(Fonte: Inviatospeciale.com/)
Paese che vai usanze che trovi. In Germania il marchio leader cerca specialisti anche stranieri, in Italia si chiudono stabilimenti e si produce all’estero pagando stipendi ridicoli ed imponendo orari di lavoro impossibili.
Ferdinand Piech, presidente del Consiglio di sorveglianza della Volkswagen, ha reso noto un programma di assunzioni di giovani ingegneri italiani.
Il super manager del colosso di Wolfsburg ha annunciato di voler estendere anche all’Italia il programma di assunzioni gia’ varato in Spagna e Portogallo e col quale la sua azienda vuole offrire prospettive di lavoro ai giovani laureati disoccupati.
“Sono molto preoccupato per l’elevata disoccupazione giovanile in alcuni Paesi dell’Ue, e’ qui che dobbiamo agire uniti”, ha spiegato Piech, aggiungendo che “nel suo piccolo la Volkswagen offre gia’ il suo contributo. Offriamo a giovani spagnoli e portoghesi l’opportunita’ di mettere radici professionalmente”.
Per il Capo della casa automobilistica tedesca “il nostro programma ‘StartUp’ e’ concepito per ingegneri uomini e donne che dopo la laurea vogliono compiere un’esperienza internazionale”. “Al termine dei due anni di questo programma – ha aggiunto – e’ possibile l’assunzione definitiva. Questa opportunita’ vogliamo offrirla adesso anche ai giovani italiani”.
Piech ama l’Italia ed ha rivelato di possedere una Ferrari ed una moto Ducati, azienda che il suo gruppo ha rilevato nei mesi scorsi.
“Nel mio garage c’e’ una Ferrari, ma appartiene a mia moglie. La prima vettura di Maranello, con un piccolo motore medio V8, l’ha avuta per la ricorrenza dei nostri 15 anni di matrimonio”.
Il super manager, poi, ha un debole per il motore della sua Bugatti, perche’ “ha un suono molto simile a quello della Ducati. Un anno fa ho comprato la moto piu’ potente da 200 CV, se si vuole un cabrio di gamma alta molto a buon mercato”.
Mentre oltre le Alpi si pensa non solo all’occupazione tedesca, ma anche a quella dei giovani di altri Paese europei, a Torino si studia come fare affari a tutti i costi.
Gli operai serbi dello stabilimento Fiat di Kragujevac (Serbia centrale), dove si produce la nuova 500L, sono esasperati dai turni di quattro giorni per di dieci ore di lavoro (che con gli straordinari possono arrivare a 12) e per gli stipendi minimi, 283-300 euro al mese.
Dopo le proteste pare che la paga sara’ aumentata del 25 per cento la paga di novembre per tutti quegli operai che hanno fatto lavoro straordinario.
Il presidente del sindacato Zoran Mihajlovic ha detto che i lavoratori sono del tutto insoddisfatti per l’orario definito ‘insopportabile’.
Attualmente nella fabbrica serba sono impiegati 2.500 lavoratori, e per la fine dell’anno e’ prevista l’assunzione di altri 150 operai. I salari, pero’, sono di cinque volte inferiori a quelli degli italiani e tre volte piu’ bassi di quelli della Fiat in Polonia.
(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)
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