Italia di chiacchiere

(Fonte: Inviatospeciale.com/)

Berlusconi e’ come Houdini. Nel corso degli anni, almeno 30, e’ rimasto immobile al suo posto, continuando a fare con pervicacia quello che ha sempre fatto. Ovvero curare i propri interessi ed affari. Ma ha saputo illudere un numero non irrilevante di italiani di essere l’uomo del movimento, del cambiamento.

Questo camaleontico talento ha raggiunto il suo massimo splendore nell’ultima settimana. Come e’ noto il Cavaliere prima ha annunciato il ritiro dalla scena politica e poi, dopo una condanna a quattro anni per frode fiscale (con interdizione dai pubblici uffici), a caldo ci ha ripensato del tutto e poi ripensato solo un po’. Nel senso che all’inizio sembrava volesse di nuovo ‘scendere in campo’ (leggi rifare il candidato premier) e dopo invece ha spiegato di essere costretto dai giudici e dalla situazione italiana a doversi dedicare ancora al ‘bene dello Stato’.

Prevedere la natura dei prossimi annunci di ‘Papi Silvio’ e’ del tutto inutile e stupisce che non pochi commentatori abbiano creduto al suo impeto rinunciatario.

La ‘scena primaria’ dell’affaire Berlusconi, infatti, non deve essere ricercata nelle complesse cose della politica nazionale, ma nelle ancor piu’ aggrovigliate vicende che riguardano il business di famiglia ed i guai giudiziari.

Lo cose in quel di Mediaset non vanno benissimo e la salute di Mondadori potrebbe essere di gran lunga migliore. I titoli del Biscione, dopo la sentenza Media Trade, hanno preso una scoppola mica da poco e la nuova multa da 10 milioni di euro da pagare all’erario si aggiunge al salatissimo risarcimento di 560 milioni gia’ versato all’ingegner de Benedetti.

Per non parlare dei pericoli derivanti da un governo che si muove con una certa autonomia, dal disfacimento del partito, dal crollo del consenso nel Paese.

Insomma, Berlusconi e’ in piena bufera e non sa come venirne fuori. Ed allora lo ‘stop and go’, gli annunci, i controannunci, le smentite ed i ripensamenti sono i sintomi di un fenomeno molto facile da identificare: la paura.

Perche’ il Cavaliere sa bene che se perde del tutto il sostegno di una parte dell’opinione pubblica la possibilita’ di finire al tappeto e’ molto alta.

E se l’Uomo di Arcore si agita gli altri non sono da meno. Nel Pd il rottamatore Renzi, grazie all’aiuto dei media, sta lacerando in modo irrimediabile il partito. La rottura tra la parte riformatrice dei democratici e le ultime pattuglie della defunta Margherita rutelliana e’ un fatto compiuto e la separazione e’ rimandata all’esito delle primarie.

Bersani, e’ facile prevederlo, vincera’ la sfida, ma poi sara’ il momento della resa dei conti e la promessa fatta dal sindaco di Firenze di accettare l’esito della consultazione non e’ credibile.

Oggi, infine, saranno resi noti i risultati delle elezioni siciliane. Il comico-nuotatore Grillo potrebbe avere un successo inaspettato. Anche perche’ la fragilita’ del suo schieramento consente di supporre che in una terra di infiltrazioni quel che appare poco strutturato possa apparire come una preda facile per chi vuol continuare ad agire senza troppi scrupoli.

Nel caso il M5S dovesse raccogliere un numero di voti tale da paralizzare qualsiasi possibilita’ di costruire un governo nell’isola le ripercussioni di un fatto del genere avrebbero rilevanza nazionale. Scatenano il panico tra i partiti ‘tradizionali’ che fino ad ora hanno ululato all’antipolitica, ma che da oggi potrebbero dover fare i conti con lo smottamento del quadro generale.

InviatoSpeciale riprende da oggi le sue pubblicazioni. Per dovere verso i nostri lettori che in questi mesi di fermo ci hanno chiesto di non sparire. Ma come sempre per resistere abbiamo bisogno che il nostro giornale sia costruito da tutti e non da una pattuglia di giornalisti testardi.

Eppure in Italia tutti protestano, ma quando si tratta di partecipare….

(Tratto da: http://www.inviatospeciale.com/)

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