Voto palese e voto segreto. Uomini e ominicchi.

(Fonte: znetitaly.altervista.org)

di Giuseppe Volpe – 30 ottobre 2013

Approfitto, come sporadicamente faccio, della generosita’ con cui il collettivo mi consente spazi per opinioni personali quando ‘mi scappano’. Sono, per l’appunto, sbrocchi personali. Non implicano condivisione della redazione di Znetitaly.

Giuseppe

Non occorre essere Nostradamus per prevedere che, a partire dai programmi televisivi di questa sera, nei prossimi giorni saremo deliziati da dotte (leggasi: bizantine) dissertazioni sui meriti e demeriti del voto palese e di quello segreto. L’occasione e’, tanto per cambiare, fornita dagli interessi del cavalier Bellachioma a che il voto sulla sua decadenza da senatore sia segreto mentre la solita congiura comunista, demoplutogiudaicomassonicaveterotestamentariapalingeneticapapalina e ortodonziale ha brigato presso la giunta del regolamento perche’ prevalesse l’ignobile congiura a favore del voto palese.

Ora, per quel che mi riguarda, da persona semplice e semplicistica quale mi rendo conto di essere, il dibattito, al netto delle strumentalizzazioni di parte, non potrebbe essere meno risibile.

Possono esserci buone ragioni per prevedere la segretezza del voto e, in effetti, nelle elezioni e’ altamente raccomandabile che chi vota, anche lo volesse, non renda noto a terzi, intimidatori o acquirenti, su quale simbolo e/o nome abbia tracciato, se l’ha tracciata, la sua preziosa crocetta.

Nel caso degli eletti, tuttavia, la cosa mi pare un tantinino diversa.

Si presume, sia pure nel regno ormai favolistico dell’idealismo politico, che gli eletti siano i cittadini piu’ nobili della nazione (lo so, vien da ridere, ma parliamo, appunto, di ideali). In quanto tali dovrebbero avere un senso talmente elevato della propria dignita’ personale e di quella della propria missione di servizio alla collettivita’ da essere sprezzanti di ogni pericolo e di ogni lusinga ed esprimere le proprie convinzioni  non solo senza vincolo di mandato elettorale ma anche, e soprattutto, senza vincolo di comandato padronale (della dirigenza del partito, della proprieta’ del medesimo).

E’ brutto farne una questione di soldi ma se si esige che un sottostipendiato carabiniere o poliziotto metta a rischio la propria vita e non guardi in faccia a nessuno (e cosi essere legittimato a guardare tutti dritto negli occhi) e’ appena coerente che un piu’ generosamente remunerato (eufemismo) deputato o senatore faccia altrettanto. Vero e’ che non c’e’ paragone tra i danni che puo’ provocare una banalissima pallottola (o una meno banale raffica delle medesime) a un uomo delle forze dell’ordine e l’atrocita’ delle sofferenze che puo’ subire un misero peone del nostro (?) parlamento dalla lingua della Santanche’ o dal ringhio di Brunetta o, Dio non voglia, da una poesia di Bondi o da un’occhiataccia di D’Alema, o da una smacchiata di giaguaro di Bersani o  da una rottamazione di Renzi,  tanto per citare alcune delle situazioni piu’ drammatiche e per non parlare delle estromissioni grillesche con ignominia e vituperio.

Il fatto e’ che, come ci e’ spesso ricordato, una cosa e’ la realta’ dei fatti e una cosa diversa sono i principi. L’uomo, si sa, e’ frale. La donna pure (a naso, un po’ meno), e se uno il coraggio non ce l’ha non se lo puo’ dare (ma anche nessuno e’ obbligato a esporsi a rischi; fare politica non e’ prescritto da nessun medico, che io sappia, anche se a molti politici andrebbe prescritto un medico, preferibilmente uno psichiatra).  Ora, dover ammettere che gli elettori abbiano eletto a propri rappresentanti una discreta accozzaglia di vigliacchi e mascalzoni (con qualche spruzzatina, qua e la’, di persone perbene) puo’ essere sano realismo. Ma da qui ad offrire, con alte motivazioni, alle mene di tali vigliacchi e mascalzoni, anche il comodo scudo dell’anonimato quando si tratta di decidere del rispetto delle leggi, ce ne corre parecchio.

Il voto dei parlamentari dovrebbe essere sempre palese. Non escludo, anche se non mi sovvengono, situazioni eccezionali in cui il voto segreto sia raccomandabile. Ammetto che per esigere, come sarebbe giusto e onorevole, che gli eletti siano dei paladini senza macchia e senza paura del bene comune, dovrebbero essere, per l’appunto, eletti. Non nominati. E questo e’ certamente un problemino non da poco se si considera che riportare il sistema elettorale a un minimo di decenza richiede che i nominati scelgano di non essere piu’ dei nominati. Non sarebbe male che fosse possibile al popolo, prima di affidarsi ai forconi (che poi finiscono sempre per piantarsi nelle chiappe di non c’entra, o c’entra poco) scegliere di ricondurre a normalita’ la democrazia. Un referendum? La restituzione in massa delle schede elettorali? Un bello sciopero coordinato a rotazione e a oltranza? Bah, fantasie, temo.  Mentre a ‘destra’ sta forse (molto forse) tramontando un vecchio leader demagogo, altri, e di segno ufficialmente diverso,  ne hanno preso e ne stanno prendendo il posto. Alla fin fine pare proprio che siamo un popolo soltanto di tifosi.

Considerazione finale: a fini di puro calcolo pare buffo che sia la ‘destra’ a volere il voto segreto e la ‘sinistra’, piu’ l’indefinibile M5S, a volere quello palese. I nominati dalla ‘destra’ non dovrebbero avere, come non hanno mai avuto, alcun pudore a difendere l’Indifendibile, e dunque il voto segreto dovrebbe essere unicamente mirato a coprire i mercenari di altra fede (?) acquistati e acquistandi (e questa, si sa, e’ una cosa che a destra non fanno).  La ‘sinistra’, e il M5S, proclamandosi duri e puri, non dovrebbero temere transfughi nelle proprie file (!!??), mentre potrebbero contare su qualche pattuglietta di opportunisti di ‘destra’ che, visto come stanno andando le cose da quelle parti, possono mirare  a prendere le distanze dal tramonto degli dei (del Dio) e a rifarsi una verginita’ purchessia. Dunque la ‘destra’ dovrebbe essere a favore del voto palese e la ‘sinistra’ e la ‘Rete’ a favore del voto segreto.

Ho come il sospetto che non ne capisco molto di politica.

Da Z Net ”’ Lo spirito della resistenza e’ vivo

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(Tratto da: http://znetitaly.altervista.org)

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