(Fonte: http://comune-info.net)
Esiste una crisi straordinaria. Quella che ti sorprende a tradimento, con una malattia, uno sfratto, un licenziamento, o un fallimento. Poi c’e’ «La» crisi. Quella tutta al femminile che atterra donne, all’apparenza, inscalfibili. Studiano, lavorano nell’editoria, nello spettacolo, nella cultura precaria di questi tempi. Donne che si fermano per qualche settimana, o per qualche mese, per un anno. Magari per fare un figlio. E ad un certo punto realizzano di essere rimaste tagliate fuori. Anche se hanno qualcosa da parte, un tetto sulla testa, scivolano nell’angoscia, fino a diventare invisibili. Alessandra Pucci a Roma ha un bel negozio di parrucchiere, dove arrivi con le spalle a San Giovanni e gli occhi persi nel Colosseo (via San Giovanni Laterano 22). Molte volte ci si passa manifestando, ma ti ci puoi soffermare anche perche’ ti colpiscono i colori e la musica a palla. Le risate e le facce di donne uniche riflesse negli specchi grandi, dove guardano chi sono e immaginano chi diventeranno tra pochi minuti. Quando La crisi femmina ti colpisce, ti segna nella bellezza quotidiana, nella certezza che avevi di poterti trasformare sotto mani rassicuranti in una diva o solo in te stessa, con un tocco di forbice o di colore.
«Mi chiamavano, sempre piu’ clienti, e mi dicevano che dovevano tagliare qualcosa, e cominciavano dai capelli» mi racconta Alessandra nel salotto ammezzato, dove chiacchieriamo insieme a Simona, che la aiuta nella comunicazione, Carmen, un’attrice e doppiatrice precaria sua cliente e Franco, il compagno e socio di Alessandra. Grazie a loro RiccioCapriccio, eco-parrucchiere dedicato ai prodotti naturali (non testati su animali), in un equilibrio olistico tra etica ed estetica dove anche la lampadina si accende solo grazie a fonti rinnovabili, ha lanciato un’iniziativa unica in Italia: il Taglio solidale. «Non e’ una promozione, mi raccomando ”’ precisa Alessandra ”’ ma un mercoledi al mese in cui ci si puo’ prenotare per farsi fare un taglio di capelli a otto euro». Un prezzo minimo, di cui tre euro vanno a finanziare il Cam, Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti, associazione che sostiene quegli uomini decisi ad affrontare i loro comportamenti aggressivi e violenti, insieme alle compagne, nella relazione. Una scelta scomoda, quella di sostenere il Cam: «Credo che sia importante, per chi si rende conto di avere un problema con la violenza, di avere la possibilita’ di fare un percorso di riabilitazione con la propria compagna, che magari lo ama, ci ha fatto dei figli e non lo vuole cancellare con una passata di straccio. Eppure va difesa, magari non dalle botte ma da quelle piccole sevizie quotidiane fatte di divieti, di gelosie, di ricatti».
Ogni terzo mercoledi del mese
Entro i primi sette giorni del mese tutte le donne precarie, in crisi o semplicemente con pochi soldi in tasca possono telefonare in negozio e prenotare il proprio posto per il terzo mercoledi, quello del Taglio solidale. Il riscontro dei primi mesi e’ stato straordinario: a febbraio gli appuntamenti solidali erano gia’ tutti esauriti fino a maggio: «Le mie clienti del mercoledi sono tutte donne belle ”’ assicura Alessandra – che creano in negozio un’atmosfera allegra e piena di energie positive. Tra noi si innesca spontaneamente uno scambio. C’e’, ad esempio, chi ha perso il lavoro e fa le collane d’artigianato. Una mia cliente me n’ha portata una in regalo, l’ho indossata, e altre clienti mi hanno chiesto chi l’avesse fatta e le ho messe in contatto. Altre ragazze dovevano affrontare un esame, o un colloquio di lavoro: si sono sentite meglio e alla fine e’ andata alla grande. Se ti vedi bella ce la fai ad uscire dal guscio, a recuperare sicurezza, autostima, proprio le prime cose che la crisi ti porta via».
Il concetto e’ potentissimo: paghi poco, quello che puoi, senza dover dire grazie a nessuno, e a tua volta sai che con parte di quel poco sei solidale con delle donne che vivono un problema terribile, quello della violenza di coppia, e ne vogliono uscire, grazie al Cam con i loro compagni. «Non ti devi vergognare ”’ continua Alessandra ”’ devi capire e far capire che tu non sei la tua situazione. Anzi, scegliendo il Taglio solidale denunci le cause della tua difficolta’, ti vuoi bene, e la tua esperienza puo’ essere utile a qualcun altro che, magari, non sa uscire dai suoi problemi e invece lo fa quando realizza che ci sono altre donne in difficolta’ che non rinunciano a farsi belle e a essere solidali». Un taglio, una piega, quattro chiacchiere e ti ritrovi bella, preziosa: «E poi ci metti la faccia ”’ continua Alessandra ”’ perche’ alle nostre clienti chiediamo di farsi fotografare e definirsi. Sul nostro sito e su facebook le pubblichiamo: non ti chiediamo di certificare i tuoi problemi, ma puntiamo sulla tua coscienza e ti chiediamo di diventare ‘testimonial’ e promotore dell’iniziativa, col tuo viso, il tuo sorriso».
