La poverta’ in Italia

Il nuovo Rapporto Caritas 2012 su poverta’ ed esclusione sociale in Italia, (I ripartenti. Povertà croniche e inedite. Percorsi di risalita nella stagione della crisi) è agghiacciante. Dalle 220 Caritas diocesane emergono tendenze di mutamento che non lasciano molto spazio ai dubbi o alle interpretazioni. E se ne accorge chi ogni giorno queste tendenze le vede sui volti delle persone.

I dati del 2011 evidenziano come la crisi economico-finanziaria ha determinato l’estensione dei fenomeni di impoverimento ad ampi settori di popolazione, non sempre coincidenti con i ‘vecchi poveri’ del passato.Aumentano soprattutto gli italiani, cresce la multi problematicita’ delle persone, con storie di vita complesse, di non facile risoluzione, che coinvolgono tutta la famiglia. La fragilita’ occupazionale e’ molto evidente e diffusa: rispetto alle tendenze del recente passato, i poveri in Italia sono sempre meno ‘working’ e sempre piu’ ‘poor’.

Ma soprattutto aumentano gli anziani e le persone in eta’ matura tanto chela presenza in Caritas di pensionati e casalinghe e’ ormai una regola, e non piu’ l’eccezione.Si impoveriscono ulteriormente le famiglie immigrate e peggiorano le condizioni di vita degli emarginati gravi, esclusi da un welfare pubblico sempre piu’ residuale. E nel primo semestre 2012 questa situazione – se possibile – si aggrava ulteriormente. Le persone transitate nei Centri di Ascolto nei primi 6 mesi del 2012 ammontano a 22.523 unita’ (erano state 31.335 persone in tutto il 2011). Se si mantenesse stabile tale andamento anche nel corso del secondo semestre 2012, l’aumento sarebbe pari al 33,5% per anno.

Rispetto al 2011 si evidenziano gia’ alcune linee di tendenza: aumentano gli italiani (+ 15,2%); stabili i disoccupati (59,5%); aumentano i problemi di poverta’ economica (+10,1%); diminuisce del 10,7% la presenza di persone senza dimora o con gravi problemi abitativi; aumentano gli interventi di erogazione di beni materiali (+44,5%).

Ma la ricerca si intitola “I ripartenti” perche’ – nonostante le tendenze di peggioramento -si registrano segni di speranza: una grande vitalita’ delle comunita’ locali, che hanno avviato esperienze di ogni tipo per contrastare le tendenze della marginalita’ sociale. Gli operatori Caritas narrano di un nuovo desiderio di ripartire, espresso da molte persone in difficolta’: affiora la volonta’ di rimettersi in gioco, l’aspirazione a migliorare la propria situazione. Aumentano le persone che richiedono ascolto personalizzato e inserimento lavorativo (+34,5 e +17%); aumentano del 122,5% le attivita’ Caritas di orientamento (professionale, a servizi, a opportunita’ formative, ecc.) e aumenta del 174,8% il coinvolgimento di altri enti e organizzazioni.

Qui il sunto in pdf, mentrequesto e’ invece il link alla ricerca

(Tratto da: http://www.finansol.it)

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