Brasile: riemerge dopo quarant’anni il rapporto perduto sul genocidio

(Fonte: znetitaly.altervista.org)

 

di Jonathan Watts e Jan Rocha ” 31 maggio 2013

Un rapporto perduto sul genocidio, le torture, le violenze e la schiavizzazione delle tribu’ indigene nel corso della dittatura militare del Brasile [1] e’ stato riscoperto, suscitando nuove domande sul fatto che il governo abbia o meno fatto ammenda e punito i responsabili.

Il rapporto Figuiredo, di 7.000 pagine, era scomparso da piu’ di quarant’anni, ma estratti acquisiti dal Guardian rivelano centinaia di presunti crimini ed esecutori.

Sottoposto nel 1967 dal pubblico ministero Jader de Figueiredo Correia, il documento dettaglia orribili abusi del Servizio di Protezione degli Indios (diffusamente noto come SPI) che era stato creato per migliorare le condizioni di vita delle comunita’ indigene, ma che spesso era finito per diventare un meccanismo per rapinarle della terra o per spazzarle via con le armi o i veleni.

Il documento provoco’ una tempesta internazionale quando fu diffuso, portando due anni dopo alla fondazione dell’organizzazione per i diritti tribali Survival International [2]. Il Brasile, tuttavia, non mando’ in carcere neppure una singola persona, nonostante le accuse iniziali contro 134 dirigenti apparentemente coinvolti in piu’ di 1.000 crimini.

Si riteneva che il rapporto fosse andato distrutto in un incendio al ministero dell’agricoltura subito dopo essere stato presentato, destando sospetti di un insabbiamento da parte della dittatura e dei suoi alleati tra i grandi proprietari terrieri. Comunque la maggior parte del documento e’ stata scoperta di recente in un archivio ammuffito ed e’ in corso di esame da parte della Commissione Nazionale sulla Verita’, che sta indagando le violazioni dei diritti umani tra il 1947 e il 1988.

Anche se il documento non e’ stato reso pubblico dopo la sua riscoperta, il Guardian ne ha visionato una copia scannerizzata in cui Figueired descrive la schiavizzazione della popolazione indigena, le torture di bambini e il furto di terre.

Il Servizio di Protezione degli Indios e’ degenerato al punto di spingere gli Indios all’estinzione, scrive il pubblico ministero in un’introduzione indirizzata al ministro dell’interno.

Le pagine ” tutte rilegate, siglate e contrassegnate MI-58-455 ” comprendono un elenco alfabetico dei presunti colpevoli e delle accuse contro di essi. Per lo piu’ sono accusati di essersi appropriati illecitamente di terre, di aver abusato di fondi o di aver venduto illegalmente bestiame o legnami per arricchirsi a spese delle comunita’ che dovevano proteggere. Ma molti sono implicati in crimini molto piu’ odiosi.

Il numero delle vittime e’ impossibile da calcolare. La Commissione sulla Verita’ ritiene che alcune tribu’, come quelle di Maranhao, siano state completamente cancellate. In un caso, nel Mato Grosso, sono emersi solo due sopravvissuti per narrare un attacco a una comunita’ di trenta indios Cinta Larga con dinamite lanciata da aerei. Figueirado dettaglia anche come dirigenti e latifondisti abbiano introdotto letalmente il vaiolo in villaggi isolati e donato zucchero misto a stricnina.

Tra coloro cui e’ attribuita la responsabilita’ c’e’ il maggiore Luiz Vinhas Nevese, che diresse lo SPI tra il 1964 fino a quando fu licenziato in conseguenza del rapporto nel 1968. E’ citato in piu’ di 40 accuse, tra cui irregolarita’ per un totale di piu’ di un miliardo di reals (circa 350.000 euro) in moneta corrente. Dopo il rapporto, una risoluzione parlamentare lo accuso’ di aver diffuso il vaiolo in due comunita’ remote a Pataxo’.

La tortura era comune. La tecnica piu’ spesso citata era il tronco, che lentamente schiacciava le caviglie delle vittime. Un’alternativa era stata sperimentata, secondo le accuse, da Alvaro de Carvalho, un funzionario accusato di aver ucciso un indio di Narcizinho che aveva appeso per i pollici e frustato.

