e’ altro che uno slogan, pronunciato per sentirsi piu’ moderni, piu’ progressisti. Ma vincitori e vinti a parte, c’e’ un’incognita che stagna sul fondo delle nostre coscienze, che si decompone nella lagunadella nostra indifferenza; e questo problema irrisolto e misconosciuto e’ ancora la democrazia, lo spettacolare inganno dell’ultimo secolo; lo spettacolo mediatico di vincitori e amareggiati sconfitti, di chi estingue le sue colpe passate e crede guadagnare nuova legittimita’, di chi si scervella sugli errori compiuti, di chisi intasca un seggio e di chi non entra proprio. Saranno un varieta’ tutti i commenti, le dichiarazioni, le diatribe, gli orgasmi e le grida. E’ pur sempre democratico l’inganno, e’ pur sempre Entertainment!

Ma dal fondale di questa simulazione e’ necessario domandarci cosa esprime, anche stavolta, il nostro voto?Europerista o anti-europeista che sia, ogni suffragiodato ieri ha giustificatoil sistema-democrazia. Sie’ votatoper questo modello, come in un talent show, per vederne gli esiti, per sentirci partecipi, finalmente interpellati sulla scelta da fare tra conservazione e protesta, reclusi, nuovamente, nelle dinamiche della forma di espressione esistente. Cosa esprime tuttavia il corpo elettorale nell’apparato democratico? Questo nontiene da conto l’astensione – vera maggioranza – che non e’ istituzionalizzata; le urne non prendono in considerazione l’impegno del votante, la sua presenza nelle piazze, il suo attivismo, l’interesse che esso nutre nei confronti di cio’ che e’ politico; nonsanno se egli e’ bene o male informato, se egli e’ competente o meno, se e’ ad un passo dalla morte o se ha tutta la vita davanti. La democrazia non e’ in grado di conoscere sel’elettore e’ consapevole del voto che piu’ riflettera’ la volonta’ generale e il bene comune e se, pur essendone consapevole, egli non optera’ piuttosto per un voto di favore o di interesse. La democrazia disabilita la verita’ e dal pubblico stordito dal chiasso mediatico trae la somma maggioritaria di opinioni emotivamente conformi ad un simbolo con cui stabilire un governo.E’ proprio dall’addizione di queste opinioni opinabili che si desume il destino di un popolo.

Ma secondo quale principio, secondo quale tipo di uguaglianza che non si pretenda appiattimento generalizzato,un anziano pensionato di 85 anni esprime nei seggi un’opinione che viene presa in considerazione quanto quella di un ventenne? Eperche’ quella di un ventenne vale quanto quella di un ventenne ben informato? Perche’ un cittadino distinteressato alla politica ha la stessa influenza di un cittadinoimpegnato?L’urna sembra essere un filtro razionalizzatore, che trascrive nel linguaggio standardizzato della scheda la nostra volonta’ e calcola come 1 quella mera finzionerappresentativa di un esistente che puo’, nel concreto, valere piu’ e diversamente da quell’1. E come la felicita’ di un Paese non e’ misurata dal Pil cosi ne’ la legittimita’ ne’, a maggior ragione, il consenso diun governosonodati dal voto.

Il problema democratico e’ quindi un problema di semplificazione, laddove si viene a calcolare strumentalmente dati che non sono soggetti a questo tipo di operazioni, che non possono essere sommati, e che pur esprimendoscientificamenteil vero,umanamentemanifestano il falso, perche’ nel voto siuniforma e si distilla un ventaglio di varianti di cui non l’urna, ma la vita quotidiana prende atto: la correttezza, la conoscenza, il valore umano, l’impegno, la pertinenza dei votanti misurano la giustezza di una scelta. Quale idea di veridicita’ potremo farci rispetto ad un’elezione democratica indetta in un manicomio? o in un Paese popolato da ignoranti, o da disonesti? In un Paese diviso dalla paura? traviato dall’influenza dei mezzi di comunicazione, distratto da dibattitiche non affrontano i problemi principali? L’esito non sarebbe forse equivalente a quello di un voto espresso da un comitato di letterati sul tema delle neuroscienze?

‘ La liberta’ non sta nello scegliere tra bianco e nero, ma nel sottrarsi a questa scelta prescritta’T.W.Adorno

(Tratto da: http://www.ariannaeditrice.it)

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