Sempre di corsa, sovraccarichi, stressati. Sono (siamo) gli overwhelmed, i sopraffatti dalla vita. Quelli con la sensazione costante di non potersi concedere neppure una pausa. Quand’è che abbiamo iniziato a essere così indaffarati? E chi ha fatto scattare la trappola? Le ore fuggono, si sa. Ma a peggiorare le cose c’è la nostra percezione del tempo che manca. Perché è vero che siamo oberati di impegni, ma chi studia l’organizzazione del tempo sostiene che siamo meno occupati di quel che pensiamo.
Le occasioni per fare quel che ci piace ci sarebbero pure, a patto di riconoscerle e di non sprecarle. Come idea è fastidiosa, bisogna ammetterlo, perché al danno si aggiunge la beffa. Ma è proprio questo il punto di partenza di un libro, intitolato Overwhelmed, che sta facendo discutere. Lo ha scritto Brigid Schulte, una giornalista del Washington Post che come tanti di noi fa i miracoli per conciliare famiglia e lavoro. Anche lei ci è rimasta male quando si è sentita dire da un esperto che il suo tempo libero non era scomparso, che se l’avesse contato avrebbe scoperto di averne abbastanza. Trenta ore in media alla settimana. Questa è la cifra calcolata per le donne da John Robinson dell’Università del Maryland. […continua a leggere tutto l’articolo su 27esimaora | blog | Corriere it…]
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