Senza un filo di trucco
Carmen, attrice, doppiatrice e precaria, e’ il volto di una delle tre foto con cui Un Taglio Solidale si e’ aggiudicato il premio FuturoDonna, il primo Concorso nazionale di fotografia femminile organizzato dall’Associazione onlus FuturoDonna di Trieste, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia. «Dolce vita, caro vita, la crisi economica vista e fotografata con gli occhi delle donne era il tema del concorso, e io la mia faccia ce l’ho messa ”’ racconta Carmen ”’ perche’ ero una cliente affezionata di Alessandra. Poi la crisi ha tagliato anche i budget dei teatri, il doppiaggio. L’Italia funziona male e per clientele, e cosi mi sono ritrovata senza lavorare per mesi, senza avere neanche i soldi del caffe’, non mi vergogno di dirlo. Ho tagliato il parrucchiere, certo, ma se non avessi avuto il mio compagno di tutta una vita su cui contare non so come avrei fatto. Quando ho saputo della possibilita’ del Taglio solidale ho subito telefonato. A febbraio sono rientrata in negozio ed e’ stato bellissimo sentirmi accolta, coccolata. Sono entrata stanchissima, senza un filo di trucco eppure quella foto, scattata col Taglio solidale appena fatto, raccontava tutto di me, della mia bellezza ritrovata. E abbiamo vinto persino un premio».
Ora l’idea e’ di far crescere il progetto e trasformarlo in una vera e propria rete cittadina per le donne: «L’8 maggio e’ nata l’associazione Un taglio solidale ”’ annuncia Alessandra – e vogliamo che si moltiplichino gli esercizi – centri d’estetica, palestre, yoga, laboratori – che mettono a disposizione delle donne in difficolta’ almeno una giornata del mese a prezzo basso, e destinino una parte del prezzo ad un’iniziativa di solidarieta’. L’obiettivo e’ costruire un calendario talmente pieno che le nostre donne in crisi non abbiano un giorno in cui non volersi bene».
E’ politica, questa? Noi, come Simona, pensiamo proprio di si: «Io vengo da un centro sociale, La Strada, ed ora partecipo alle attivita’ della Casetta Rossa della Garbatella. La chiusura che abbiamo avuto anche noi compagni nel pensare che alcune idee, alcune pratiche, passino solo in determinati circuiti, va superata. Se qualcuno viene qui in negozio e non sa che cosa significhi prodotto naturale, o energia rinnovabile, lo impara tra lo shampoo e la messa in piega. Immaginiamo, a volte, che tutte le piccole scelte quotidiane che rendono la nostra vita migliore siano legate a prodotti o pratiche difficili, o costosissime. E invece qui li trovi, veri e accessibili. u sempre un pezzo de l’altro mondo possibile che costruiamo in tanti la’ fuori. u meno utile? Meno efficace di una riunione? Di un seminario? Non credo, perche’ entra nel quotidiano e lo cambia, con la leggerezza penetrante di un tweet».
La bellezza ci salvera’
MDS
Alessandra Di Pietro e’ una giornalista e una scrittrice. Racconta il sesso, la politica e il sentimento per il Gioia e Myself. Ma soprattutto pensa. Spesso fa rumore, senza sconti, con tratto elegante. Da quando l’ho conosciuta giovanissima, anticipa la cronaca e ne gode. Era quella amica che, tra Noidonne e Avvenimenti, ti allungava un foglio o un libro, o le prime, lentissime, pagine di internet. Ma anche un lavoro. Che ti serviva. E poi serviva a lei, e si scambiava. Si discuteva, con dovizia di dettagli, del ritorno delle giarrettiere, come dell’ennesima estate di stupri, che scoprivi insieme essere solo un bluff, che serviva a riempire le colonne di certa stampa pigra e conformista, mentre Montecitorio era in vacanza. Oggi lavoriamo sul tacco 14, su cui la sto spingendo ad arrampicarsi, per pura comodita’. Ma anche sulla bellezza come antidoto alle conseguenze peggiori della crisi, che non solo ti batte, ma ti isola e umilia.
Il Taglio Solidale me l’ha fatto conoscere lei, che collabora con il progetto arricchendo sito e pagina facebook con i propri articoli: un tam tam tra donne che e’ forse il risultato piu’ prezioso…. CONTINUA QUI
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