Vecchie politiche economiche danno forma alle odierne tragedie dell’emigrazione

(Fonte: znetitaly.altervista.org)Vecchie politiche economiche danno forma alle odierne tragedie dell’emigrazione

Di Rinku Sen

3 maggio 2014

Nel libro ‘The Accidental American’ [ Americano per caso], ho parlato di Apolinar Salas, che, quando l’ho incontrato, era dieci anni che faceva lo sguattero e l’aiuto cuoco nei ristoranti di New York.  Salas era cresciuto nella  proprieta’ della sua famiglia, circa 8.000mq di terreno a Puebla, Messico, dove coltivavano fagioli, mais e arachidi. Coltivavano soltanto quello di cui avevano bisogno per mangiare e per venderlo ai mercati locali per  guadagnare il necessario per la divisa scolastica, le provviste alimentari, le medicine e per altre necessita’. Il Trattato nordamericano di libero scambio (NAFTA) del 1994 ha cambiato per sempre la vita di Salas, finanziando l’esportazione di prodotti del mais dagli Stati Uniti in Messico, aumentando i prezzi del cibo, e spingendo 2 milioni di piccoli agricoltori come Salas a lasciare la loro attivita’.  Il governo ha offerto sussidi per la coltivazione di canna da zucchero, ma, come mi ha detto Salas, ‘non si puo’ mangiare la canna da zucchero.’ E’ quindi partito per New York, dove ha raggiunto molte persone dello stato di Puebla che lavoravano nei ristoranti.

Il 1° maggio, il giorno che la maggior parte del mondo festeggia,  i lavoratori, migliaia di immigrati in tutti gli Stati Uniti dimostreranno [hanno dimostrato, n.d.t,] per chiedere la Riforma completa dell’immigrazione, dato che in questo giorno e’ oramai una tradizione annuale dimostrare il potere degli immigrati. E’ un giorno in cui, se lo scegliessimo, potremmo riconoscere i modi in cui i lavoratori di tutto il mondo lottano per emigrare liberamente come possono fare le grosse imprese.

Mi sono ricordata della  storia di Salas lo scorso fine  settimana mentre guardavo ‘Chi e’ Dayani Crystal ?’, un nuovo film di Marc Silver e Gael Garcia Bernal. Silver aveva iniziato a lavorare con l’ufficio dell’Esaminatore Medico (EM)  di Tucson per documentare la ricerca dei corpi dei migranti nel deserto dell’Arizona. L’ufficio del l’EM conserva i resti spesso per parecchi anni, lavorando con i governi messicani e del Centro America per identificarne il maggior numero possibile. Nel primo giorno di riprese, Silver e’ stato testimone del ritrovamento del corpo di un uomo con un tatuaggio che diceva  ‘Dayani Crystal.’

Il film segue due storie parallele. La prima e’ quella degli sforzi dell’ufficio dell’EM per risolvere il mistero dell’identita’ di questo uomo, e la restituzione del suo corpo alla famiglia. La seconda e’ la ricerca fatta da Bernal per ricreare il viaggio dell’emigrante  attraverso l’America Centrale e il Messico per arrivare negli Stati Uniti. La persona con il tatuaggio si viene a sapere che e’ un immigrato dell’Honduras che si chiama Diley Yohan Sandres Martinez che si e’ fatto tatuare il nome della figlia. Attraverso le interviste con la moglie, il fratello e il padre di Martinez, apprendiamo era un piccolo coltivatore di mais e di fagioli, proprio come Apolinar

Salas.

Martinez da un po’di tempo pensava di lasciare l’Honduras, ma quando a suo figlio e’ stata diagnosticata la leucemia la sua decisione e’ stata presa. ‘Devo andare. E’ l’unico modo,’ ha detto alla moglie. Aveva attraversato il confine ed era stato espulso almeno una volta in precedenza (questo e’ stato il fatto che alla fine ha messo in grado l’ufficio dell’EM di identificarlo). Attraverso gli occhi di Bernal ripercorriamo il suo viaggio. Questa parte del film e’ un po’frustrante, come si e’ espresso il New York Times. Bernal e’ cosi famoso in tutta l’America Latina, che e’ difficile immaginare che tutti gli emigranti con i quali viaggia non lo conoscano, e il contrasto tra il suo personaggio e le dure realta’ di un viaggio che e’ finito con la morte  di Martinez puo’ causare un certo crollo  psicologico  allo spettatore. Per esempio, mentre viaggia su The Beast – il treno  che attraversa  tutto il Messico carico di emigranti sul tetto che si sforzano di non cadere sotto le ruote –  Bernal fa notare il pericolo ma mette in evidenza la bellezza del paesaggio e del cameratismo che c’e’ nel condividere un’anguria o un ananas. Siamo sempre consapevoli che non si tratta della vita di Bernal, anche se gli riconosciamo il merito di essersi immerso in quella esperienza.

