35 leaders mondiali spiati dagli americani

Adesso sbraitano e si dicono tutti incavolatissimi, ma non perché loro non lo sapessero e non lo accettassero. Il problema vero per loro è che ora lo sappiamo anche noi… Quanta ipocrisia nel fare gli offesi. Tutti hanno sempre saputo e taciuto, finchè non è scoppiato il datagate. Certamente sono arrabbiati con gli americani, ma solo perchè si sono fatti scoprire mettendoli in grave imbarazzo… (da http://coscienzeinrete.net/)

Ecco un articolo di clandestinoweb:

Lo scandalo Nsagate si estende a macchia d’olio: sarebbero 35 i leader politici e militari nel mondo vittime delle intercettazioni da parte dell’agenzia statunitense.

E’ quanto rivela il quotidiano britannico “The Guardian”, che ha pubblicato un documento riservate provenienti dall’archivio di Edward Snowden nel quale non sono però menzionati i nomi dei 35 leader spiati.

Sempre secondo quanto rivelato dal quotidiano britannico, la Nsa avrebbe “incoraggiato i funzionari di altre istituzioni, come la Casa Bianca, il dipartimento di Stato e il Pentagono, a condividere i numeri delle utenze telefoniche” da intercettare.

Il documento risale al 2006, e si parla di un funzionario che avrebbe ” consegnato 200 numeri, tra i quali quelli di 35 leader mondiali” : numeri che sono stati “immediatamente acquisiti dalla Nsa”.

Sempre secondo il Guardian, il documento inoltre “suggerisce che questo tipo di sorveglianza non sia isolato, perché è una routine per la Nsa monitorare i telefoni dei leader stranieri, tanto da chiedere l’assistenza di altri funzionari per farlo”.

Ed a replicare questa volta è direttamente il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, secondo il quale l’Intelligence statunitense “è fuori controllo”, sottolineando di aver chiesto spiegazioni in merito all’ ambasciatore americano alla Ue dello scandalo Nsa ma di non aver avuto risposta: il che, a suo avviso, è un segno che al governo di Washington è sfuggito il controllo delle agenzie dei servizi segreti.

Il tema è all’ordine del giorno al Consiglio Europeo: i leader Europei riuniti a Bruxelles, hanno discusso circa i programmi di sorveglianza della National Security Agency , la NSA.

Ed è stata la Cancelliera Merkel ha dichiarare al suo arrivo nella sede del Consiglio:” ho detto chiaramente al presidente degli Stati Uniti che spiare gli amici non è accettabile. Noi abbiamo bisogno di fidarci dei nostri alleati e questa fiducia adesso deve essere riaffermata”.

Un clima teso quindi, con rapporti in bilico e il presidente Obama lo ha intuito, tanto che il portavoce di Washington, Jay Carney rassicura: “Il presidente comprende le preoccupazioni sollevate” ed ha pertanto iniziato “una revisione del sistema di raccolta dei dati da parte dell’intelligence”.

E se da una parte Letta ha chiesto, in relazione ad una ventilata ipotesi che anche l’Italia fosse tra i paesi “monitorati”, “chiarimenti al governo americano, perché attività di spionaggio di questo tipo non sono ammissibili”, dall’altra arriva un duro commento del presidente del Pe Martin Schulz, secondo il quale “dobbiamo sospendere ora i negoziati” . Schulz ha poi aggiunto: “per arrivare a un accordo di libero scambio tra Ue e Usa. Ci sono alcuni standard e criteri che si devono rispettare, altrimenti non ha alcun senso parlarci l’un l’altro”.

Ed intanto si scopre che l’Italia è oggetto di attenzioni non solo da parte degli Usa ma anche della Gran Bretagna.

Queste sono le ultime sconcertanti rivelazioni di Gleen Greenwald. Il giornalista americano, che custodisce i file della ‘talpa’ del Datagate Edward Snowden, ha dichiarato all’Espresso che “La Nsa porta avanti molte attività spionistiche anche sui governi europei, incluso quello italiano”. Dichiarazioni rilasciate prima che esplodesse la tempesta diplomatica dei controlli sul cellulare della Merkel.

Come spiega l’Espresso, l’Italia non è stata soltanto nel mirino del sistema Prism creato dagli 007 statunitensi. Difatti, con un programma parallelo e convergente chiamato Tempora, anche l’intelligence britannica ha spiato i cavi di fibre ottiche che trasportano telefonate, mail e traffico internet del nostro paese.

Secondo Greenwald, gli inglesi selezionavano telefonate e mail utili a individuare “le intenzioni politiche dei governi stranieri”. Insomma, la licenza di spiare concessa dalle autorità britanniche è vastissima e consente di tenere sotto controllo aziende, politici e uomini di stato. Inoltre sempre secondo quanto dichiara Greenwald al settimanale, i servizi segreti italiani hanno avuto un ruolo nella raccolta di metadati. Questi documenti, sostiene il giornalista Usa, affermano che i nostri apparati di sicurezza avevano un “accordo di terzo livello” con l’ente Gb che si occupava di spiare le comunicazioni.

Vedi l’articolo originale

http://www.clandestinoweb.com/number-news/122749-datagate-ben-35-i-leader-mondiali-spiati-dagli-usa-e-londra-spia-litalia/

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