Le persone erano vendute come animali. Flavio de Abreau, capo della postazione dello SPI di Couto Magalhaes, avrebbe scambiato una donna india con una stufa d’argilla e poi bastonato il padre quando aveva protestato. E’ anche accusato di aver ridotto alla fame comunita’ locali. Altri funzionari avevano costretto figli a picchiare i genitori, fratelli a frustare le sorelle e avevano costretto donne a tornare al lavoro immediatamente dopo il parto.

Figueiredo segnala che le autorita’ operavano nell’impunita’ nel negare agli indios quella che avrebbe dovuto essere una vita di abbondanza. C’e’ un patrimonio indio favoloso ed e’ ben gestito. Non hanno bisogno di chiedere un centesimo di assistenza governativa per vivere una vita ricca e in salute nei loro vasti possedimenti, segnala.

Il rapporto fu estremamente imbarazzante per il regime militare e una stampa censurata garanti che fosse raramente citato di nuovo. Lo SPI fu sostituito da un’altra agenzia, la Funai, ma le tribu’ continuano a lottare contro gli operatori forestali e minerari, i costruttori di dighe governativi [3] e contro i gestori di fattorie illegali [4].

Cio’ e’ particolarmente vero nel Mato Grosso do Sul, che ha la percentuale di assassinii di indios piu’ elevata del Brasile. Gli indios Guarani-Kaiowa’, stimati in numero di 31.000 nell’area, sono ora confinati in aree minuscole, completamente circondate da campi di soia o di canna da zucchero.

Il direttore di Survival International, Stephen Corry, ha dichiarato che non e’ cambiato nulla per quanto riguarda l’impunita’ per gli assassinii di indios. Pistoleri uccidono normalmente membri delle tribu’ nella consapevolezza che ci sono pochi rischi di essere condotti davanti alla giustizia; nessuno degli assassini responsabili delle uccisioni di leader tribali Guarani e Makuxi e’ stato incarcerato per i propri crimini. E’ difficile non sospettare che razzismo e avidita’ siano alla radice della mancata difesa, da parte del Brasile, delle vite dei suoi cittadini indigeni, ha dichiarato.

Avvocati, politici e ONG avvertono che e’ nuovamente in ascesa l’influenza della lobby dei latifondisti ruralista. La presidente Dilma Rousseff dipende dai loro rappresentanti al Congresso, che hanno annacquato il codice della foresta e si dice stiano pianificando la riduzione delle riserve indigene trasferendo la responsabilita’ della loro demarcazione dal Funai al Congresso dominato dai conservatori.

La maggior parte dei principali giornali del Brasile ” tra cui Globo, Folha e Estado de Sao Paulo ” hanno largamente ignorato la riscoperta, anche se il rapporto Figueiredo e’ stato recentemente descritto dalla Commissione sulla Verita’ come uno dei documenti piu’ importanti prodotti dal governo brasiliano nell’ultimo secolo.

Marcelo Zelic, l’avvocato dei diritti umani che ha scoperto il documento in mezzo a cinquanta scatole di documenti nel Museo Indio di Rio de Janeiro, ha affermato che potenti interessi di parte stanno gia’ cercando di minare il rapporto perche’ temono di poter comparire in esso.

Questa documentazione, che e’ rimasta celata per molti decenni, getta luce su situazioni conflittuali che perdurano tuttora. Per stati come Mato Grosso do Sul, Parana’, Bahia e Amazonas, contiene una quantita’ di informazioni che possono contribuire a rivelare una volta per tutte la verita’ dietro molte forme di violenza contro gli indios oggi e a fornire una visione dei veri proprietari delle terre disputate.

Collegamenti:

[1] http://www.guardian.co.uk/world/brazil [2] http://www.survivalinternational.org/ [3] http://www.guardian.co.uk/environment/2013/apr/03/brazil-dam-activists-war-military [4] http://www.survivalinternational.org/news/9227

Da Z Net ” Lo spirito della resistenza e’ vivo

www.znetitaly.org

Fonte: [www.zcommunications.org]

Originale: The Guardian

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2013 ZNET Italy ” Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

(Tratto da: http://znetitaly.altervista.org)

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