Egitto in fiamme

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

La presunta ‘primavera araba’ si sta trasformando in un trionfo dell’integralismo. Al Cairo resiste ancora l’opposizione e non e’ chiaro cosa faranno i militari.

Ieri nelle vie adiacenti a piazza Tahrir, nella capitale, ci sono stati altri incidenti tra polizia e manifestanti laici che protestavano contro il decreto costituzionale approvato nei giorni scorsi dal presidente Mohamed Morsi nel quale l’esponente dei Fratelli Musulmani si era autoconcesso poteri neppure immaginabili al tempo del deposto Mubarak.

La stampa locale ha parlato di un fitto lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine volto a disperdere la folla, che dopo una grande dimostrazione svoltasi martedi sera si era rifiutata di abbandonare la piazza.

Secondo il ministero della Sanita le vittime sarebbero almeno tre e 100 i feriti registrati negli ultimi sette giorni nel Paese.

Intanto i giudici contestano il presidente Morsi. La Suprema Corte Costituzionale ha accusato l’esponente integralista di “campagna denigratoria” contro la stessa Consulta. Maher Samy, portavoce della Corte, ha detto: “L’aspetto davvero triste, che ha addolorato i membri di questo collegio e’ il fatto che il presidente della Repubblica, con una penosa mossa a sorpresa, si sia unito alla campagna di continui attacchi contro la Corte Costituzionale”.

Nel giugno scorso i giudici avevano sciolto l’Assemblea del Popolo, il nuovo Parlamento del Cairo dominato dai Fratelli Musulmani, di cui Morsi e’ il leader. La Consulta aveva considerato incostituzionale la legge elettorale con la quale si era votato.

Il vero e proprio ‘golpe’ del presidente e’ stato spiegato in un comunicato dell’ambasciata egiziana a Roma: “Mohamed Morsi, Presidente della Repubblica Araba d’Egitto ha emanato una dichiarazione costituzionale oltre ad una serie di leggi e decreti, al fine di esaudire le aspirazioni del popolo egiziano e di proteggere il sentiero di una transizione democratica di successo”. Tali misure, continua il documento “non hanno lo scopo di accentrare i poteri, ma al contrario di trasferirli ad un parlamento eletto democraticamente e di evitare qualsiasi tentativo di insidiare o sospendere i due organi eletti democraticamente (il Consiglio di Shoura e l’Assemblea del Popolo), oltre a preservare l’imparzialita’ del potere giudiziario evitando di politicizzarlo”.

Per tutta risposta il vicepresidente della Corte di Cassazione, Abdel Nasser Abu al-Wafa, ha reso noto che “La Corte sospendera’ i lavori a partire da oggi (ieri per chi legge, ndr).

Khaled Abdellah, giudice d’appello, da parte sua, ha affermato che altrettanto faranno i tribunali di secondo grado “tranne che per i casi di corruzione”.

Il nodo da sciogliere in una situazione cos’ difficile e’ quello sulle posizioni che vorranno prendere gli alti gradi dell’esercito, di fatto fino a qualche mese fa i ‘padroni dell’Egitto’.

Se i generali saranno in grado di coinvolgere le truppe e di non vedere disgregate le forze armate la possibilita’ di un controgolpe militare sul modello algerino e’ molto seria.

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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