Concentrarsi sulle cause

Narra la leggenda che il primo ad importare kiwi in Italia sia stato Fabio Testi. Questo era dunque il suo scopo: fare l’attore, divenire famoso, essere amato dal pubblico per poter fare molti soldi ed avviare il suo business, cioè l’import export di kiwi.
Narrano i vangeli che Giuda tradì il Cristo non per l’avidità dei trenta denari, ma perché si avverassero le scritture, perché il Cristo doveva essere catturato e crocifisso e perché questo succedesse era necessario e funzionale il tradimento.
Spesso consideriamo il movente come una linea che parte da un inizio e arriva a una fine incontrando nel mezzo il delitto. Spesso ci concentriamo sulla fase finale della linea. Quando ci chiediamo il perché delle cose lasciamo da parte le cause e illuminiamo gli effetti. Anzi, scambiamo gli effetti per le cause e dimentichiamo che il fine è spesso una giustificazione per l’azione.
Se una persona ruba il pane perché ha fame, noi chiudiamo a chiave il pane, come se il suo scopo fosse rubare, ma il suo stimolo è nutrirsi, se noi eliminassimo la sua fame, elimineremmo anche il suo crimine. Quante volte sentiamo dire che il modo di vestire di certe ragazze è un invito allo stupro. Ma lo stupro non è causato dalla vittima, è causato dallo stimolo sessuale dell’aggressore e dalla sua mancanza di rispetto per le persone, che lo spinge a soddisfare il proprio stimolo senza preoccuparsi di causare sofferenza.
È lo stimolo che ci spinge ad acquistare oggetti, molto più dello scopo di quegli oggetti e la pubblicità lo sa bene e meglio ancora lo sanno i produttori degli oggetti i quali devono stimolare il pubblico al loro utilizzo. In Africa, nei villaggi rurali in cui non c’era l’abitudine di fumare, i grandi produttori di tabacco inviavano emissari che pagavano persone influenti affinché fumassero, che pagavano a loro spese l’arredamento dei piccoli bar di paese, arredamento che ovviamente replicava colori e marchi delle sigarette che in seguito sarebbero state vendute. Oggi, in quei paesi, molta gente fuma e pensa di fare una scelta volontaria e pensa di “aver bisogno” di una sigaretta “per rilassarsi” ma forse quando non c’erano le sigarette nel villaggio c’era anche meno bisogno di “rilassarsi”.
Vado al bar per parlare con un amico e nel frattempo bevo alcol. Il bar è rumorosissimo, i suoni della tv fissa su Italia 1 e i trilli delle macchinette mangiasoldi non aiutano certo la concentrazione su ciò che diciamo, quindi si può dire che il bar è il posto meno indicato per parlare col mio amico. Ma forse quel bar è frequentato da ragazze che stimolano la mia curiosità sessuale, forse ho bisogno di sentire rumori, forse ho bisogno della piccola intossicazione alcolica che impedisce al mio pensiero di essere lucido e talvolta quando il mio pensiero è lucido mi fa soffrire, forse di parlare col mio amico non m’interessa affatto, era andare nel bar che m’interessava.
Basta osservare il modo in cui gli ultra seguono la partita per capire che la partita non è il motivo per cui sono andati allo stadio.
Una finalità si può inventare per giustificare alla società atti illeciti, è su questo che si basano le truffe, sulla dichiarazione di finalità false, come è successo per quelle due Onlus create in Emilia per giustificare l’invio di materiale usato o rotto in Africa, che altro non era che ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi mandati nelle discariche abusive africane, tanto per chiudere il cerchio: rubiamo all’Africa le risorse della terra per poi mandar giù i nostri rifiuti tossici attraverso la “solidarietà”.
Nei tanti studi sulle migrazioni qualcuno ci prova a guardare l’origine dei viaggi, anziché soffermarsi sul loro termine, ma il più delle volte non è così, le misure politiche si fermano alla parte finale della traiettoria e si basano su respingimento o accoglienza, senza andare ad individuare le cause di viaggi tanto rischiosi, perché questo c’inchioderebbe alle nostre responsabilità: la civiltà occidentale opulenta si basa sullo sfruttamento di altri paesi, la concorrenza commerciale tra i paesi crea enormi differenze, governi assassini e criminali sostenuti dalle potenze occidentali per i propri scopi finanziari creano povertà e terrore.
Le cause sono sempre più difficili da individuare, tutto è connesso e la matassa è intricata.
Perché ci convinciamo che una macchina sia migliore di un’altra? Perché facciamo tante storie sui colori delle cose? Perché ci sposiamo, mangiamo vegano, degustiamo il vino, perché mangiamo carne, perché c’intossichiamo, perché saliamo su una moto d’acqua, perché preghiamo? Qual’è il nostro scopo? E soprattutto, perché c’interessa così tanto dichiarare lo scopo per cui svolgiamo un’azione?
La verità è che siamo incapaci di capire quali sono gli stimoli che ci spingono ad agire, è per questo che c’inventiamo degli scopi.

 

Tratto da: https://www.facebook.com/natalinobalasz/posts/749452805072876

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