Tuttavia, i fatti della traversata diventano chiari. E’ diventata sempre piu’ pericolosa. Proprio nel periodo in cui e’ stato approvato il NAFTA, l’Amministrazione Clinton  ha anche istituito controlli piu’ severi ai confini, chiudendo con una serie di staccionate i passaggi piu’ sicuri in Texas e in California, cosa cha  ha costretto gli emigranti risoluti,  a entrare invece attraverso lo stancante deserto dell’Arizona. Prima del 2000, l’ufficio del ME della Contea di Pima, aveva raccolto meno di 20 corpi all’anno. Dal 2001, il conteggio annuale e’ arrivato a 200. Alcune delle parti piu’ commuoventi del film sono quelle delle interviste ai compagni di Martinez in quel viaggio. Aveva cominciato a stare veramente male a causa del calore e della disidratazione dato che aveva problemi a camminare. I compagni sono rimasti vicino a lui, ognuno gli teneva un braccio per aiutarlo a camminare. Alla fine non riusciva neanche a stare in piedi e ha detto agli amici di lasciarlo li perche’ stava per morire e che loro dovevano pensare a se stessi. Lo hanno coperto con una giacca leggera, gli hanno lasciato un po’ di acqua, e hanno continuato il cammino con il pensiero delle loro famiglie che li faceva andare avanti.

Questo e’ l’aspetto che e’ cosi frustrante riguardo al nostro dibattito sulla politica dell’immigrazione. La consideriamo come se fosse soltanto una politica nazionale, come se non avesse alcun rapporto con la politica estera degli Stati Uniti e con il comportamento economico globale. Nel 2005 l’Amministrazione Bush ha firmato il Trattato di libero commercio tra il Centroamerica e gli Stati Uniti (Central America Free Trade Agreement ”’ CAFTA). Mentre il CAFTA da’ un po’piu’ di protezione per il lavoro rispetto al NAFTA, ha fatto la stessa  cosa essenziale: ha  sovvenzionato i produttori statunitensi di generi alimentari, ha spostato l’economia dell’Honduras  verso la produzione per l’esportazione, e ha prodotto moltissima  disoccupazione sostituita soltanto parzialmente dal lavoro a basso salario nelle fabbriche.

E’ possibile parlare di immigrazione  nel suo contesto totale, ma farlo richiederebbe un esame  realmente attento del comportamento degli Stati Uniti e delle imprese multinazionali. Quella discussione completa potrebbe alienare alcune delle societa’ di  attivita’ commerciali che hanno offerto il loro appoggio alla Riforma     dell’Immigrazione, perche’ porterebbe a un livello di accertamento delle loro  operazioni in campo globale che potrebbero far emergere delle condotte che sono, se non illegali, difficili da accettare, come per esempio le attivita’ anti-sindacali che si sono svolte negli impianti dell’Alcoa in Messico e in America Centrale.

Fino a quando queste sono le cose che gli Stati Uniti generano in America Latina, gli emigranti faranno qualunque cosa li porti al di la’ del confine e ad aiutare le loro famiglie. Non importera’ quante persone muoiono, come e’ difficile essere senza documenti, o come e’ doloroso essere separati dalle proprie famiglie. Conoscendo i maggiori pericoli che ci sono ora per attraversare il confine, Apolinar Salas sa anche di essere stato fortunato. E’ riuscito ad attraversare il confine in un momento di maggiore sicurezza, e inoltre uno dei suoi datori  di  lavoro lo ha appoggiato per fargli avere la Carta verde agli inizi del 2000. Ma se fosse stato in Messico a valutare l’assennatezza di salire su The Beast, la domanda sarebbe stata la stessa di sempre: ho bisogno di andare per la mia sopravvivenza e per quella della mia famiglia? ‘Allora l’ho fatto per necessita’. Se avessi bisogno di farlo di nuovo per necessita’, lo farei,’ ha detto.

Da: Z Net ”’ Lo spirito della resistenza e’ vivo

www.znetitaly.org

Fonte: [zcomm.org]

Originale: Colorlines

Traduzione di Maria Chiara Starace

Traduzione © 2014 ZNET Italy ”’ Licenza Creative Commons  CC BY NC-SA 3.0

 

 

 

(Tratto da: http://znetitaly.altervista.org)

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