L’establishment economico e finanziario non ha sensi di colpa per quello che e’ accaduto nel mondo negli ultimi sei-sette anni, nemmeno un dubbio. u uno dei paradossi di quest’epoca: i neoliberisti hanno capito il significato del concetto di egemonia culturale di Antonio Gramsci e l’hanno applicato benissimo. La loro ideologia e’ penetrata negli Stati Uniti, poi si e’ diffusa in tutte le organizzazioni internazionali e vanta un supporto intellettuale mai visto. Prendiamo l’Ue. Sono riusciti a ottenere consenso e supporto proponendo misure di austerita’ per uscire dalla crisi convincendo tutti che il bilancio di uno Stato e quello di una famiglia sono la stessa cosa, per cui si puo’ spendere solo in base alle entrate. Non e’ cosi: il debito pubblico storicamente finanzia la crescita, e’ altra cosa dagli sprechi. Per fare un esempio, due economisti della Bocconi di Milano, Alesina e Ardagna, a mio avviso hanno fornito una errata base teorica alla Banca centrale europea, ai governi e alle istituzioni europee, proponendo l’austerita’ per fronteggiare la depressione. E la gente e’ stata convinta dell’ineluttabilita’ delle scelte. La prova? In Grecia non hanno fatto la rivoluzione. (continua)
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