
“Il democrazismo è quando voti ma rimettono le stesse persone” (ForcheriSaba)
Fonte: L’Huffington Pst, il 22/4/2013
Aggiornamento delle 13.01: Il presidente Giorgio Napolitano ha sottoscritto questa mattina l’atto di dimissioni dalla carica di presidente della Repubblica da lui assunta il 15 maggio del 2006, nell’imminenza del giuramento che prestera’ oggi pomeriggio dinanzi alle camere riunite quale presidente rieletto.
Una volta succeduto a se stesso, domani Giorgio Napolitano iniziera’ le consultazioni per la formazione del governo. E l’incarico al nuovo presidente del consiglio ” a quanto si apprende ” potra’ arrivare gia’ a partire da mercoledi. u comprensibile, dunque, come in queste ore il toto-nomi per il governo che verra’ sia il vero scacchiere su cui cercano di muoversi i – piu’ o meno ammaccati ” partiti. Vediamo dunque quali sono i nomi piu’ accreditati che circolano al momento.
Per il ruolo di premier sono in lizza soprattutto due nomi: quelli di Enrico Letta(preferito dal Pdl) e di Giuliano Amato (piu’ accreditato nel Pd, dopo la bocciatura di ieri di Letta Jr da parte di Rosy Bindi). Il Pd, in realta’, preferirebbe un’opzione tecnica, che pero’ non sembra convincere Napolitano.
Per il ruolo di vicepremier (certamente politico), il Pdl propone Angelino Alfano o Gianni Letta, mentre Scelta Civica vorrebbe Mario Mauro. Il Pd, invece, nel caso in cui Letta non dovesse diventare premier, punta su di lui per la poltrona di vice.
C’e’ anche chi – come Stefano Fassina – prova a ricucire lo strappo tra quel che resta del Pd e un elettorato deluso come non mai. Come? Auspicando per il presidente della Repubblica mancato – Stefano Rodota’ – un ruolo nel nascituro esecutivo. “Mi piacerebbe – ha detto stamattina Rodota’ intervenendo ad Agora’ – che Stefano Rodota’ facesse parte del governo perche’ rappresenta un elemento di dialogo con una parte importante del Parlamento e dei cittadini”. “Vorrei – ha aggiunto Fassina – che dell`esecutivo facesse parte anche Fabrizio Barca e magari un bravo sindaco di un altro partito […]. Non funzionerebbe una riedizione di un governo monti senza monti, che parte da un`agenda che ha dimostrato di non funzionare”.
Poi ci sono i ministeri piu’ importanti, a cominciare dall’Economia. Il Pdl assolutamente non vuole che a ricoprire il ruolo sia Mario Monti (identificato dall’elettorato berlusconiano con l’Imu ” come fa notare oggi il Corriere della Sera). Lo stesso Mario Monti sembra piu’ rivolto al ministero degli Esteri che non al dicastero economico.
Agli Interni Napolitano potrebbe decidere di riconfermare Anna Maria Cancellieri, cosi come Paola Severino potrebbe restare alla Giustizia (in tal caso, pero’, i dicasteri assegnati a un piccolo partito come Scelta Civica diventerebbero oggettivamente un po’ troppi).
Per la Giustizia l’altro candidato e’ Luciano Violante (Pd, ma ben visto anche in ambito Pdl).
Il (neo?) presidente della Repubblica potrebbe anche voler sfruttare personalita’ come quelle dei ministri Enzo Moavero Milanesi e Corrado Passera, avendo mostrato in passato di apprezzarne le caratteristiche. Il Partito Democratico, dal canto suo, potrebbe spingere le candidature di outsider come l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino e il presidente della Associazione Nazionale Comuni ItalianiGraziano Delrio.
Pietro Grasso ha tutta l’intenzione di continuare a ricoprire la carica di presidente del Senato, e quindi Napolitano lo lascera’ verosimilmente al suo posto. Altri nomi che il presidente rieletto potrebbe tirare in ballo sono quelli di Emma Bonino (in cima a tutti i sondaggi online per il Colle, ma mai davvero presa in considerazione dai partiti), Franco Gallo (presidente della Corte Costituzionale), Fabrizio Saccomanni (direttore generale della Banca d’Italia), Salvatore Rossi (anche lui Banca d’Italia), Giovanni Pitruzzella (Antitrust) ed Enrico Giovannini (Istat).
(Tratto da: http://www.stampalibera.com)
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