Notizie recenti sulla poverta’ in Gran Bretagna

Nel narrare ogni tanto su questo sito le vicende della crisi e dell’austerita’ in Europa, situazione a cui sembriamo per molti versi condannati ancora per un tempo molto lungo, facciamo di frequente riferimento a delle notizie di fonte britannica; questo sia perche’ tali informazioni sono spesso ricche, scrupolose e particolareggiate, sia anche perche’, per molti versi, si puo’ dire che de te fabula narratur. In effetti, quello che accade in Gran Bretagna appare alla fine non molto dissimile da quello che sta succedendo o presumibilmente succedera’ in un futuro prossimo anche da noi, magari con qualche possibile variante data dalla comunque diversa situazione economica politica, sociale, dei due paesi oggi.

Particolarmente abbondanti appaiono poi di solito, con riferimento alla Gran Bretagna, le notizie che, sulle questioni che ci stanno a cuore, vengono in particolare riferite da parte del quotidiano The Guardian e della sua variante domenicale The Observer. Il Guardian, piu’ in generale, e’ certamente tra i quotidiani che sono fatti meglio al mondo. La Gran Bretagna e’ oggi apparentemente su di un sentiero virtuoso, a sentire i rappresentati del governo locale e molti economisti, nonche’ a leggere le recenti statistiche sul pil, nel senso che l’economia del paese sembra di nuovo tornata a crescere in una qualche non disprezzabile misura.

Ma su tale crescita gravano molte ombre, con, tra l’altro, il fatto che essa appare basata su delle bolle, da quella immobiliare a quella finanziaria, che potrebbero presto scoppiare, mentre si impone anche la constatazione che essa sembra sempre piu’ caratterizzata dalla generazione progressiva di forti disuguaglianze di reddito e di ricchezza, nonche’ di molte situazioni sociali fortemente degradate. Cosi nelle ultime settimane si trovano almeno tre articoli che parlano della poverta’ e delle difficolta’ in cui si dibattono attualmente moltissimi cittadini di quel paese.

Si fa in particolare riferimento ad un articolo di Katie Allen relativo alla evoluzione della questione del salario minimo nel paese, ad uno scritto di Tess Reidy che ci ricorda come esistano rilevanti sacche di poverta’ anche nelle aree piu’ ricche della nazione, mentre infine un altro pezzo, di Jamie Doward questa volta, ci informa degli attuali progetti del governo in carica (i cui membri, a cominciare dal primo ministro David Cameron, sono sostanzialmente tutti delle persone ricche) per combattere la poverta’ dei bambini, che appare largamente diffusa, molto di piu’ che da noi.

Ma veniamo piu’ direttamente ai tre articoli citati. Lo scritto di Doward fa appunto riferimento ad un progetto del governo per combattere la situazione delle classi disagiate. La coalizione al potere e’ votata, come e’ noto, a rigide politiche di austerita’ e questo ha tra l’altro comportato negli ultimi anni pesanti tagli alle spese sociali, con le conseguenze di un accrescimento dei livelli di miseria e dell’allargamento delle distanze tra ricchi e poveri. Nonostante qualche tentativo da parte dei membri del governo di edulcorare la realta’ e di presentare delle cifre in modo perlomeno ambiguo, la situazione e’ ormai sotto gli occhi di tutti e il governo appare costretto malgre’ lui a cercare ora di intervenire: le elezioni non sono poi molto lontane, i sondaggi di opinione non sono molto favorevoli e la propaganda laburista incalza. E’ stato cosi messo a punto un progetto sull’arco di tre anni che appare centrato sulla volonta’ di ridurre i costi dell’acqua, del cibo e dell’energia per il riscaldamento per le famiglie a basso reddito. Non entriamo nei dettagli dello schema, che deve essere ancora varato ufficialmente. Ma esso, per come e’ stato sino ad oggi presentato, appare insufficiente alla bisogna e basato comunque su delle false premesse. Ad esempio, un punto centrale della strategia messa a punto, riferisce il giornalista, appare quello di voler combattere la situazione di mancanza di lavoro tra le famiglie piu’ povere, mentre gli esperti fanno rilevare che, in realta’, i due terzi dei bambini che vivono in una situazione di poverta’ sono inseriti in famiglie con dei genitori che hanno un’occupazione.

Per altro verso, siamo di fronte ad una rilevante contraddizione, dal momento che la situazione di degrado, molto minore nel periodo dell’ultimo governo laburista, viene portata avanti dalle stesse politiche dell’attuale governo che nel complesso stanno creando, non riducendo, la poverta’.

Un secondo scritto, quello di Reidy, sottolinea come il distretto di Hart nell’Hampshire e’ stato nominato di recente come quello con la migliore qualita’ della vita di tutto il paese. Ma nello stesso distretto esistono oggi tre banche del cibo per fare fronte alle sacche di miseria che si vanno diffondendo. Molti anche tra gli abitanti del distretto si meravigliano nell’apprendere dell’esistenza di tali situazioni in una cosi ridente localita’, ma la situazione e’ quella che e’.

A livello nazionale, ci informa lo stesso Reidy, si sta intanto muovendo anche la chiesa. Il cardinale Nichols, capo dei cattolici del paese, ha di recente lanciato un forte attacco alle politiche del governo accusandolo di avere adottato un approccio punitivo verso i poveri. Parallelamente, ben 27 vescovi della chiesa anglicana hanno pubblicato una lettera aperta sulla stampa nella quale esprimono la loro rabbia per il fatto che ci debbano essere tanti cittadini affamati in un paese che e’ il settimo piu’ ricco al mondo.

Infine l’articolo di Allen ci informa che il professor George Bain, padre dell’introduzione, circa 15 anni fa, del salario minimo nel paese, constata che oggi il sistema non funziona piu’ tanto bene e che esso deve essere cambiato per affrontare adeguatamente i problemi delle persone a basso salario. Oggi, dichiara tra l’altro il professore, piu’ di un lavoratore su cinque soffre di redditi molto insufficienti e il sistema del salario minimo deve essere molto rafforzato. In effetti, le cifre analitiche dicono che circa 1,2 milioni di persone vengono oggi pagate con il salario minimo, mentre altre 1,4 milioni guadagnano poco di piu’ e mentre infine sono ben 5 milioni i lavoratori che, piu’ in generale, ricevono un salario molto basso.

(Tratto da: http://www.finansol.it)

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